LA VALLETTA - "Adesso ho solo una voglia matta di giocare contro la Croazia. Almeno lì non mi chiederete di vincere con largo margine". Antonio Conte è uomo pragmatico, della serata storta di Malta ha preso l'unica cosa buona: la vittoria, la quarta in quattro gare della sua gestione, per effetto del gol del debuttante Pellè. La Nazionale è in testa al suo girone, la qualificazione a Euro 2016 un po' più vicina, ma, al di là della crisi di autostima del calcio italiano, ci vorrebbe proprio un capolavoro di autolesionismo per fallirla: vanno in Francia 23 squadre su 53 che partecipano alle qualificazioni, passano le prime due e la migliore terza (e le altre spareggiano). Più dei punti, il nodo è il gioco, l'identità: l'Italia di Prandelli, imbattuta nel girone eliminatorio, fu ridicolizzata dal Costarica. Quella di Conte, dopo lo splendido esordio con l'Olanda e la vittoria in Norvegia, ha certificato la sua convalescenza soffrendo le piccole, Azerbaigian e Malta. E, impietoso, il ko degli azeri di ieri sera contro la Croazia (6-0) acuisce le difficoltà azzurre di Palermo (2-1, per un pelo).
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"E' passato solo un mese e mezzo, veniamo dal disastro mondiale, abbiamo collezionato 4 vittorie, l'unico gol subito ce lo siamo fatti noi - commenta Conte -. E se mi avessero detto che le avrei vinte tutte non ci avrei creduto. A Malta non siamo stati fortunati, abbiamo preso 4 legni, ma c'è da lavorare, non è un percorso facile, altrimenti non sarei qua. C'era da ricostruire, non mettiamo la testa sotto la sabbia, non pensiamo di essere ancora i più bravi al mondo. Lavorando però possiamo toglierci delle belle soddisfazioni. Aspettiamo con grande interesse la Croazia, sarà un test probante per capire chi siamo: Mandzukic, Modric, Rakitic, giocatori di livello internazionale. Son curioso di affrontare un'avversaria che se la gioca, le ultime due hanno pensato solo a chiudersi, e anche di vedere Croazia-Azerbaigian 6-0, o tutte si esaltano contro i noi o i croati sono fenomeni ma questo dovranno dimostrarcelo a novembre".
L'allergia azzurra alle piccole scolpisce il gap con le nuove big del calcio continentale. E Conte ricorda: "Non possiamo mica scoprire oggi l'acqua calda, la mancanza di talenti al Mondiale c'è tuttora. Forse è la prima volta che chi gioca in Nazionale non è titolare nel club ma deve dare anzi in azzurro un segnale alla propria squadra, questo deve farci riflettere. Ma con la voglia e la disponibilità possiamo sopperire a certi deficit. Pellè è un giocatore che mancava, la sua stazza è importante, Immobile si è dato da fare, aveva giocato titolare contro l'Azerbaigian, gli esterni complessivamente hanno fatto bene. Poi, però, stiamo a parlare di un 1-0, il problema è quello".
Tra i giocatori, c'è chi fa autocritica ("Siamo l'Italia, dobbiamo fare di più", dice Marchisio) e chi si autoassolve ("Se perdiamo perdiamo, se vinciamo vinciamo con pochi gol, siamo sempre sotto tiro", sbuffa Verratti). Per il ct l'atteggiamento giusto "è una via di mezzo, un punto d'equilibrio. In ogni prestazione c'è sempre qualcosa di buono e qualcosa da migliorare. La prossima sfida ci dirà chi siamo, i palazzi non si costruiscono in un mese e mezzo".
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"E' passato solo un mese e mezzo, veniamo dal disastro mondiale, abbiamo collezionato 4 vittorie, l'unico gol subito ce lo siamo fatti noi - commenta Conte -. E se mi avessero detto che le avrei vinte tutte non ci avrei creduto. A Malta non siamo stati fortunati, abbiamo preso 4 legni, ma c'è da lavorare, non è un percorso facile, altrimenti non sarei qua. C'era da ricostruire, non mettiamo la testa sotto la sabbia, non pensiamo di essere ancora i più bravi al mondo. Lavorando però possiamo toglierci delle belle soddisfazioni. Aspettiamo con grande interesse la Croazia, sarà un test probante per capire chi siamo: Mandzukic, Modric, Rakitic, giocatori di livello internazionale. Son curioso di affrontare un'avversaria che se la gioca, le ultime due hanno pensato solo a chiudersi, e anche di vedere Croazia-Azerbaigian 6-0, o tutte si esaltano contro i noi o i croati sono fenomeni ma questo dovranno dimostrarcelo a novembre".
L'allergia azzurra alle piccole scolpisce il gap con le nuove big del calcio continentale. E Conte ricorda: "Non possiamo mica scoprire oggi l'acqua calda, la mancanza di talenti al Mondiale c'è tuttora. Forse è la prima volta che chi gioca in Nazionale non è titolare nel club ma deve dare anzi in azzurro un segnale alla propria squadra, questo deve farci riflettere. Ma con la voglia e la disponibilità possiamo sopperire a certi deficit. Pellè è un giocatore che mancava, la sua stazza è importante, Immobile si è dato da fare, aveva giocato titolare contro l'Azerbaigian, gli esterni complessivamente hanno fatto bene. Poi, però, stiamo a parlare di un 1-0, il problema è quello".
Tra i giocatori, c'è chi fa autocritica ("Siamo l'Italia, dobbiamo fare di più", dice Marchisio) e chi si autoassolve ("Se perdiamo perdiamo, se vinciamo vinciamo con pochi gol, siamo sempre sotto tiro", sbuffa Verratti). Per il ct l'atteggiamento giusto "è una via di mezzo, un punto d'equilibrio. In ogni prestazione c'è sempre qualcosa di buono e qualcosa da migliorare. La prossima sfida ci dirà chi siamo, i palazzi non si costruiscono in un mese e mezzo".