SIENA - I titolisti dei giornali pregano perché si parli spesso di lui. I giochi di parole son più comodi di un cross di Fabbrini. "Giù il Cappelluzzo" "Tanto di Cappelluzzo" "Leviamoci il Cappelluzzo". Ma lui non si esalta, ancora. Ha esordito in serie B. Gol. Si parla tanto di lui. Firma il primo contratto da professionista. Ma lui è tranquillo: Pierluigi Cappelluzzo, 18 anni non ancora compiuti, attaccante di gran fisico, ottimo colpitore di testa, si ispira a Ibrahimovic, ha la fiducia di Mario Beretta, è il primo giocatore della storia del Siena a segnare all'esordio, contro il Bari.
PATRIMONIO - Resta tranquillo, porta avanti gli studi di Informatica all'Istituto Manzoni, ha una mente matematica, non si fa prendere dai facili entusiasmi. La sua è stata una rete corale: in quel colpo di testa c'erano la spinta e il sostegno di papà Salvatore, carabiniere e di mamma Edi, lavoratrice alla Coop. Lo capisci già che l'imprinting educativo è stato quello che garantisce equilibrio: il brio lo danno gli incitamenti della sorellina Francesca, 9 anni e grande tifo per la Fiorentina. Pier invece sostiene da sempre l'Inter. Da quando è piccolino e ha mosso i primi passi calcistici nel Pienza calcio, l'incantevole gioiellino della Val d'Orcia dove è nato. Inizia a giocare lì quando ha soli 4 anni, poi a 11 si trasferisce a Siena, mica troppo lontano. E' un talento del territorio e a questo punto si può pensare che non sia più un caso: il Siena di Beretta ha in casa tre talentissimi nati tutti nel raggio di 100 chilometri intorno alla città del Palio. Ai più affermati Giannetti e Rosseti, va ad aggiungersi baby Cappelluzzo. Che è nato nel 1996, proprio l'anno in cui la sua Pienza veniva inserita nel Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Nel patrimonio di ricordi indelebili di Pierluigi c'è invece una rovesciata pazzesca, ai tempi dei Giovanissimi, contro il Pisa, nel primo anno in maglia bianconera.
DOMANI - Maglia che non hai più lasciato. Poi una combo di infortuni che neanche la nuvoletta custodia del ragionier Fantozzi saprebbe propiziare ti dà la grande possibilità: entri, incornata, gol, contratto. In una settimana gli orizzonti esistenziali sembrano stravolti, ma non c'è tempo per esaltarsi. La testa informatica programma già i prossimi traguardi da raggiungere, la colonna sonora che risuona nelle orecchie è il Vasco di "e pensare che domani sarà sempre meglio". Mentalità da Giovane Italia, lo spirito con cui vuole ripartire la nuova generazione di nostri campioncini (li potete scoprire nel prezioso libro ordinabile a [email protected]). Il meglio deve ancora venire, non è ancora tempo di levarsi il Cappelluzzo...
PATRIMONIO - Resta tranquillo, porta avanti gli studi di Informatica all'Istituto Manzoni, ha una mente matematica, non si fa prendere dai facili entusiasmi. La sua è stata una rete corale: in quel colpo di testa c'erano la spinta e il sostegno di papà Salvatore, carabiniere e di mamma Edi, lavoratrice alla Coop. Lo capisci già che l'imprinting educativo è stato quello che garantisce equilibrio: il brio lo danno gli incitamenti della sorellina Francesca, 9 anni e grande tifo per la Fiorentina. Pier invece sostiene da sempre l'Inter. Da quando è piccolino e ha mosso i primi passi calcistici nel Pienza calcio, l'incantevole gioiellino della Val d'Orcia dove è nato. Inizia a giocare lì quando ha soli 4 anni, poi a 11 si trasferisce a Siena, mica troppo lontano. E' un talento del territorio e a questo punto si può pensare che non sia più un caso: il Siena di Beretta ha in casa tre talentissimi nati tutti nel raggio di 100 chilometri intorno alla città del Palio. Ai più affermati Giannetti e Rosseti, va ad aggiungersi baby Cappelluzzo. Che è nato nel 1996, proprio l'anno in cui la sua Pienza veniva inserita nel Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Nel patrimonio di ricordi indelebili di Pierluigi c'è invece una rovesciata pazzesca, ai tempi dei Giovanissimi, contro il Pisa, nel primo anno in maglia bianconera.
DOMANI - Maglia che non hai più lasciato. Poi una combo di infortuni che neanche la nuvoletta custodia del ragionier Fantozzi saprebbe propiziare ti dà la grande possibilità: entri, incornata, gol, contratto. In una settimana gli orizzonti esistenziali sembrano stravolti, ma non c'è tempo per esaltarsi. La testa informatica programma già i prossimi traguardi da raggiungere, la colonna sonora che risuona nelle orecchie è il Vasco di "e pensare che domani sarà sempre meglio". Mentalità da Giovane Italia, lo spirito con cui vuole ripartire la nuova generazione di nostri campioncini (li potete scoprire nel prezioso libro ordinabile a [email protected]). Il meglio deve ancora venire, non è ancora tempo di levarsi il Cappelluzzo...