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Tevez-Gervinho, l'Italia si tira su

Si sblocca l'Apache, imprendibile l'ivoriano: buona la prima per Juve e Roma, ma sorridono anche Ancelotti e Immobile. Esplode Brahimi, ennesima scoperta dei Pozzo

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Gira e rigira, ci sono sempre di mezzo i Pozzo. Quanti semisconosciuti abbiamo visto diventare campioni nell’Udinese? Tanti. E, da quando la proprietà del club friulano ha messo le mani anche su altre due società (Watford e Granada), diventano sempre di più. Prendete Yacine Brahimi, il centrocampista franco-algerino che, dopo un mondiale da protagonista con la nazionale africana, ieri ha fatto il botto al debutto in Champions League, con la maglia del Porto. Addirittura una tripletta, l’unica del turno d’avvio, sebbene non si tratti proprio di un bomber. Inevitabile la curiosità: da dove arriverà mai questo ragazzo? Rapida ricerca ed ecco la risposta: Granada. E ti pareva… Con la differenza che, rispetto alle abitudini, con lui la plusvalenza non è stata poi così cospicua: i Pozzo lo avevano prelevato in prestito dal Rennes due anni fa per 700 mila euro, per poi esercitare il riscatto fissato a 4 milioni. Questa estate lo hanno rivenduto per 6,5 e, a giudicare da quanto visto ieri, forse avrebbero potuto scucire qualcosa in più.

Se Brahimi, grande protagonista del 6-0 del Porto al malcapitato Bate Borisov, è l’uomo copertina della prima giornata in termini globali, noi, nel nostro piccolo, possiamo comunque goderci le doppiette di Tevez e Gervinho, ossia gli unici altri marcatori multipli delle 16 gare d’esordio. Quelle che hanno regalato a Juve e Roma successi attesi relativamente al valore non irresistibile degli avversari (Malmoe e Cska Mosca), ma comunque importanti per restituire fiducia al nostro calcio in un momento di disistima generale. L’Apache si è sbloccato in questa competizione dopo 5 anni e rotti, all’ivoriano, Ignashevich e compagni hanno potuto giusto prendere la targa. Peccato solo che in casa giallorossa la più consistente abbuffata di sempre in Champions League (mai 5 gol in una partita) sia stata offuscata dagli incidenti prima e durante il match e dagli infortuni di Astori e Iturbe, che rischiano di privare Garcia di due pedine importanti per le prossime sfide. Per inciso, con Castan a sua volta non al meglio, suona l’allarme soprattutto in difesa in vista del Cagliari. Quanto ai bianconeri, aver scacciato l’incubo scandinavo farà sicuramente bene al morale, ma ricaricare le pile in 4 giorni, con il lanciatissimo Milan alle porte, non sarà facile.

Oltre a Porto e Roma, solo il Real di Ancelotti fresco di décima è riuscito a prevalere con più di due gol di scarto (5-1 al Basilea, con Ronaldo ora a -3 da Raul in vetta ai marcatori all-time della Champions), riscattando un brutto avvio di stagione in un turno per il resto insolitamente equilibrato. Più faticose del previsto le affermazioni di Barcellona e Liverpool su Apoel e Ludogorets, inattesi i mezzi passi falsi di Chelsea e Psg contro Schalke 04 e Ajax e rumorosa la sconfitta dei vicecampioni uscenti dell’Atlético sul campo dell’Olympiakos, mentre un gran gol di Boateng ha deciso in extremis in favore del Bayern il big-match con il Manchester City. L’Italia ha il broncio di Cerci (comunque in campo nel finale al Pireo) e Prandelli (solo 1-1 per il suo Galatasaray con l’Anderlecht), ma anche il sorrisone di Ciro Immobile, in gol al debutto europeo nel Dortmund che ha schiantato l’Arsenal.
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