ZILINA - Non ce l'hanno fatta gli azzurrini di Zoratto nell'appuntamento con la storia. Per la prima volta nella finale del campionato europeo di categoria, opposta alla Russia, l'Italia Under 17 si è arresa ai tiri di rigore. In precedenza la gara aveva vissuto su un leggero predominio italiano chiudendosi sullo 0-0: meglio gli azzurri nel primo tempo, crescita atletica dei russi, che hanno colto anche un palo nel finale, nella seconda frazione. Alla fine hanno deciso i tiri di rigore. I russi, che nello stesso modo avevano eliminato la Svezia in semifinale, l'hanno spuntata 5-4 dopo due serie a oltranza. Per gli azzurri in gol Cerri, Capradossi, Dimarco e Parigini, ma nonostante i due penalty parati da Scuffet, sono risultati fatali gli errori di Di Molfetta, Sciacca e Palazzi.
Non è stato un match spettacolare quello tra Italia e Russia, anche se gli azzurri sono andati vicini in almeno tre occasioni al vantaggio. Poi nel finale i russi sono cresciuti cogliendo anche un palo. Sotto gli occhi del presidente della Uefa, Michel Platini, e del vicepresidente della Figc, Demetrio Albertini, Zoratto ha mandato in campo lo stesso undici vittorioso con la Slovacchia in semifinale, un 4-4-2 con Tutino e Steffè sulle fasce e Vido a fare coppia con Cerri in avanti. La Russia ha lasciato l'iniziativa agli azzurrini, senza quasi mai affacciarsi nel corso del primo tempo nell'area di rigore dell'Italia. Le occasioni migliori sono capitate al 6' sui piedi di Cerri, ma il suo destro sporco non ha impensierito Mitryushkin e al 15' sulla testa di Capradossi, che ha trovato il tempo giusto per staccare in area senza però inquadrare lo specchio della porta. Alla mezzora Dimarco su punizione ha trovato la respinta con i pugni del portiere russo, poi Steffè di sinistro ha calciato a lato.
Nella ripresa, per due volte Vido ha sfiorato la deviazione vincente su due cross di Dimarco e Tutino. E ancora l'attaccante del Milan ha avuto sui piedi il pallone dell'1-0 al 7' quando, dopo uno splendido controllo in corsa di tacco, ha calciato sul primo palo trovando attento Mitryushkin. Vido ha poi lasciato il posto a Bonazzoli e Zoratto ha giocato la carta Di Molfetta al posto di Tutino. L'Italia è però calata alla distanza e a cinque minuti dalla fine è arrivata l'unica vera occasione per la Russia, con un calcio di punizione di Buranov che ha colto il palo esterno. Poi ri rigori e la festa russa.
Non è stato un match spettacolare quello tra Italia e Russia, anche se gli azzurri sono andati vicini in almeno tre occasioni al vantaggio. Poi nel finale i russi sono cresciuti cogliendo anche un palo. Sotto gli occhi del presidente della Uefa, Michel Platini, e del vicepresidente della Figc, Demetrio Albertini, Zoratto ha mandato in campo lo stesso undici vittorioso con la Slovacchia in semifinale, un 4-4-2 con Tutino e Steffè sulle fasce e Vido a fare coppia con Cerri in avanti. La Russia ha lasciato l'iniziativa agli azzurrini, senza quasi mai affacciarsi nel corso del primo tempo nell'area di rigore dell'Italia. Le occasioni migliori sono capitate al 6' sui piedi di Cerri, ma il suo destro sporco non ha impensierito Mitryushkin e al 15' sulla testa di Capradossi, che ha trovato il tempo giusto per staccare in area senza però inquadrare lo specchio della porta. Alla mezzora Dimarco su punizione ha trovato la respinta con i pugni del portiere russo, poi Steffè di sinistro ha calciato a lato.
Nella ripresa, per due volte Vido ha sfiorato la deviazione vincente su due cross di Dimarco e Tutino. E ancora l'attaccante del Milan ha avuto sui piedi il pallone dell'1-0 al 7' quando, dopo uno splendido controllo in corsa di tacco, ha calciato sul primo palo trovando attento Mitryushkin. Vido ha poi lasciato il posto a Bonazzoli e Zoratto ha giocato la carta Di Molfetta al posto di Tutino. L'Italia è però calata alla distanza e a cinque minuti dalla fine è arrivata l'unica vera occasione per la Russia, con un calcio di punizione di Buranov che ha colto il palo esterno. Poi ri rigori e la festa russa.