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Europeo U21, Spagna-Italia 4-2: Furie Rosse troppo forti per gli azzurri

Senza storia la finale di Gerusalemme, gli iberici bissano il titolo continentale conquistato nel 2011 dominando la squadra di Mangia fin dall'inizio. Show di Thiago Alcantara autore di una tripletta, non bastano i gol di Immobile (momentaneo 1-1) e Borini
dall'inviato GIUSEPPE CALABRESE

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GERUSALEMME - Ciao Italia. La Spagna demolisce le speranze azzurre e si prende il titolo Europeo dopo aver già vinto quello del 2011. Una partita senza storia, mai in discussione, riaperta per un attimo dal pareggio di Immobile, ma poi deviata dove volevano le furiette rosse. Una squadra incredibile quella di Lopetegui, tanta qualità, tanto possesso palla, troppo palleggio per gli azzurrini, sballottati dentro questa finale senza storia.

Thiago Alcantara è scatenato. Dopo sei minuti mette dentro il primo gol con la complicità di Caldirola. Male la difesa. Malissimo. Finora era stato uno dei reparti migliori, ma stavolta la poca esperienza internazionale ha fatto la differenza. Tra la B dei difensori azzurri e la Champions degli spagnoli c'è un abisso.

Eppure Immobile (bello il lancio di Bianchetti) riesce a rimettere la sfida in equilibrio, superando con un pallonetto (10') de Gea. E' un lampo, e dura giusto un attimo. Perché in fondo la differenza tra Italia e Spagna c'è. E si vede. Florenzi cerca il gol capolavoro (bravissimo) ma de Gea resiste, poi ancora Thiago Alcantara, che sfrutta bene il cross di Koke (31') e le incertezze di Caldirola e Regini, che se lo lasciano sfuggire.

L'Italia barcolla. Mangia cerca soluzioni che non trova. I giocatori di maggior talento sono spariti. Verratti è perso dentro un calcio inutile. Lo stesso Borini, non si vede mai. Per non parlare degli altri. E al 38' arriva il terzo gol di Thiago Alcantara, su rigore. Il contatto tra Donati e Tello c'è, ma la decisione dell'arbitro lascia qualche dubbio visto che prima il difensore azzurro aveva toccato il pallone.

Da qui in poi non c'è più storia. L'Europeo dell'Italia finisce qui. C'è spazio solo per esaltare l'istinto di Bardi (bravo in almeno tre occasioni), e poi nel secondo tempo per il gol di Isco, ancora su rigore (21') e per il guizzo di Borini (35'), ancora lui, che fissa il risultato sul 4-2.

Inutile recriminare, questa Spagna era troppo forte. Ma la sconfitta deve far riflettere. Soprattutto sul futuro del nostro calcio. E non solo quello. Per molti il ciclo della Under finisce qui. Forse anche per Mangia. Il ct non parla di futuro, non ancora, ma potrebbe chiudere qui la sua avventura azzurra.


Italia-Spagna 2-4 (1-3)
Italia (4-4-2): Bardi 7 – Donati 5, Bianchetti 5,5, Caldirola 4,5, Regini 5 – Florenzi 6 (dal 13’ st Saponara 5), Rossi 5, Verratti 4,5 (dal 31’ st Crimi sv), Insigne 5,5 – Immobile 6,5 (dal 13’ st Gabbiadini 5,5), Borini 6.
Spagna (4-2-3-1): De Gea 6 – Montoya 7, Bartra 6,5, Martinez 6, Moreno 7 – Illarramendi 6,5, Koke 7 (dal 40’ st Camacho sv) – Tello 7 (dal 25’ st Muniain sv), Thiago Alcantara 8,5, Isco 7 – Morata 7,5 (dal 35’ st Rodrigo sv)
Arbitro: Jug (Slo) 6
Reti: 6’, 31’ e 38’ (rig.) Thiago Alcantara, 10’ Immobile, 21’ st Isco (rig.), 35’ st Borini
Note: 29.320 spettatori. Ammoniti Koke, Verratti , Tello, Martinez, Regini, Caldirola, Crimi
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