ROMA - Quando il 30 gennaio, alle ultime battute dell'ultima sessione di mercato, la sliding door bianconera sembrava essersi chiusa tra Brescia e Vinovo, portando Stefano Gori alla Juventus, chissà cosa avrebbe previsto la restante parte del film...
Spesso le vicende della vita e del calcio, però, sono così. Quello spiraglio che riapre porta e questione, l'offerta del Milan ed il cambio di storia e di futuro: per uno dei portieri più promettenti del calcio italiano - che prima di bianconeri e rossoneri aveva attirato l'attenzione della Roma e che il Palermo aveva richiesto in prestito per questo Torneo di Viareggio - è iniziata un'altra avventura, dopo la crescita nel settore giovanile delle 'Rondinellè e le chiamate di mister Vanoli nella Nazionale under 18.
Uno sviluppo calcistico fatto di annate (quasi) sempre da elemento sottoetà, ovvero da giovane calciatore messo alla prova con ragazzi sempre più grandi, anche di due o tre anni. "Stefano impressiona per personalità e per possibilità di migliorare, soprattutto nelle capacità fisiche: un '96 che arriva al Milan e dopo pochi giorni guida la difesa della Primavera, giocando con compagni più esperti, ti fa capire subito di che pasta è fatto". Parole e musica di Ivan Javorcic, allenatore del Brescia Primavera, che Gori lo ha visto allenarsi e spiccare il salto in alto giorno dopo giorno, nelle ultime due stagioni. "Ha due doti fondamentali come la ricettività ed il gioco con i piedi, che gli permette di essere quel riferimento per l'intero reparto difensivo che oggi si cerca in un portiere".
Tornando alle sliding doors c'è una data da segnare in rosso sul calendario di questo campionato Primavera: 22 novembre 2013, Brescia-Milan 3-2, con il numero 1 dei padroni di casa travestito da Buffon. Chissà che non sia stato quel pomeriggio a cambiare tutto e ad aprire la porta giusta...
"Ho giocato titolare subito al mio arrivo da Brescia, dal debutto contro il Chievo di domenica al Viareggio - sono le prime parole di Stefano da neo rossonero - Partite importanti che mi hanno subito fatto entrare in clima; io in realtà non ho obiettivi particolari, per adesso penso giorno dopo giorno senza andare troppo in là con l'immaginazione".
Sguardo sicuro, poche esitazioni e concetti che ben racchiudono ciò che raccontano di lui: "E' importante farsi trovare pronti subito e immergersi nel presente. Sono concentrato sull'oggi e al massimo sul domani, passo dopo passo voglio dimostrare il mio valore, senza farmi distrarre da altro".
Inevitabile una domanda sul collega Simone Scuffet, classe 1996 come lui, protagonista dello speciale 'Cantera Bianconerà nella nostra sezione video e con la maglia da titolare dell'Udinese: "Scuf è un grande portiere, anche se in realtà non lo conosco di persona, ha grandi mezzi e mi piacerebbe un giorno allenarmi e giocare con lui. E' il suo momento ed io sono chiaramente favorevole - prendendo esempi come il suo - a far giocare i giovani anche in grandi club ed ai massimi livelli, com'è la Serie A. Senza paura e scommettendo su di noi".
In chiusura, analisi diretta e semplice anche della sua personale situazione del momento: "Parlando di me, le differenze tra Brescia e Milan sono principalmente sul grado di difficoltà e di impegno sui 90 minuti; prima ero magari impegnato in serie, dovevo parare 9-10 conclusioni nell'arco di una partita, mentre al Milan arrivano meno tiri e solitamente gli avversari hanno meno occasioni, ma proprio per questo risulta spesso più complicato avere la continuità giusta e non sbagliare niente. La concentrazione per questo è una delle doti più importanti, così come l'applicazione totale in allenamento, ma lavorando con un team di tecnici come quello del Milan si può migliorare ed io sono pronto. Non vedo l'ora di proseguire su questa strada".
Spesso le vicende della vita e del calcio, però, sono così. Quello spiraglio che riapre porta e questione, l'offerta del Milan ed il cambio di storia e di futuro: per uno dei portieri più promettenti del calcio italiano - che prima di bianconeri e rossoneri aveva attirato l'attenzione della Roma e che il Palermo aveva richiesto in prestito per questo Torneo di Viareggio - è iniziata un'altra avventura, dopo la crescita nel settore giovanile delle 'Rondinellè e le chiamate di mister Vanoli nella Nazionale under 18.
Uno sviluppo calcistico fatto di annate (quasi) sempre da elemento sottoetà, ovvero da giovane calciatore messo alla prova con ragazzi sempre più grandi, anche di due o tre anni. "Stefano impressiona per personalità e per possibilità di migliorare, soprattutto nelle capacità fisiche: un '96 che arriva al Milan e dopo pochi giorni guida la difesa della Primavera, giocando con compagni più esperti, ti fa capire subito di che pasta è fatto". Parole e musica di Ivan Javorcic, allenatore del Brescia Primavera, che Gori lo ha visto allenarsi e spiccare il salto in alto giorno dopo giorno, nelle ultime due stagioni. "Ha due doti fondamentali come la ricettività ed il gioco con i piedi, che gli permette di essere quel riferimento per l'intero reparto difensivo che oggi si cerca in un portiere".
Tornando alle sliding doors c'è una data da segnare in rosso sul calendario di questo campionato Primavera: 22 novembre 2013, Brescia-Milan 3-2, con il numero 1 dei padroni di casa travestito da Buffon. Chissà che non sia stato quel pomeriggio a cambiare tutto e ad aprire la porta giusta...
"Ho giocato titolare subito al mio arrivo da Brescia, dal debutto contro il Chievo di domenica al Viareggio - sono le prime parole di Stefano da neo rossonero - Partite importanti che mi hanno subito fatto entrare in clima; io in realtà non ho obiettivi particolari, per adesso penso giorno dopo giorno senza andare troppo in là con l'immaginazione".
Sguardo sicuro, poche esitazioni e concetti che ben racchiudono ciò che raccontano di lui: "E' importante farsi trovare pronti subito e immergersi nel presente. Sono concentrato sull'oggi e al massimo sul domani, passo dopo passo voglio dimostrare il mio valore, senza farmi distrarre da altro".
Inevitabile una domanda sul collega Simone Scuffet, classe 1996 come lui, protagonista dello speciale 'Cantera Bianconerà nella nostra sezione video e con la maglia da titolare dell'Udinese: "Scuf è un grande portiere, anche se in realtà non lo conosco di persona, ha grandi mezzi e mi piacerebbe un giorno allenarmi e giocare con lui. E' il suo momento ed io sono chiaramente favorevole - prendendo esempi come il suo - a far giocare i giovani anche in grandi club ed ai massimi livelli, com'è la Serie A. Senza paura e scommettendo su di noi".
In chiusura, analisi diretta e semplice anche della sua personale situazione del momento: "Parlando di me, le differenze tra Brescia e Milan sono principalmente sul grado di difficoltà e di impegno sui 90 minuti; prima ero magari impegnato in serie, dovevo parare 9-10 conclusioni nell'arco di una partita, mentre al Milan arrivano meno tiri e solitamente gli avversari hanno meno occasioni, ma proprio per questo risulta spesso più complicato avere la continuità giusta e non sbagliare niente. La concentrazione per questo è una delle doti più importanti, così come l'applicazione totale in allenamento, ma lavorando con un team di tecnici come quello del Milan si può migliorare ed io sono pronto. Non vedo l'ora di proseguire su questa strada".