COVERCIANO - Sempre più protagonista sia con il Napoli che con la Nazionale, Lorenzo Insigne scalpita in vista della sfida con l'Armenia: "Giocare al San Paolo con la maglia dell'Italia sarebbe una grandissima emozione". Il giovane talento vive la sfida di martedì come un evento speciale così come l'allenamento di domani sul campo anticamorra di Quarto: "Conoscendo i napoletani sicuramente ci sarà una grande accoglienza. E' bello andare in queste periferie e su questi campi. A Quarto, poi, ci ho giocato con gli allievi del Napoli un paio di volte. Sarà sicuramente una bella emozione e verrà tanta gente. Balotelli simbolo anticamorra? Penso che siamo tutti importanti per il mister - replica Insigne -. Mario è un grande campione e un bravo ragazzo, ma io da napoletano sentirò sicuramente più degli altri questa situazione. Soprattutto per me stare vicino a quella gente è molto importante".
"DARO' IL MASSIMO PER CONVINCERE IL CT A PORTARMI IN BRASILE" - Contro l'Armenia, così come ai Mondiali, Insigne vuole esserci: "Il problema fisico è passato, sto bene - assicura -. Il posto in Nazionale va conquistato dando sempre il 100%. Per convincere il mister a portarmi in Brasile devo far bene anche con il club, in campionato e in Champions. Cercherò di dare sempre il massimo e conquistarmi la sua fiducia". Un concorrente in più per Insigne potrebbe diventare Francesco Totti, ma l'attaccante del Napoli non sembra infastidito dalle voci di un possibile ritorno in azzurro del capitano della Roma: "Totti è un grande campione. Noi giovani siamo sempre a disposizione e cercheremo di mettere in difficoltà il mister. L'importante è avere la coscienza a posto e sapere di avere dato il massimo, poi le scelte spettano al ct".
"BENITEZ MI STA DANDO TANTO, MA DEVO RIMANERE UMILE" - Insigne ammette, poi, di sentirsi un giocatore più maturo rispetto a qualche stagione fa: "E' cambiato tantissimo, è normale quando hai grandi allenatori come Zeman, Mazzarri e ora Benitez. L'attuale allenatore mi sta dando tanto, ma devo sempre restare tranquillo e con i piedi per terra. Molti giovani hanno avuto dei cali quando sono arrivati a un certo livello, pensavano di essere arrivati. Ci vuole un attimo per arrivare in alto e un attimo per tornare indietro". Inevitabile una domanda sul tema caldo delle ultime settimane, la discriminazione territoriale: "Di cori contro il Napoli ne ho sentiti tanti, in squadra siamo in due ad essere napoletani e siamo quindi i più toccati - spiega -. Io e i miei compagni pensiamo soprattutto a giocare quando alcuni tifosi fanno certi cori. Conosciamo Napoli e sappiamo com'è, quindi andiamo oltre".
"DARO' IL MASSIMO PER CONVINCERE IL CT A PORTARMI IN BRASILE" - Contro l'Armenia, così come ai Mondiali, Insigne vuole esserci: "Il problema fisico è passato, sto bene - assicura -. Il posto in Nazionale va conquistato dando sempre il 100%. Per convincere il mister a portarmi in Brasile devo far bene anche con il club, in campionato e in Champions. Cercherò di dare sempre il massimo e conquistarmi la sua fiducia". Un concorrente in più per Insigne potrebbe diventare Francesco Totti, ma l'attaccante del Napoli non sembra infastidito dalle voci di un possibile ritorno in azzurro del capitano della Roma: "Totti è un grande campione. Noi giovani siamo sempre a disposizione e cercheremo di mettere in difficoltà il mister. L'importante è avere la coscienza a posto e sapere di avere dato il massimo, poi le scelte spettano al ct".
"BENITEZ MI STA DANDO TANTO, MA DEVO RIMANERE UMILE" - Insigne ammette, poi, di sentirsi un giocatore più maturo rispetto a qualche stagione fa: "E' cambiato tantissimo, è normale quando hai grandi allenatori come Zeman, Mazzarri e ora Benitez. L'attuale allenatore mi sta dando tanto, ma devo sempre restare tranquillo e con i piedi per terra. Molti giovani hanno avuto dei cali quando sono arrivati a un certo livello, pensavano di essere arrivati. Ci vuole un attimo per arrivare in alto e un attimo per tornare indietro". Inevitabile una domanda sul tema caldo delle ultime settimane, la discriminazione territoriale: "Di cori contro il Napoli ne ho sentiti tanti, in squadra siamo in due ad essere napoletani e siamo quindi i più toccati - spiega -. Io e i miei compagni pensiamo soprattutto a giocare quando alcuni tifosi fanno certi cori. Conosciamo Napoli e sappiamo com'è, quindi andiamo oltre".