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Marsiglia-Lione, Grosso: “Avrei voluto che la mia faccia non facesse il giro del mondo”

Il tecnico ferito all’occhio in seguito all’aggressione dei tifosi al pullman della squadra: “Non deve succedere più”
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Fabio Grosso è tornato a parlare dopo quanto successo domenica scorsa a Marsiglia prima della sfida (poi rinviata) tra la squadra di casa e il Lione allenato dal tecnico ex campione del mondo con l’Italia nel 2006. Il pullman del Lione è stato preso a sassate da un gruppo di tifosi del Marsiglia, in frantumi diversi vetri del mezzo, ad avere la peggio è stato soprattutto Grosso, colpito al volto e poi medicato con 15 punti di sutura. "Avrei voluto che la mia faccia non facesse il giro del mondo – ha detto Grosso in conferenza stampa -. Avrei voluto che nessuna faccia facesse il giro del mondo. Mi auguro che in futuro chi deve assumersi le responsabilità prenda delle decisioni. Questo non deve succedere più. Ciò che mi è successo è qualcosa di incredibile".

Grosso: “Una giornata molto triste per lo sport”

Il volto insanguinato di Grosso è finito sulle prime pagine dei giornali di tutta Europa. "Siamo rimasti sballati per due o tre minuti - racconta il tecnico del Lione, impegnato domenica in casa contro il Metz -. Siamo passati in un posto dove c'erano molti sassi ai lati della strada a causa dei lavori, questo non è normale. Come ho detto, bisogna decidere qualcosa prima e non dopo che avviene qualcosa di grave. Spero che ciò non accada più. Sto meglio, ma potevo stare meglio. Siamo rimasti delusi, arrabbiati, turbati. Abbiamo avuto una giornata molto triste per lo sport, che deve far riflettere. Non possiamo mettere in pericolo la vita delle persone. Il mio occhio e la mia salute, ma non è questo. Non è il mio messaggio, non sono io il problema. E' stato un giorno triste perché dovevamo giocare una grande partita, in un grande stadio. Doveva essere una giornata di festa nonostante la rivalità. Non abbiamo ancora capito bene la giornata che abbiamo avuto. Non ho nulla contro il Marsiglia e i suoi tifosi. Spero che non siano stati i tifosi del Marsiglia ma solo persone con niente in testa".

Sotto accusa l’organizzazione

Grosso continua a porre l'accento sulle responsabilità dell'organizzazione: "Ho l'impressione che abbiamo fatto un un giro con l'autobus che non dovevamo fare. Non parlo di vantaggio sportivo ma di sicurezza per noi. Sono io ma poteva essere un giocatore, l'autista del pullman, chiunque fosse sul nostro pullman e in quello dei tifosi. Non abbiamo il diritto di permettere che succedano cose del genere anche se sappiamo che in giro ci sono persone che hanno la testa malata e che questo può succedere. Dobbiamo fare di tutto affinché ciò non accada più. Spero che ci muoveremo in questa direzione".

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