Sport

Under, Di Francesco e Di Biagio: salviamo il soldato Berardi

Il fantasista del Sassuolo dopo la sciagurata espulsione contro il Parma, sta vivendo un momento difficile. Carattere problematico, ma i due tecnici - del club e dell'Under 21 - possono rappresentare la svolta in positivo
di PAOLO GHISONI

2 minuti di lettura
ROMA - No. Non la voglio nemmeno sentire nominare la frase "Questo rischia di diventare come Balotelli". Primo perché Balotelli può e deve ancora diventare. Secondo. Perché Domenico Berardi il rischio sa perfettamente cosa sia. Da quando, una volta raggiunto il fratello a Modena, decide che si deve stare a centinaia di chilometri da Cariati per giocare a calcio e fare il salto di qualità della sua vita. Da li in avanti tutta la vasta gamma di azzardi possibili Domenico se li è presi addosso. E non finirà qui - dice chi lo conosce bene. Perché da calabrese testardo e monolitico per lui non esiste grigio. La vita è bianco o nero. Bianco significa Sassuolo. Il club che lo ha scoperto e valorizzato e con il quale dagli Allievi Nazionali in su ha fatto capire quanto ci sia di straordinario in lui. Un gradino dopo l'altro , sino ad essere protagonista in B, senza il minimo contraccolpo. Paolo Mandelli, da ex enfant prodige dell'attacco interista e ora allenatore della Primavera, mi disse in tempi non sospetti, "Questo diventa uno buono vero". Se ne è accorto anche la passata stagione Eusebio Di Francesco. Poche balle. Se il Sassuolo è in A, è perché quando aveva il braccino del tennista, ha trovato in uno degli 11 gol di Berardi l'ossigeno per ritrovare fiato e convinzione.

"Si andava a prendere il pallone ovunque. E se c'era una punizione, la palla in mano se la metteva lui. Facendo sgommare lontano gente con anni di esperienza. Un segno di personalità che il gruppo recepisce e ti riconosce. Questo significa essere leader.. " Cosi parla Di Francesco del classe 94 di Cariati quando deve sintetizzare il perché con lui era intoccabile. Altro tassello bianco, Mister Eusebio. Così capita non a caso che quando glielo esonerano, Domenico vada in crisi. Perché al di la di chi arriva, la riconoscenza a casa sua resta ancora un valore. E non esserlo stati con chi ha fatto la storia del club con lui, non va bene. E nemmeno gli va bene che il Sassuolo, a fine andata, creda di essere planato nel campionato argentino. Con tanto di torneo apertura e clausura. Fine della prima parte e rivoluzione con 13 giocatori nuovi. No. Non va bene. Chi rimane titolare del gruppo che ha permesso la promozione? Nessuno? Solo lui? No. Non ci siamo.
[[ge:rep-locali:repubblica:80439706]]
Nero allora. Come per la Nazionale Under 19 in passato. Che lo ha voluto a tutti i costi dopo un lutto in famiglia. O che lo voleva a tutti i costi a ridosso della festa promozione. Sia chiaro. Legittimo. Ma quello che per alcuni è un onore, per Berardi può diventare una cosa contro natura. Se il suo ego dice che non è il momento giusto. Arriviamo ai giorni nostri. Non c'è totalmente con la testa e si vede. Scarico, abulico e anche indolente. Non è un caso che Malesani si giochi tutto con il Parma e lui, nonostante a Roma con la Lazio abbia rimesso in sesto il Sassuolo, stia inizialmente fuori. Quando entra, sotto 0-1, quel gesto sciocco che costa l'espulsione dopo una manciata i secondi, gli vale la frase dell'"incipit". "Questo è come Balotelli. Non impara mai dai propri errori".

Errore invece. Perché ora qualcosa si muove. La stupidaggine gli vale anche la mancata convocazione con la Under 21 in partenza per l'Irlanda. In altri momenti, quasi un favore. Oggi uno schiaffo. Perché qualcuno congiuntamente (il "bianco" Di Biagio e quello appena tornato in sella, guardacaso suo ex compagno in giallorosso?) gli spiega quanto si stia giocando con questo ennesimo rischio. Fatto sta che Domenico un sms di vicinanza ai compagni e a mister Gigi stavolta lo spreca. Sentito e partecipe. Quando invece in passato si era permesso il lusso di ignorarne altri molto più importanti. Al raduno "giovane" che Prandelli proporrà tra il 10 e il 12 marzo lui ci doveva essere matematico. Anche perché era uno di quelli con camera vista Mondiale. Gli rimangono poche chanches per salire sull'aereo in extremis. Almeno quante quelle del suo Sassuolo nel rimanere in A. Ma nel mondo ora tornato bianco di Berardi è più facile che succedano entrambe le cose.
I commenti dei lettori