OSLO - La passeggiata sui tulipani a Bari è stata una meravigliosa ouverture. Ma Antonio Conte si nutre di punti e vittorie, tutto quello che cerca stasera all'Ullevaal Stadion, al debutto nelle qualificazioni europee, sotto una pioggia instancabile. In casa della Norvegia l'Italia ha vinto una volta sola, nel '37, i precedenti fra le due nazionali non sono particolarmente numerosi (15: 8 vittorie e 3 pareggi per gli azzurri), l'ultimo risale al 2005 quando Lippi pareggiò qui 0-0 nel cammino verso il Mondiale tedesco, poi vinto. Spesso, in verità, l'Italia battendo la Norvegia è poi andata lontano: successe nel '36, con l'oro olimpico, nel '38, con il secondo titolo mondiale, nel '94, l'anno della finale di Pasadena.
Il frastuono dei peana per la facile vittoria sull'Olanda è stato interrotto dalle nuove polemiche che accompagnano la Nazionale. La prima, vecchissima: le tensioni con i club, riaccese dall'affaire Chiellini. Ieri Bonucci ha confermato che "Giorgio voleva restare con noi, ma non direi che la Juve ha fatto valere il suo potere, aveva solo necessità di valutare da vicino il suo infortunio". Il presidente Tavecchio, invece, ha smorzato i toni ("Solo un'incomprensione, nessuno sgarbo a Conte") ma ha negato la telefonata avuta con Marotta, che a sua volta aveva smentito contatti con Oriali. Cose già viste: per i guai di Chiellini in azzurro s'infuriarono Conte, da tecnico bianconero, e prima di lui Delneri.
Recente, invece, la polemica per la presenza ingombrante di Claudio Lotito, presidente della Lazio e consigliere federale. I giocatori se n'erano lamentati dopo l'Olanda, ma poi in pubblico hanno fatto marcia indietro: "Nessun fastidio". Tavecchio ha garantito che i dirigenti federali resteranno in tribuna ma intanto Lotito ieri è stato protagonista a bordo campo e si è anche seduto in panchina, pur se senza k-way ufficiale questa volta. Conte ha chiesto spiegazioni, ovviamente: "Mi hanno detto che come consigliere può essere presente - dice il ct -, a me non dà problemi finché non s'inserisce in questioni calcistiche, ma non credo che si permetterà". Il timore, evidente, è di una rischiosa invasione di campo.
Conte pensa allora alla partita: "Sono qui per unire, non per dividere. Soltanto uniti si fanno cose importanti. Possono capitare fraintendimenti, impareremo a gestire meglio le situazioni. Concentriamoci sulla Norvegia, una squadra ostica che ha sfiorato la vittoria a Wembley, dovremo prenderla con le molle. I risultati di questi giorni ci ricordano che serve rispetto per tutti. Dovremo fare attenzione alle loro ripartenze". Se la passa decisamente peggio il suo collega Per-Mathias Høgmo: la Norvegia ha vinto solo una delle ultime 11 gare (in Moldova) e la stampa locale chiede già la testa del ct, condannato a qualificarsi all'Europeo. Impresa che ai norvegesi è riuscita solo nel 2000. "Io non penso al mio destino - dice Høgmo -, ho dieci partite, concentriamoci solo su quelle. Battere l'Italia ci darebbe autostima, loro sono senza Pirlo e Balotelli, ma De Rossi ha altrettanta classe e Immobile è più stabile lì davanti".
Rispetto a Bari, Conte medita due variazioni in formazione. Una è annunciata: torna Buffon al posto di Sirigu. L'altra obbligata: Marchisio è a casa, squalificato, e Florenzi è avanti su Parolo per il ruolo di interno destro. Per il resto, conferma del 3-5-2 con Ranocchia, Bonucci e Astori in difesa, Darmian e De Sciglio esterni, De Rossi in regia, Giaccherini interno sinistro. E in avanti Zaza con Immobile, la coppia che ha sorpreso nel sonno gli oranje di Hiddink al San Nicola.
Il frastuono dei peana per la facile vittoria sull'Olanda è stato interrotto dalle nuove polemiche che accompagnano la Nazionale. La prima, vecchissima: le tensioni con i club, riaccese dall'affaire Chiellini. Ieri Bonucci ha confermato che "Giorgio voleva restare con noi, ma non direi che la Juve ha fatto valere il suo potere, aveva solo necessità di valutare da vicino il suo infortunio". Il presidente Tavecchio, invece, ha smorzato i toni ("Solo un'incomprensione, nessuno sgarbo a Conte") ma ha negato la telefonata avuta con Marotta, che a sua volta aveva smentito contatti con Oriali. Cose già viste: per i guai di Chiellini in azzurro s'infuriarono Conte, da tecnico bianconero, e prima di lui Delneri.
Recente, invece, la polemica per la presenza ingombrante di Claudio Lotito, presidente della Lazio e consigliere federale. I giocatori se n'erano lamentati dopo l'Olanda, ma poi in pubblico hanno fatto marcia indietro: "Nessun fastidio". Tavecchio ha garantito che i dirigenti federali resteranno in tribuna ma intanto Lotito ieri è stato protagonista a bordo campo e si è anche seduto in panchina, pur se senza k-way ufficiale questa volta. Conte ha chiesto spiegazioni, ovviamente: "Mi hanno detto che come consigliere può essere presente - dice il ct -, a me non dà problemi finché non s'inserisce in questioni calcistiche, ma non credo che si permetterà". Il timore, evidente, è di una rischiosa invasione di campo.
Conte pensa allora alla partita: "Sono qui per unire, non per dividere. Soltanto uniti si fanno cose importanti. Possono capitare fraintendimenti, impareremo a gestire meglio le situazioni. Concentriamoci sulla Norvegia, una squadra ostica che ha sfiorato la vittoria a Wembley, dovremo prenderla con le molle. I risultati di questi giorni ci ricordano che serve rispetto per tutti. Dovremo fare attenzione alle loro ripartenze". Se la passa decisamente peggio il suo collega Per-Mathias Høgmo: la Norvegia ha vinto solo una delle ultime 11 gare (in Moldova) e la stampa locale chiede già la testa del ct, condannato a qualificarsi all'Europeo. Impresa che ai norvegesi è riuscita solo nel 2000. "Io non penso al mio destino - dice Høgmo -, ho dieci partite, concentriamoci solo su quelle. Battere l'Italia ci darebbe autostima, loro sono senza Pirlo e Balotelli, ma De Rossi ha altrettanta classe e Immobile è più stabile lì davanti".
Rispetto a Bari, Conte medita due variazioni in formazione. Una è annunciata: torna Buffon al posto di Sirigu. L'altra obbligata: Marchisio è a casa, squalificato, e Florenzi è avanti su Parolo per il ruolo di interno destro. Per il resto, conferma del 3-5-2 con Ranocchia, Bonucci e Astori in difesa, Darmian e De Sciglio esterni, De Rossi in regia, Giaccherini interno sinistro. E in avanti Zaza con Immobile, la coppia che ha sorpreso nel sonno gli oranje di Hiddink al San Nicola.