LONDRA - Cinquanta partite e non sentirle. Prandelli, oltre a frenare sull'ipotesi del ritorno di Totti, ha rivelato a Raisport, nella rituale intervista prima della gara degli azzurri (stasera a Craven Cottage l'amichevole con la Nigeria, l'ultima del 2013), l'orgoglio per il traguardo raggiunto, che dopo nemmeno tre anni e mezzo di mandato consolida il suo settimo posto nella classifica dei commissari tecnici della Nazionale, davanti a Trapattoni. Ormai è prossimo il sorpasso a Sacchi (53), Vicini (54), Lippi (56) e Valcareggi (58), terzo nella graduatoria. "Sono felice di potere festeggiare questo numero di panchine. E' un traguardo che condivido con uno staff di grande livello. Ma ora vediamo di consolidare questo record".
Per salire sul podio, alle spalle degli irraggiungibili Bearzot (104) e Pozzo (97), a Prandelli non basteranno le prossime amichevoli, quella con la Spagna in marzo e le due consuete, con avversari da stabilire, tra la fine di maggio e l'inizio di giugno: sarà necessario almeno un buon Mondiale, col passaggio della fase a gironi. Sul dopo Brasile e sull'eventuale ritorno alla guida di un club il ct resta enigmatico. "Vedremo, non è il momento di parlarne". Adesso è il momento della costruzione e del consolidamento della squadra per il Mondiale e la prova di stasera, con Balotelli e Giuseppe Rossi finalmente in campo assieme dall'inizio dopo tre anni (ma si prevede soltanto per il primo tempo), diventa particolarmente significativa.
L'esame è soprattutto per l'attaccante della Fiorentina, capocannoniere del campionato con 11 gol in 13 presenze, al ritorno nella formazione titolare - il mese scorso ha giocato uno spezzone con l'Armenia - dopo due anni di assenza per il grave infortunio al ginocchio destro. Era dai tempi di Baggio e Zola, ammette Prandelli, che la Nazionale non aveva un calciatore con le sue caratteristiche. "In effetti anche Rossi sa saltare subito l'uomo, appena riceve palla, e con il suo dribbling, che crea superiorità numerica, può essere letale per gli avversari".
La presenza di Rossi può valorizzare Balotelli, come è accaduto all'Europeo grazie a Cassano uomo dell'ultimo passaggio, al quale il ct lascia la porta socchiusa per il Mondiale, mentre è prudentissimo su Totti, re dell'assist e del gol, attualmente bloccato da un infortunio muscolare. "Francesco non si discute, anche se il tempo passa per tutti. Ma è meglio non parlare di lui, perché ogni volta che lo abbiamo fatto gli abbiamo portato sfortuna".
Prandelli parla invece di Balotelli, per dirsi d'accordo col capitano Buffon, che ha invitato il centravanti a non sentirsi vittima e a non protestare più con gli arbitri, per invocare calci di punizione non fischiati. "Gigi ha ragione. L'indirizzo degli arbitri, soprattutto a livello internazionale, è di lasciare correre di più il gioco. Oltretutto per gli atteggiamenti come quello di fermarsi, mentre il gioco prosegue, si rischia spesso di prendere gol".
Per salire sul podio, alle spalle degli irraggiungibili Bearzot (104) e Pozzo (97), a Prandelli non basteranno le prossime amichevoli, quella con la Spagna in marzo e le due consuete, con avversari da stabilire, tra la fine di maggio e l'inizio di giugno: sarà necessario almeno un buon Mondiale, col passaggio della fase a gironi. Sul dopo Brasile e sull'eventuale ritorno alla guida di un club il ct resta enigmatico. "Vedremo, non è il momento di parlarne". Adesso è il momento della costruzione e del consolidamento della squadra per il Mondiale e la prova di stasera, con Balotelli e Giuseppe Rossi finalmente in campo assieme dall'inizio dopo tre anni (ma si prevede soltanto per il primo tempo), diventa particolarmente significativa.
L'esame è soprattutto per l'attaccante della Fiorentina, capocannoniere del campionato con 11 gol in 13 presenze, al ritorno nella formazione titolare - il mese scorso ha giocato uno spezzone con l'Armenia - dopo due anni di assenza per il grave infortunio al ginocchio destro. Era dai tempi di Baggio e Zola, ammette Prandelli, che la Nazionale non aveva un calciatore con le sue caratteristiche. "In effetti anche Rossi sa saltare subito l'uomo, appena riceve palla, e con il suo dribbling, che crea superiorità numerica, può essere letale per gli avversari".
La presenza di Rossi può valorizzare Balotelli, come è accaduto all'Europeo grazie a Cassano uomo dell'ultimo passaggio, al quale il ct lascia la porta socchiusa per il Mondiale, mentre è prudentissimo su Totti, re dell'assist e del gol, attualmente bloccato da un infortunio muscolare. "Francesco non si discute, anche se il tempo passa per tutti. Ma è meglio non parlare di lui, perché ogni volta che lo abbiamo fatto gli abbiamo portato sfortuna".
Prandelli parla invece di Balotelli, per dirsi d'accordo col capitano Buffon, che ha invitato il centravanti a non sentirsi vittima e a non protestare più con gli arbitri, per invocare calci di punizione non fischiati. "Gigi ha ragione. L'indirizzo degli arbitri, soprattutto a livello internazionale, è di lasciare correre di più il gioco. Oltretutto per gli atteggiamenti come quello di fermarsi, mentre il gioco prosegue, si rischia spesso di prendere gol".