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Under, Crotone: con i giovani sono un...Drago

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Se uno guarda la distinta e il tabellino marcatori dell'ultima gara casalinga di serie B col Pescara pensa di essere finalmente atterrato in una realtà estera come concetto di utilizzo di giovani. Doppietta di Bernardeschi e gol di Cataldi. Entrambi '94. Che affiancati ad un gruppo che ha un'età media intorno ai 22 anni fa del Crotone una squadra da playoff. La sintesi? Si può fare calcio con gli under soprattutto nostrani. Basta avere un club e un allenatore preparato con una filosofia di base purtroppo quasi irreperibile in Italia. Quella dell'inevitabile errore concesso ai ragazzi per arrivare ad un percorso di crescita costante. Massimo Drago questa maglia se l'è cucita addosso partendo dai 12enni. Ora che allena dei ragazzi-uomini non poteva che veder gratificato il suo credo calcistico. (P.G.)

di MASSIMO DRAGO
Quando causa una forma degenerativa di cox artrosi ho dovuto abbandonare il calcio giocato, mai avrei pensato di poter arrivare dove sono. La mia prima esperienza, ormai otto anni fa, coi Giovanissimi del Crotone, fu più che altro una scommessa con me stesso. Volevo capire se fossi capace o meno di inculcare qualcosa nelle loro menti relativa a ciò che avevo appreso come atleta. Erano per lo più adolescenti che arrivavano dal calcio di strada. Quello che al Sud resta forse la migliore risorsa gratuita disponibile. E le prime lezioni da impartire loro riguardavano più principi di vita, di educazione e di rispetto dello regole. Ho imparato sulla mia pelle che puoi essere un fenomeno calcisticamente ma se non hai qualità intellettuali e umane, quello che poi sai fare con un pallone tra i piedi conta solo il 20 % sul risultato totale sperato. Ho vissuto a fianco di allenatori che han costantemente privilegiato questo aspetto. Faccio un esempio; il compianto Marcello Pasquino, a Potenza, mi fece subito capire che non ero suo giocatore ideale. Però cominciando a conoscerci a vicenda, apprezzando più il lato caratteriale che quello da campo, ha finito per portarmi ovunque andasse. Lo chiamavo " il professore" (anche perché lo era, laureato Isef). Ti spiegava tutto talmente bene che quando entravi in campo sapevi già cosa deve fare.

Ecco. Io credo soprattutto in quello. Al di la delle variabili di una partita, un allenatore oggi deve saper fare soprattutto quello. E i ragazzi da questo punto di vista, vuoi per motivazioni che per voglia di emergere, rispondono meglio di altri a queste sollecitazioni.

FUORI CAMPO - Crotone poi ha una magia a livello ambientale che purtroppo in buona parte d'Italia e del mondo del pallone si è persa. Da noi i ragazzi arrivano in un ambiente familiare spesso calati proprio in nuclei che li ospitano. Trovi il pescivendolo che gli regala la milgiore orata, il macellaio che li ospita che gli
taglia la care e gliela cucina. Ma anche la mamma che ti fa la crostata al rientro dagli allenamenti. Ricorda lo "Scambio alla pari" quando si va a studiare la lingua all'estero.

SUL RETTANGOLO E IN PARTITA - Poi, al di là dell'aspetto alimentazione e ambientamento, c'è la" ricetta calcistica" vera e propria. Ovvero il dare concretamente la possibilità di crescere attraverso gli errori. Mettendoci vicino la spiegazione e la fiducia nel ragazzo per evitarne il successivo. Due anedoti che sintetizzano al meglio le parole. E che fanno capire quanta distanza ci possa essere tra un ragazzo protagonista in Primavera che affronta il salto tra i professionisti. Riguardano i nostri marcatori dell'ultima gara. Federico Bernardeschi, il nostro milgior realizzatore con 7 gol, dopo la prima partita col Brescia (rete e assist) venne da me e mi disse: "Mister, se questi sono i ritmi della B, io non ce la faccio..". Non mi sembra abbia mollato la presa.. Anzi. L'altro riguarda Danilo Cataldi. Autore tra l'altro dei due gol scudetto della Lazio contro l'Atalanta nell'ultima finale scudetto Primavera. Non si è allenato al meglio causa una caviglia gonfia. Ma decido ugualmente di dargli una maglia da titolare. Prima però, finita la riunione tecnica, lo chiamo da me e gli faccio proprio vedere quelle due reti. "Danilo, quante partite hai fatto finora con me? 20? E possibile che un giocatore con le tue capacita di inserimento non ha ancora fatto un gol. Guarda qui. Belingheri del Cesena ha segnato con la modalità tattica che io vorrei per te". Il resto è attualità. E stimolo continuo a fare così con tutti gli altri.
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