OLOMOUC (Repubblica Ceca) - La strada per Rio fa un giro tortuoso e passa dalla Repubblica Ceca, dove oggi prende il via l'Europeo Under 21 con la gara inaugurale fra i padroni di casa e la Danimarca: in palio anche quattro posti per le Olimpiadi in Brasile. L'Italia di Gigi Di Biagio è arrivata lunedì sera a Olomouc, dove esordirà giovedì alle 18 contro la Svezia. Inserita nel girone B, dovrà affrontare anche Inghilterra (il 21, a Uherské Hradiste) e Portogallo (il 24, di nuovo a Olomouc). Si è qualificata passando da un girone durissimo, vinto su Serbia e Belgio, e poi superando ai play-off la Slovacchia. Per stimare la difficoltà del cammino, è sufficiente un dato: la Serbia, agli spareggi ha eliminato la Spagna, campione nelle ultime due edizioni (2011 e 2013).
Due anni fa gli azzurrini di Mangia s'arresero in finale a Gerusalemme. Stavolta, inseguono il pass olimpico, dopo aver fallito quello per Londra 2012. La semifinale è l'obiettivo minimo, anche se il direttore generale della Federcalcio Michele Uva dice: "Partecipiamo all'Europeo per vincerlo". E anche Di Biagio ora alza l'asticella: "L'obiettivo è vincere il torneo, adesso, anche se non siamo i favoriti. Il gruppo può fare la differenza".
REP. CECA SCONFITTA ALL'ESORDIO, GERMANIA BLOCCATA
L'Italia ha vinto cinque volte gli Europei (1992, 1994, 1996, 2000 e 2004), è la squadra più titolata. Nell'altro gruppo ci sono Germania, Serbia, Repubblica Ceca e Danimarca. Vanno in semifinale e dunque ai Giochi le prime due di ogni girone, con un intreccio in più: l'Inghilterra, fra le indiziate al titolo insieme ai tedeschi, non è riconosciuta dal Cio. Se dovesse andare avanti, lascerà libero un posto da assegnare attraverso lo spareggio fra le due terze, il 28 giugno, a Uherské Hradiste.
Il torneo è riservato ai giocatori nati dal 1992 in poi. Ma Gigi Di Biagio non prenderà in prestito nessun giocatore della Nazionale di Conte: El Shaarawy, De Sciglio e Verratti, perfettamente in età, non sono stati aggiunti al gruppo, e Perin, in odore di convocazione, è finito sotto i ferri. "Conte mi aveva dato la possibilità di prenderli, io non ci ho dormito la notte ma poi ho scelto di puntare sul mio gruppo, sulla rosa che mi ha portato fin qui", la spiegazione del ct.
Sono gli azzurri di domani, quelli che inseguono l'Europa e i Giochi: da qui uscirà il ricambio generazionale per il mondiale in Russia. Alcuni sono già nel mirino di Conte e da tempo nell'orbita Juve. Rugani, il difensore immacolato, mai una sostituzione e mai un cartellino giallo con l'Empoli in tutto il campionato, senza saltare un minuto. Berardi, attaccante con fama di testa calda che ha giocato due campionati da titolare nel Sassuolo. E Sturaro, che è stato riportato a Torino a gennaio e ha affrontato senza paura il Real in Champions. Ma anche Belotti nel Palermo, Romagnoli nella Samp, Zappacosta nell'Atalanta sono belle eccezioni alla regola infausta per la quale i baby non trovano spazio in A: che resta il campionato più vecchio d'Europa, con 27,3 anni di media, e quello con la minor percentuale di giocatori prodotti dai vivai (8,4%). Ne sa qualcosa Bardi, il portiere titolare nelle qualificazioni, che al Chievo ha dovuto far posto all'esperienza di Bizzarri. Perciò il ct ha chiamato Sportiello dell'Atalanta.
Le squadre da battere sono Germania e Inghilterra. La nazionale tedesca di Hrubesch è la miniatura di quella campione del mondo: in porta ha Ter Stegen, che ha alzato la Champions a Berlino, in difesa Durm e Ginter, che erano in Brasile un anno fa, anche se manca di un centravanti che giochi in Bundesliga. L'Inghilterra di Soutghate invece schiera Harry Kane, il predestinato, che a marzo ha giocato titolare a Torino contro gli azzurri di Conte, senza lasciare in verità un ricordo degno della fama di nuovo golden boy della Premier. Ma dal portoghese Joao Mario all'italosvedese Guidetti, dal danese Andersen al ceco Vydra (che ha portato il Watford di Pozzo in Premier), c'è una lunga parata di stelline da vedere.
