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Inghilterra, se la nazionale rispecchia la fine del dominio della Premier League

Gareth Southgate

Gareth Southgate

 

Bellingham al Real Madrid, Henderson in Arabia, Kane al Bayern, Tomori al Milan: il campionato inglese non ha più un fascino irrinunciabile

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LONDRA — Il dogma parrebbe ancora inattaccabile, a maggior ragione per gli azzurri figli di un campionato alle prese col caso diritti tv: la Premier League rimane la lega più ricca del mondo e l'inarrivabile livello tecnico medio dei suoi protagonisti aiuta i calciatori inglesi, che pure sono la minoranza (poco più del 31%), a costruire una nazionale e una U21 fortissime: "L'Under ha appena vinto l'Europeo e noi stiamo sfiorando un titolo da 5 anni: col serbatoio di talenti che abbiamo, siamo garantiti per un bel po'", ha annotato soddisfatto in questi giorni il ct Southgate. In effetti il serbatoio è anche di denaro: nel report annuale dell'Uefa, che fotografa il calcio europeo, il primato economico della Premier resta innegabile: i suoi club continuano a investire più soldi di tutti sul mercato: 18.6 milioni di euro a giocatore è stata la media della sessione estiva, col 30% dell'attività complessiva dei trasferimenti e il 35% degli investimenti totali. Merito del valore, sempre crescente, dei maxidiritti per la trasmissione delle partite: un rubinetto che è ben lontano dal chiudersi.

Premier, l'egemonia economica vacilla

Tuttavia qualche crepa nell'egemonia finanziaria comincia a vedersi e lo dimostrano proprio i Three Lions, la Nazionale di Southgate capace del quarto posto al Mondiale 2018, del secondo all'Europeo 2021 e del vibrante quarto di finale perso con la Francia al Mondiale qatarino di 11 mesi fa. Se nella rosa dei 26 iscritti all'ultimo Europeo il giocatori di club non inglesi erano tre e nessuno era una stella - Bellingham giovanissimo emigrato in Germania al Borussia Dortmund, Sancho lui pure al Dortmund e Trippier all'Atletico Madrid - oggi ce ne sono quattro e di primo piano. Significa che la Premier League non gode più del solito monopolio e che anche un campione inglese la può ripudiare, in nome del denaro.

Fischi per Henderson

Oltre allo stesso Bellingham, il massimo talento, che ha preso la rotta spagnola approdando al Real Madrid per 130 milioni di euro, c'è il capitano Kane, finito in Bundesliga al Bayern Monaco, che ha pagato al Tottenham 120 milioni. Il milanista Tomori, titolare fisso per Pioli, è il meno celebrato del quartetto, completato dal vicecapitano Henderson, già simbolo del Liverpool, che ha ceduto alla tentazione dell'Arabia Saudita. Il passaggio del trentatreenne all'Al Ettifaq, per uno stipendio di 37 milioni l'anno fino al 2026, è stato giudicato un autentico tradimento e il pubblico di Wembley non ha mancato di ricordarglielo con una clamorosa protesta. Quattro giorni fa Henderson era il capitano nell'amichevole vinta da una sorta di Sperimentale con l'Australia (1-0, gol della riserva Watkins, centravanti dell'Aston Villa) ed è stato contestato a suon di inequivocabili "buu" e di fischi, appunto per essersi trasferito in Arabia. All'etichetta di transfuga, capace di ripudiare la patria, per uno tra i più popolari calciatori d'Inghilterra si è aggiunta quella di spergiuro. L'accusa è di avere abbandonato la causa della comunità Lgbtq+, che aveva a suo tempo sposato con apparente convinzione, per giocare in un Paese dove l'omosessualità è reato. "Nessuno potrà più credergli, qualunque cosa dica. Ha messo i soldi davanti a tutto", è il commento dell'editoriale del Times.

Lo United ha respinto il Qatar

Henderson, che contro l'Italia dovrebbe andare in panchina e che comunque restituirà la fascia di capitano al veterano Kane, si è difeso pubblicamente dall'accusa di ipocrisia: "Ognuno è libero di esprimere la propria opinione. Ma io ripeto che sono andato a Riad per fornire il mio contributo al miglioramento del Paese, dentro e fuori dal campo". Il ct è stato decisamente più lapidario: "Trovo la contestazione a Jordan, uno con 79 presenze in Nazionale, del tutto assurda. Non è spiegabile". Southgate è abbastanza allenato, in questo periodo, al ruolo di avvocato difensore. Lo ha svolto parecchio, in queste settimane, con l'arrangiamento a favore di Maguire, il centrale incappato in alcune disavventure tecniche col Manchester United, dove è diventato marginale, e per questo sbeffeggiato dai tifosi, che eccepiscono sul suo diritto di indossare la maglia della Nazionale. Lo United, peraltro, si è trasformato in queste ore nel simbolo della resistenza del calcio inglese all'assalto dei potentati stranieri. Lo sceicco del Qatar Jassim bin Hamad al-Thani, si è ritirato dalla corsa all'acquisto del club, ritenendo spropositata la richiesta dei proprietari americani, la famiglia Glazer. Lui è fermato a 5 miliardi di sterline e ha lasciato campo libero ai 6 miliardi dell'unico altro concorrente, l'imprenditore Jim Ratcliffe, padrone del colosso petrolchimico Ineos e del Nizza. Ma soprattutto inglese.

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