Viareggio, l'Atalanta sfida il modello belga
Si giocano i quarti di finale, l'Anderlecht campione in carica contro gli orobici, un progetto che prevale sui singoli. Roma e Torino le delusioni, nella Juve brilla Romagnadi ALESSANDRO BIRINELLI
VIAREGGIO - Di solito in questi momenti si dice che si è arrivati al giro di boa. Ecco, guardando sulla imbarcazione qui del Viareggio si nota che siamo più leggeri. Un po' di elementi sono finiti in mare. E' il caso delle superbig Juventus e Inter, per loro si è proprio trattato di toccata e fuga. In effetti arrivare qui solo dagli ottavi di finale e giocarsi tutto subito in una partita secca pare quasi ingiusto, anche solo per il fatto che i giovani talenti non hanno la possibilità di ambientarsi adeguatamente né di mettersi in luce.
ROMAGNA MIA - C'è da dire che ad alcuni basta una gara per far presagire grandi cose sul proprio futuro. Nella Juve ho visto una padronanza tattica, un'eleganza e una caparbietà assolutamente sorprendenti in Filippo Romagna. La Primavera della Juve replica lo schema tattico della Prima Squadra di Conte: in Romagna rivedo proprio le caratteristiche di Leo Bonucci. Questo ragazzo ha da poco cambiato completa…
ROMAGNA MIA - C'è da dire che ad alcuni basta una gara per far presagire grandi cose sul proprio futuro. Nella Juve ho visto una padronanza tattica, un'eleganza e una caparbietà assolutamente sorprendenti in Filippo Romagna. La Primavera della Juve replica lo schema tattico della Prima Squadra di Conte: in Romagna rivedo proprio le caratteristiche di Leo Bonucci. Questo ragazzo ha da poco cambiato completa…
VIAREGGIO - Di solito in questi momenti si dice che si è arrivati al giro di boa. Ecco, guardando sulla imbarcazione qui del Viareggio si nota che siamo più leggeri. Un po' di elementi sono finiti in mare. E' il caso delle superbig Juventus e Inter, per loro si è proprio trattato di toccata e fuga. In effetti arrivare qui solo dagli ottavi di finale e giocarsi tutto subito in una partita secca pare quasi ingiusto, anche solo per il fatto che i giovani talenti non hanno la possibilità di ambientarsi adeguatamente né di mettersi in luce.
ROMAGNA MIA - C'è da dire che ad alcuni basta una gara per far presagire grandi cose sul proprio futuro. Nella Juve ho visto una padronanza tattica, un'eleganza e una caparbietà assolutamente sorprendenti in Filippo Romagna. La Primavera della Juve replica lo schema tattico della Prima Squadra di Conte: in Romagna rivedo proprio le caratteristiche di Leo Bonucci. Questo ragazzo ha da poco cambiato completamente ruolo, passando da centrocampista centrale a centrale di difesa, ma sembra veterano della nuova posizione. La sua Juve è parsa squadra ordinata, ben costruita ma priva di quel mordente necessario per battere il Verona, sicuramente meno dotato di qualità, ma deciso col classico coltello tra i denti a giocarsi la qualificazione ai rigori, poi vinti. Ora sfida un'altra squadra ben organizzata e di grande temperamento come il Palermo.
OCCHIO SUI QUARTI - Due altri squadroni di cui si diceva un gran bene che hanno deluso alla resa dei conti sono Roma e Torino, chissà se per calo fisico o per calo mentale. Anche queste due formazioni, pur zeppe di talentissimi, non si sono imposte e sono apparse davvero scariche. Detto di Alberto Cerri del Parma che è già giocatore "pro", di cui si nota subito lo scarto con gli altri, c'è grande curiosità per i quarti di finale. Questi colombiani dell'Envigado iniziano a fare paura: buona tecnica, ma soprattutto intensità e calore agonistico tutto sudamericano che ha sorpreso finora gli avversari.
La partitona che richiama l'attenzione di tutti è senza dubbio l'ultimo quarto previsto oggi: i campioni dell'Anderlecht sfidano l'Atalanta. Il famoso modello belga di cui si sta parlando affronta la prova col modello giovanile italiano che più si è imposto negli anni: l'Atalanta, appunto. Si parla tanto di Mino Favini e dell'aria buona che si respira a Zingonia e poi sul campo subito noti la differenza con le altre compagini: l'Atalanta sembra più squadra fatta e finita, non da lavori in corso come di norma è per formazioni giovanili. Questi sono ragazzi che giocano insieme da anni, già formati sui "principi di gioco" che stanno poi alla base di qualsiasi modulo si impieghi. Brilla il collettivo, brilla l'intesa, brilla il progetto che prevale sui singoli. Sono parole queste, ma basta guardarli sul campo e si capisce. Vediamo se oggi contro la corazzata belga questa differenza italiana sarà vincente. Dai, qualsiasi sia il risultato finale, oggi si cresce.
ROMAGNA MIA - C'è da dire che ad alcuni basta una gara per far presagire grandi cose sul proprio futuro. Nella Juve ho visto una padronanza tattica, un'eleganza e una caparbietà assolutamente sorprendenti in Filippo Romagna. La Primavera della Juve replica lo schema tattico della Prima Squadra di Conte: in Romagna rivedo proprio le caratteristiche di Leo Bonucci. Questo ragazzo ha da poco cambiato completamente ruolo, passando da centrocampista centrale a centrale di difesa, ma sembra veterano della nuova posizione. La sua Juve è parsa squadra ordinata, ben costruita ma priva di quel mordente necessario per battere il Verona, sicuramente meno dotato di qualità, ma deciso col classico coltello tra i denti a giocarsi la qualificazione ai rigori, poi vinti. Ora sfida un'altra squadra ben organizzata e di grande temperamento come il Palermo.
OCCHIO SUI QUARTI - Due altri squadroni di cui si diceva un gran bene che hanno deluso alla resa dei conti sono Roma e Torino, chissà se per calo fisico o per calo mentale. Anche queste due formazioni, pur zeppe di talentissimi, non si sono imposte e sono apparse davvero scariche. Detto di Alberto Cerri del Parma che è già giocatore "pro", di cui si nota subito lo scarto con gli altri, c'è grande curiosità per i quarti di finale. Questi colombiani dell'Envigado iniziano a fare paura: buona tecnica, ma soprattutto intensità e calore agonistico tutto sudamericano che ha sorpreso finora gli avversari.
La partitona che richiama l'attenzione di tutti è senza dubbio l'ultimo quarto previsto oggi: i campioni dell'Anderlecht sfidano l'Atalanta. Il famoso modello belga di cui si sta parlando affronta la prova col modello giovanile italiano che più si è imposto negli anni: l'Atalanta, appunto. Si parla tanto di Mino Favini e dell'aria buona che si respira a Zingonia e poi sul campo subito noti la differenza con le altre compagini: l'Atalanta sembra più squadra fatta e finita, non da lavori in corso come di norma è per formazioni giovanili. Questi sono ragazzi che giocano insieme da anni, già formati sui "principi di gioco" che stanno poi alla base di qualsiasi modulo si impieghi. Brilla il collettivo, brilla l'intesa, brilla il progetto che prevale sui singoli. Sono parole queste, ma basta guardarli sul campo e si capisce. Vediamo se oggi contro la corazzata belga questa differenza italiana sarà vincente. Dai, qualsiasi sia il risultato finale, oggi si cresce.