VIAREGGIO - Brera teorizzava come lo 0-0 fosse la partita perfetta. Ieri l'esordio della Roma al Viareggio contro il Benfica potrebbe esserne una piccola dimostrazione. Il curriculum dei portoghesi è di primissimo livello. Hanno chiuso da dominatori il proprio girone di Youth League. Ma i giallorossi messi in campo ieri da De Rossi hanno ribattutto colpo su colpo ai lusitani. Quasi fosse una partita a scacchi.
Concentrandosi più sulla formazione italiana e sui singoli, da ex difensore ho apprezzato soprattutto l'organizzazione tattica del reparto arretrato. La coppia dei due centrali Somma e Boldor, ha dimostrato grande affidabilità e intesa. E ho trovato importante a appropriato il lavoro di copertura del capitano Simone Battaglia, quando uno dei due difensori sceglieva la giocata in uscita palle al piede. Battaglia intelligentemente si abbassa in copertura per non far correre rischi dietro. Ma mi ha impressionato anche il suo lavoro di raccordo e l'intensità con cui ha portato il pressing alto sugli avversari
Devastante sulla corsia di sinistra Vladu Marin, '95 doppio passaporto rumeno e italiano, già conosciuto nella Lazio Primavera vicecampione d' Italia due anni fa. Citazione di merito anche per Alberto Tibolla, '96, appena arrivato dal Chievo, un ragazzo già calatosi bene nel centrocampo a tre romanista. Uno alla Ambrosini, che sa proporsi in zona gol. Ieri aveva come dirimpettaio l'esterno Sarmento ma ha dmostrato personalità e reattivita', soprattutto in zona recupero e ripartenza. Davanti per De Rossi l'unica punta è Eros Trani, unico '97 in campo. Fisico da granatiere, classico centravanti di riferimento, ha dato una mano dietro disputando una gara di sacrificio.
Chiudo con un concetto riassuntivo su questa Roma Primavera. Rispetto agli altri anni sembra avere meno quantità nella qualità di singoli. Ma l'aspetto fisico, con una grande condizione atletica, la rende comunque una formazione tosta. Merito , come da anni a questa parte, di una garanzia tecnica-educatrice come Alberto de Rossi. Il "Ferguson" di Trigoria ha saputo trasmettere al nuovo gruppo un'impronta equilibrata, con grande tranquillità nel gestire situazioni difficili. Tatticamente , dal vertice alto al basso una squadra compatta che a tratti rasenta la perfezione.
Mi piace sottolineare allora come si possa essere allenatori e leader silenziosi. Senza sbraitare o urlare per motivare. Alberto è sempre il solito come atteggiamento pacato e per come sa trasmettere le giuste indicazioni ai ragzzi. Prima, durante e soprattutto dopo la partita. Mi ricorda un grande amico e allenatore di cui ho enorme stima: Stefano Pioli.
Concentrandosi più sulla formazione italiana e sui singoli, da ex difensore ho apprezzato soprattutto l'organizzazione tattica del reparto arretrato. La coppia dei due centrali Somma e Boldor, ha dimostrato grande affidabilità e intesa. E ho trovato importante a appropriato il lavoro di copertura del capitano Simone Battaglia, quando uno dei due difensori sceglieva la giocata in uscita palle al piede. Battaglia intelligentemente si abbassa in copertura per non far correre rischi dietro. Ma mi ha impressionato anche il suo lavoro di raccordo e l'intensità con cui ha portato il pressing alto sugli avversari
Devastante sulla corsia di sinistra Vladu Marin, '95 doppio passaporto rumeno e italiano, già conosciuto nella Lazio Primavera vicecampione d' Italia due anni fa. Citazione di merito anche per Alberto Tibolla, '96, appena arrivato dal Chievo, un ragazzo già calatosi bene nel centrocampo a tre romanista. Uno alla Ambrosini, che sa proporsi in zona gol. Ieri aveva come dirimpettaio l'esterno Sarmento ma ha dmostrato personalità e reattivita', soprattutto in zona recupero e ripartenza. Davanti per De Rossi l'unica punta è Eros Trani, unico '97 in campo. Fisico da granatiere, classico centravanti di riferimento, ha dato una mano dietro disputando una gara di sacrificio.
Chiudo con un concetto riassuntivo su questa Roma Primavera. Rispetto agli altri anni sembra avere meno quantità nella qualità di singoli. Ma l'aspetto fisico, con una grande condizione atletica, la rende comunque una formazione tosta. Merito , come da anni a questa parte, di una garanzia tecnica-educatrice come Alberto de Rossi. Il "Ferguson" di Trigoria ha saputo trasmettere al nuovo gruppo un'impronta equilibrata, con grande tranquillità nel gestire situazioni difficili. Tatticamente , dal vertice alto al basso una squadra compatta che a tratti rasenta la perfezione.
Mi piace sottolineare allora come si possa essere allenatori e leader silenziosi. Senza sbraitare o urlare per motivare. Alberto è sempre il solito come atteggiamento pacato e per come sa trasmettere le giuste indicazioni ai ragzzi. Prima, durante e soprattutto dopo la partita. Mi ricorda un grande amico e allenatore di cui ho enorme stima: Stefano Pioli.