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Elezioni in Francia, Mbappé in campo contro Le Pen: “Votiamo per fermare gli estremismi”

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Il talento del Real Madrid, come il compagno di squadra Thuram, chiede di bloccare l’avanzata della destra
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GELSENKIRCHEN – “Condivido i valori di Marcus. Siamo ancora in un paese dove c’è libertà di parola: lui ha espresso la sua opinione e io sono d'accordo con lui in tutto. Spero, il 7 luglio (giorno del secondo turno delle legislative, ndr), di poter essere ancora fiero di portare la maglia della Francia”. Pur senza la spietata chiarezza dell'esplicito Thuram (“Bisogna fermare Rassemblement National”), Kylian Mbappé ha preso posizione nel dibattito politico francese in maniera chiara, netta, sposando le posizioni del suo collega attaccante pur evitando di citare Le Pen e il suo partito, ma chiarendo senza equivoci da che parte sta, e soprattutto da che parte vorrebbe che la Francia stesse: “Siamo in un momento cruciale della storia del nostro paese, è una situazione inedita. Bisogna avere chiaro il senso delle nostre priorità: siamo cittadini, non dobbiamo rimanere disconnessi dal mondo. Voglio rivolgermi al popolo francese: siamo una generazione che può fare la differenza, gli estremis…

GELSENKIRCHEN – “Condivido i valori di Marcus. Siamo ancora in un paese dove c’è libertà di parola: lui ha espresso la sua opinione e io sono d'accordo con lui in tutto. Spero, il 7 luglio (giorno del secondo turno delle legislative, ndr), di poter essere ancora fiero di portare la maglia della Francia”. Pur senza la spietata chiarezza dell'esplicito Thuram (“Bisogna fermare Rassemblement National”), Kylian Mbappé ha preso posizione nel dibattito politico francese in maniera chiara, netta, sposando le posizioni del suo collega attaccante pur evitando di citare Le Pen e il suo partito, ma chiarendo senza equivoci da che parte sta, e soprattutto da che parte vorrebbe che la Francia stesse: “Siamo in un momento cruciale della storia del nostro paese, è una situazione inedita. Bisogna avere chiaro il senso delle nostre priorità: siamo cittadini, non dobbiamo rimanere disconnessi dal mondo. Voglio rivolgermi al popolo francese: siamo una generazione che può fare la differenza, gli estremismi sono alle porte, abbiamo la possibilità di scegliere il futuro del nostro paese. Invito tutti i giovani a votare, a prendere coscienza dell’importanza della situazione. Spero che la mia voce servirà, ma la voce di ogni francese conta. Il 7 luglio spero di potere essere ancora fiero di portare la maglia della Francia”.

"Scegliere un futuro contro gli estremismi”

Nel suo appello al voto, Mbappé ha solamente evitato di nominare Le Pen e il suo movimento, quasi non ne volesse fare una questione politica, sociale. A una domanda esplicita (“Mbappé sta invitando a non votare RN alle elezioni legislative?”), ha risposto giocando di sponda: “Kylian Mbappé è contro gli estremismi, le entità che dividono. Abbiamo l’opportunità di scegliere il futuro del nostro paese, non dobbiamo nasconderci. Io sono per le idee che uniscono”. Molti temono che, alla vigilia del debutto europeo contro l’Austria, il dibattito politico possa distrarre ila Blues dalle faccende di campo, ma Mbappé la pensa diversamente: “Ci sono delle priorità. La partita di domani è importante, ma c’è una situazione più importante della partita di domani, che comunque abbiamo preparato nel miglior modo possibile. Non bisogna essere disconnessi dal mondo e in ogni caso saremo là a difendere la i colori del nostro paese. Ma stiamo vivendo una situazione diversa e dobbiamo adattarci”.

"All’interno della squadra nessuno se ne frega”

I giocatori francesi hanno anche discusso se prendere una posizione politica collettiva, poi s’è deciso che sarebbero stati i più esperti a esporsi. “In quanto squadra”, spiega il capitano Mbappé, “abbiamo pensato di fare qualcosa. Ci siamo molto confrontati sul messaggio che avremmo potuto dare, anche per proteggere i più giovani: è difficile per loro venire qui a esprimersi davanti ai giornalisti e prendere posizione su una questione che non padroneggiano del tutto. Abbiamo voluto proteggere questi ragazzi, che non danno affatto l’impressione di fregarsene. Nessuno se ne frega, all’interno della squadra”.

La prudenza di Deschamps

La sensazione è che la mobilitazione dei giocatori francesi non abbia entusiasmato il ct Deschamps, che ha provato a cavarsela con diplomazia ma senza entrare nel merito del dibattito: “Prima che calciatori sono cittadini, non sono al di fuori della situazione che si vive in Francia. Non ho consigli da dare, ognuno è libero di dire le cose con parole sue. Io seguo, è un dovere civico farlo, ma non ho commenti da fare. Ho molte cose di cui occuparmi”. Eppure nel 1998 Deschamps rispose a brutto muso a Jean-Marie Le Pen e a chi criticava la nazionale “blanc-black-beurre” che diventò campione del mondo e di cui era capitano. Stavolta invece no. “All’epoca subimmo un attacco frontale, per cui risposi. Se verrò di nuovo attaccato frontalmente, risponderò. In questo momento il mio ruolo è quello di selezionatore e devo rappresentare l’unità della squadra, ben sapendo che lo sport ha il potere di unire le persone. Dopo l’Europeo, magari, potrò anche rispondere a qualche domanda come semplice cittadino. Ora parlo da ct”.

"La posizione in campo? L’importante è giocare”

Di calcio, alla vigilia di Francia-Austria, si è parlato poco. Mbappé, che ha dovuto convivere con qualche fastidio al ginocchio, ha spiegato di stare bene: “La cosa più importante è lo stato mentale. Preferisco stare bene con la testa che con le gambe. La testa è a posto di sicuro, vedremo se domani lo staranno anche le gambe”. Deschamps dovrebbe impiegare il neo-madridista al centro dell’attacco, con Dembélé a destra e Thuram a sinistra: “Mi sta bene tutto, sia giocare in mezzo sia stare i lati. Mi basta non stare in panchina”.

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