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Ucraina, tifo razzista: settore dello stadio chiuso contro l’Italia

Un tifoso della Dinamo Kiev durante la sfida del 2017 con lo Shakhtar Donetsk

Un tifoso della Dinamo Kiev durante la sfida del 2017 con lo Shakhtar Donetsk

 

L’Uefa ha punito i comportamenti dei tifosi della nazionale nell’andata con gli azzurri e nella gara con l’Inghilterra. La partita si giocherà sul campo di Leverkusen per l’invasione russa

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L'Uefa chiude parzialmente lo stadio neutro all'Ucraina. Un corto circuito imbarazzante ma inevitabile: la sanzione sarà applicata nella partita del prossimo 20 novembre tra Ucraina e Italia, decisiva per la qualificazione degli azzurri ai prossimi Europei. Il match sulla carta si giocherà in casa dell’Ucraina, in realtà si svolgerà a Leverkusen, in Germania, per l’invasione russa iniziata nel febbraio del 2022.

I motivi della sanzione dell’Uefa

La punizione arriva perché durante le partite contro l’Inghilterra – a Wroclaw, in Polonia – e contro la nostra nazionale, al Meazza di Milano, i tifosi ucraini hanno tenuto condotte razziste, hanno bloccato alcuni passaggi pubblici e acceso fumogeni vietati. Il ricorso presentato dalla Federcalcio di Kiev è stato parzialmente accolto, ma la Uefa ha comunque deciso di multare la federazione con 15.000 euro, chiudendo parzialmente lo stadio per la prossima partita "casalinga" e di vietare la vendita dei biglietti in trasferta. Per questo la federazione ucraina dovrà comunicare al governo europeo del calcio quali settori dello stadio tedesco saranno chiusi: almeno cinquemila posti dovranno rimanere vuoti.

Dinamo Kiev, allo stadio lo striscione razzista: "100% bianchi"

La piaga del razzismo tra i tifosi ucraini

Il razzismo negli stadi è sempre stato un problema, in Ucraina. L’apice probabilmente nell’aprile del 2017 durante la sfida tra le due big del campionato, Dinamo Kiev e Shakhtar Donetsk. I tifosi di casa esibirono uno striscione che recitava “100% bianchi” e in curva indossarono cappucci in stile Ku Klux Klan, atteggiamento chiaramente provocatorio contro i tanti giocatori neri presenti all’epoca nella squadra di Donetsk.

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