Sport

Modelli giovanili, l'esempio del Belgio

L'Anderlecht investe nel settore giovanile 4-5 milioni di euro l'anno, circa il 10% del suo fatturato interno. In Italia si parla di un 2%. L'altra differenza eclatante è una differente considerazione della cultura sportiva. La sinergia scuola/sport
di ALESSANDRO BIRINDELLI

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ROMA - Grande correttezza a Viareggio. E' bello vedere un approccio sereno in un torneo di tale importanza. Qui molti giovani calciatori si giocano la svolta della carriera, si giocano il futuro. Ma la correttezza in campo, almeno finora, è stata presente. Bene.

CARTOLINA In questi giorni di pausa del torneo (adesso scendono in campo le "big", condizioni meteorologiche permettendo), pensavo che la partita cui ho assistito che forse mi ha colpito di più è stata Anderlecht-Palermo. I belgi sono lo spauracchio del torneo: campioni in carica, alti, prestanti, sicuri, sembrano provenire da categorie maggiori; ma i ragazzi in rosanero non hanno affatto sfigurato. Partita tirata, conclusa in parità dopo un rigore che ha acceso gli animi. Ci sono state pure espulsioni, ma a mio modo di vedere, parlando anche con i protagonisti, sono state dovute più che altro a misunderstanding linguistici.
E' bello vedere una realtà come quella palermitana, mi ha ricordato il modello scugnizzeria napoletano di cui ho parlato nell'altro pezzo: tanti giovani del territorio, spirito di gruppo, unione d'intenti, organizzazione di gioco sotto mister Bosi. Si riparte da qui, questa è la rinascita "dal basso". Da oggi entrano in gioco i top club, ma guardando le rose, piene di stranieri, mi rendo conto come la filosofia di fondo sia un'altra. Ma l'approccio "indigeno", non lasciandosi sfuggire talenti del circondario, non è per forza una scelta low cost per diminuire le spese. Può essere esito di un tentativo di rinascita "dall'alto".

METODO E' proprio l'Anderlecht a insegnarlo: il direttore responsabile del settore giovanile belga Jean Kindermans, ci ha raccontato di come il principale club del Belgio investa annualmente circa 4-5 milioni di euro delle entrate societarie per il settore giovanile, stiamo parlando di circa il 10% del fatturato interno! In Italia si parla di un 2%. Queste sono differenze lampanti! L'altra differenza eclatante è proprio basilare, con una differente considerazione della cultura sportiva. La sinergia scuola/sport nella società Anderlecht è la radice di tutto: ci sono dei college di impronta sportiva che permettono ai ragazzi durante ogni singolo giorno di praticare sport insieme alle altre materie scolastiche. Due ore di storia, poi due ore di attività fisica, poi altre due ore di matematica, poi pausa, poi calcio. Da noi al mattino si va a scuola, poi trasferte per andare al campo, pasto frugale e se si riesce a fare due ore di allenamento al giorno per 3 giorni alla settimana, è già tanto!
I risultati: in Belgio un ragazzo avviato alla pratica agonistica, in un mese e mezzo totalizza il numero di ore di "educazione atletico-sportiva" che un pari età italiano totalizza in un anno! Fare i conti è facile.
E' ora di smetterla coi discorsi e le lamentele e provare a cambiare le cose anche qui. Non c'è altra strada. Anche inglobare nella nostra forte base culturale calcistica elementi di questo "modello Anderlecht" non deve parere inadeguato. Anzi! E' questione di programmazione: 15 anni fa il movimento calcistico belga era ai minimi storici. Ora un Nainggolan lotta per avere un posticino in Nazionale. Riflettiamo. Programmazione e filosofia. Ripartiamo.
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