VIAREGGIO - Inutile nascondersi dietro un dito. Due derby vinti, tra "Grandi" e Primavera, senza subire reti sembrano il delitto perfetto che fa gongolare la parte doriana di Genova. Dopo l’1-0 di lunedì sera firmato Maxi Lopez, il 3-0 rotondo e squillante del Viareggio regala al club blucerchiato la settimana ideale. Quella da sbandierare per mesi ai dirimpettai cittadini. Eppure ad inizio match la teorica differenza che in campionato porta la Samp ad avere ben 22 punti in più classifica, non si vede. Il Genoa difende basso e bene. E lentamente muta in energia e coraggio i timori della vigilia. Proprio però come spesso accade nel calcio, quando la tensione si allenta, arriva la beffa.
DECISIVO ONETO - A cinque dall’intervallo, il gol della punta classe '96 cresciuta nel vivaio sin dagli esordienti spezza l’equlibrio. E da lì, psicologicamente soprattutto, non c’è più gara. I ragazzi di Chiesa trovano fluidità di manovra ed emergono quelle individualità prima soffocate dalla pressione della stracittadina. Davanti Ciccone, autore del raddoppio, spicca per capacità individuale. Non a caso, per il ragazzo arrivato in estate dalla Cremonese, spuntano in questi giorni viareggini chimere rossonere e giallorosse.
A centrocampo sopra le righe la partita del "Pizarro" doriano, lo slovacco Ivan David, che tiene bene palla e soprattutto dà quel valore aggiunto che in casa Samp devono saper proporre gli stranieri. Altrimenti la filosofia di base di Gianni Invernizzi, responsabile del settore giovanile, è : "Giocano i nostri, cresciuti in casa (erano 5 in campo allevati sin dagli esordienti contro il Genoa). Perchè il senso di appartenenza non è un concetto astratto nel calcio giovanile".
LOMBARDO COME IL BECCA - Ne sanno qualcosa sia Mattia Lombardo che Enrico Chiesa. Partiamo dal Mister. Ex bandiera del club, che ha fatto tanta gavetta prima di esplodere in A. E che ora, da ex bomber, sembra sulle tracce del più reclamizzato Pippo Inzaghi. Mattia invece, figlio di "Popeye" Attilio, la maglia se la sente cucita talmente addosso da accettare qualsiasi ruolo. Prima interno di centrocampo, poi centrale, nel derby perno difensivo del reparto a 3 e capitano. Se c’è un rigore, con personalità e carisma, sul dischetto va lui. Se lo sbaglia e ne arriva un altro, sempre lui. Altro errore. Ricordate la ballata-lode di Paolo Rossi (il comico) su Evaristo Beccalossi (quoque tu passato doriano...) che sbaglia due rigori a San Siro contro lo Slovan Bratislava in Coppa Uefa? Ecco. Mattia Lombardo riesce nell’impresa bis. Ma come in quella gara, il patos risulta ininfluente sul risultato. 3-0 Samp con a condimento una traversa ed un palo. Stesso risultato del derby di campionato, giocato a dicembre. E stessi marcatori se Mattia ne avesse messo almeno uno di quei tiri dal dischetto. Poco male. Per la scoperta delle altre qualità del capitano doriano e di altri ragazzi Samp la soluzione è facile. Mandare una mail a [email protected] e richiedere la Giovane Italia. Così magari anche in fatto di rigoristi, se serve consigliare un cambio in corsa al mister, lo si fa a ragion veduta seguendo lo "storico" dei vari ragazzi.
DECISIVO ONETO - A cinque dall’intervallo, il gol della punta classe '96 cresciuta nel vivaio sin dagli esordienti spezza l’equlibrio. E da lì, psicologicamente soprattutto, non c’è più gara. I ragazzi di Chiesa trovano fluidità di manovra ed emergono quelle individualità prima soffocate dalla pressione della stracittadina. Davanti Ciccone, autore del raddoppio, spicca per capacità individuale. Non a caso, per il ragazzo arrivato in estate dalla Cremonese, spuntano in questi giorni viareggini chimere rossonere e giallorosse.
A centrocampo sopra le righe la partita del "Pizarro" doriano, lo slovacco Ivan David, che tiene bene palla e soprattutto dà quel valore aggiunto che in casa Samp devono saper proporre gli stranieri. Altrimenti la filosofia di base di Gianni Invernizzi, responsabile del settore giovanile, è : "Giocano i nostri, cresciuti in casa (erano 5 in campo allevati sin dagli esordienti contro il Genoa). Perchè il senso di appartenenza non è un concetto astratto nel calcio giovanile".
LOMBARDO COME IL BECCA - Ne sanno qualcosa sia Mattia Lombardo che Enrico Chiesa. Partiamo dal Mister. Ex bandiera del club, che ha fatto tanta gavetta prima di esplodere in A. E che ora, da ex bomber, sembra sulle tracce del più reclamizzato Pippo Inzaghi. Mattia invece, figlio di "Popeye" Attilio, la maglia se la sente cucita talmente addosso da accettare qualsiasi ruolo. Prima interno di centrocampo, poi centrale, nel derby perno difensivo del reparto a 3 e capitano. Se c’è un rigore, con personalità e carisma, sul dischetto va lui. Se lo sbaglia e ne arriva un altro, sempre lui. Altro errore. Ricordate la ballata-lode di Paolo Rossi (il comico) su Evaristo Beccalossi (quoque tu passato doriano...) che sbaglia due rigori a San Siro contro lo Slovan Bratislava in Coppa Uefa? Ecco. Mattia Lombardo riesce nell’impresa bis. Ma come in quella gara, il patos risulta ininfluente sul risultato. 3-0 Samp con a condimento una traversa ed un palo. Stesso risultato del derby di campionato, giocato a dicembre. E stessi marcatori se Mattia ne avesse messo almeno uno di quei tiri dal dischetto. Poco male. Per la scoperta delle altre qualità del capitano doriano e di altri ragazzi Samp la soluzione è facile. Mandare una mail a [email protected] e richiedere la Giovane Italia. Così magari anche in fatto di rigoristi, se serve consigliare un cambio in corsa al mister, lo si fa a ragion veduta seguendo lo "storico" dei vari ragazzi.