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Viareggio, Lorenzo Filippini l'erede di Maldini

Il terzino sinistro della Lazio si è messo subito in evidenza con una grande prova e con il gol decisivo contro i macedoni del Belasica Strumica. Nella scorsa stagione è stato il giocatore con più minutaggio della Primavera di Bollini, laureatasi campione d'Italia. E viene naturale il paragone con l'ex capitano del Milan

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VIAREGGIO - Istantanea click: Lorenzo Filippini, primo piano. L'uomo copertina di giornata è lui. Ed in copertina ci sta bene: fisionomia da protagonista di soap opera, si nota subito l'eleganza con quel ciuffo che fa un po' attore anni '30. Uno di quelli che in campo sembra non fare mai fatica. Ma di fatica ne fa, sulla sua fascia, la sinistra, che occupa bene da laterale basso. La stessa fatica che la sua Lazio ha fatto per piegare i macedoni del Belasica Strumica, sconfitti 1-0 grazie alla rete di Lorenzo solo a 5 minuti dalla fine.

Per gli esperti del calcio giovanile non si tratta certo di un volto nuovo: è stato il giocatore con maggiore minutaggio di tutta la rosa della Lazio Campione d'Italia Primavera con mister Bollini la scorsa stagione (sulle note di "Ma che fretta c'era... forza Lazio Primavera"). Dall'inizio di gennaio, Bollini è diventato secondo del nuovo corso Edy Reja e la Primavera è nelle mani di Simone Inzaghi, uno che una certa attitudine al gol l'aveva e forse è già riuscito a trasmetterla a Filippini.

RIME - Da Maldini a Bollini si arriva a Filippini. La filastrocca condensa in poche parole il tragitto di Lorenzo: cuore rossonero, ha come idolo Maldini; maglietta laziale quasi tatuata sulla pelle (ha giocato praticamente solo in biancoceleste), riconosce in mister Bollini il suo grande maestro che l'ha fatto crescere tanto. Nessuna parentela coi gemelli Filippini. Fisico stentoreo, dall'alto del suo metro e ottantadue, è difensore di buona tecnica, ottimo nel gioco aereo ed eccellente nel tackle scivolato. Ragazzo umile, determinato e duttile, sa disimpegnarsi bene anche come difensore centrale ("cerco di rubare più che posso, guardandolo giocare, a Thiago Silva").

ALBUM
- E' uno che ha già fatto il suo battesimo in Prima Squadra: l'anno scorso è andato con la truppa di Petkovic nella trasferta di Trabzon (l'antica Trebisonda, no ma non la facciamo la battuta banalissima "l'emozione gli ha fatto perdere la trebisonda") per l'Europa League. E' un ragazzo semplice, che punta a concludere il liceo scientifico senza eccessiva fretta, ama ascoltare musica rap coi tipici cuffioni che fanno molto calciatore di questi tempi, trova il tempo per coltivare le amicizie ed ha un grande senso della famiglia (i nonni e la sorella sono i suoi tifosi più coloriti).

Gli piace postare foto su Instagram, specie quella di una maglietta simpatica con impressa la scritta "Ci credi all'amore a prima vista o devo ripassarti davanti?". A noi, di uno così, sembra impossibile non innamorarsi (platonicamente). Comunque, se non succede, no problem: lui ripasserà.

Non è bello fare quelli del "noi ve l'avevamo detto", ma Lorenzo è uno dei protagonisti delle 450 schede contenute nell'almanacco "La Giovane Italia 2013". Se volete arrivare in anticipo (alla Maldini) sui giovani talenti azzurri, siete ancora in tempo per comprarlo: ordinatelo a [email protected] e arriverà direttamente all'indirizzo indicato, prezioso come un gol nei minuti finali della partita d'esordio al torneo di Viareggio.
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