DORTMUND – Olivier Giroud è formalmente un milanista per due settimane ancora, ma ha già fatto sapere che nell’intimo lo resterà anche dopo, quando chiuderà, con questo Europeo, la sua lunga marcia nel calcio conta e andrà a chiudere la carriera negli Stati Uniti, a Los Angeles. “Bisogna essere lucidi, ho quasi 39 anni e so che, andando in America, uscirò dai radar”. Prima di salutare Milano, Italia, Francia ed Europa, si è però dato un’ultima missione: svezzare il suo erede, vale a dire Marcus Thuram: “Ma è un interista, non sarà facile per me” sorride il centravanti, che si definisce “una sorta di fratello maggiore, ma potete anche chiamarmi papà” di questa squadra che sta mano a mano rimpiazzando i campioni del mondo di sei anni fa. Il rimpiazzo di Giroud sarà Thuram: “Marcus per me è come un fratellino. Diventerà uno dei leader di questa nazionale e io sono qui per sostenerlo perché tra noi non c'è antagonismo, ma soltanto felicità se posso aiutarlo, dargli un consiglio. D’altronde è arrivato il momento di passare il testimone".
L’attacco della Francia
Giroud vanta il record assoluto di gol nella Francia (57), è il terzo in termini di presenze e il più anziano ad aver giocato e segnato con i Bleus. Più che un papà, insomma, è un padre della patria (“Basta che non mi diciate nonno”), anche se a questo Euro parte in seconda fila, benché Deschamps non abbia ancora deciso quale configurazione dare all’attacco francese, visto che Mbappé continua a trascinarsi qualche acciacco e che in ogni caso il 4-2-3-1 provato nelle amichevoli, con il neo-madridista centravanti, Griezmann alle sue spalle (e non mezzala come al Mondiale) e Thuram a sinistra non ha convinto. Nell’ultimo test contro il Canada, Giroud ha giocato una settantina di minuti (che lui ha definito “incompiuti”) al posto di Mbappé. “So di partire dalle retrovie, ma confido di poter essere lo stesso protagonista. Del resto è un po’ la storia della mia carriera: nei periodi in cui sono finito con le spalle al muro, come all’Arsenal o al Chelsea, sono sempre riuscito a riprendermi”. E anche nel 2022 in Qatar era partito come riserva di Benzema, salvo poi ritrovare il posto dopo l’infortunio dell’ex Pallone d’oro. “Qualunque sia il mio ruolo, spero di dare il massimo e godermi ogni momento. Ovviamente preferisco essere titolare, non sono venuto qui per scaldare la panchina, ma il mio stato d'animo non cambia se l'allenatore non mi schiera dall'inizio. Credetemi, sono ben lontano dal sentirmi più tranquillo, più rilassato. Sono lo stesso di sempre, molto determinato”.