DI BIAGIO PRE SVEZIA - "Sarà una partita importante per noi ma non possiamo definirla decisiva. Partire con il piede giusto sarebbe una cosa positiva. Non c'è un giocatore della Svezia di cui abbiamo paura, sicuramente hanno elementi molto interessanti come John Guidetti e Isaac Kiese Thelin in attacco. Anche Hiljemark a centrocampo è un ottimo giocatore. Ho ottime referenze su di loro". E' l'analisi di Di Biagio alla vigilia dell'esordio con la Svezia. "Fortunatamente, ho diversi dubbi, perchè ho tanti ragazzi che stanno bene fisicamente e che possono giocare dal primo minuto. Anche il capitano, come tutto il resto della squadra, può andare in panchina. Matteo Bianchetti è per noi un giocatore fondamentale: se sarà in campo o no lo sapremo due ore prima della partita. Gli stimoli per fare bene sono enormi", ha aggiunto Di Biagio. "Federico Bernardeschi non è ancora al top ma sta migliorando tantissimo negli ultimi giorni. Questo è di buon auspicio sia per lui che per noi. Ho sempre spiegato ai ragazzi che in una manifestazione del genere possono esserci delle sorprese. Ognuno di loro dovrà farsi trovare pronto in qualsiasi momento. Ricordo di aver segnato da giocatore, a Euro 2000, contro la Svezia: una squadra che mi porta bene".
Due anni fa gli azzurrini di Mangia s'arresero in finale a Gerusalemme. Stavolta, inseguono il pass olimpico, dopo aver fallito quello per Londra 2012. La semifinale è l'obiettivo minimo, anche se il direttore generale della Federcalcio Michele Uva dice: "Partecipiamo all'Europeo per vincerlo". E anche Di Biagio ora alza l'asticella: "L'obiettivo è vincere il torneo, adesso, anche se non siamo i favoriti. Il gruppo può fare la differenza".
REP. CECA SCONFITTA ALL'ESORDIO, GERMANIA BLOCCATA
L'Italia ha vinto cinque volte gli Europei (1992, 1994, 1996, 2000 e 2004), è la squadra più titolata. Nell'altro gruppo ci sono Germania, Serbia, Repubblica Ceca e Danimarca. Vanno in semifinale e dunque ai Giochi le prime due di ogni girone, con un intreccio in più: l'Inghilterra, fra le indiziate al titolo insieme ai tedeschi, non è riconosciuta dal Cio. Se dovesse andare avanti, lascerà libero un posto da assegnare attraverso lo spareggio fra le due terze, il 28 giugno, a Uherské Hradiste.
Il torneo è riservato ai giocatori nati dal 1992 in poi. Ma Gigi Di Biagio non prenderà in prestito nessun giocatore della Nazionale di Conte: El Shaarawy, De Sciglio e Verratti, perfettamente in età, non sono stati aggiunti al gruppo, e Perin, in odore di convocazione, è finito sotto i ferri. "Conte mi aveva dato la possibilità di prenderli, io non ci ho dormito la notte ma poi ho scelto di puntare sul mio gruppo, sulla rosa che mi ha portato fin qui", la spiegazione del ct.
Sono gli azzurri di domani, quelli che inseguono l'Europa e i Giochi: da qui uscirà il ricambio generazionale per il mondiale in Russia. Alcuni sono già nel mirino di Conte e da tempo nell'orbita Juve. Rugani, il difensore immacolato, mai una sostituzione e mai un cartellino giallo con l'Empoli in tutto il campionato, senza saltare un minuto. Berardi, attaccante con fama di testa calda che ha giocato due campionati da titolare nel Sassuolo. E Sturaro, che è stato riportato a Torino a gennaio e ha affrontato senza paura il Real in Champions. Ma anche Belotti nel Palermo, Romagnoli nella Samp, Zappacosta nell'Atalanta sono belle eccezioni alla regola infausta per la quale i baby non trovano spazio in A: che resta il campionato più vecchio d'Europa, con 27,3 anni di media, e quello con la minor percentuale di giocatori prodotti dai vivai (8,4%). Ne sa qualcosa Bardi, il portiere titolare nelle qualificazioni, che al Chievo ha dovuto far posto all'esperienza di Bizzarri. Perciò il ct ha chiamato Sportiello dell'Atalanta.
Le squadre da battere sono Germania e Inghilterra. La nazionale tedesca di Hrubesch è la miniatura di quella campione del mondo: in porta ha Ter Stegen, che ha alzato la Champions a Berlino, in difesa Durm e Ginter, che erano in Brasile un anno fa, anche se manca di un centravanti che giochi in Bundesliga. L'Inghilterra di Soutghate invece schiera Harry Kane, il predestinato, che a marzo ha giocato titolare a Torino contro gli azzurri di Conte, senza lasciare in verità un ricordo degno della fama di nuovo golden boy della Premier. Ma dal portoghese Joao Mario all'italosvedese Guidetti, dal danese Andersen al ceco Vydra (che ha portato il Watford di Pozzo in Premier), c'è una lunga parata di stelline da vedere.
DI BIAGIO PRE SVEZIA - "Sarà una partita importante per noi ma non possiamo definirla decisiva. Partire con il piede giusto sarebbe una cosa positiva. Non c'è un giocatore della Svezia di cui abbiamo paura, sicuramente hanno elementi molto interessanti come John Guidetti e Isaac Kiese Thelin in attacco. Anche Hiljemark a centrocampo è un ottimo giocatore. Ho ottime referenze su di loro". E' l'analisi di Di Biagio alla vigilia dell'esordio con la Svezia. "Fortunatamente, ho diversi dubbi, perchè ho tanti ragazzi che stanno bene fisicamente e che possono giocare dal primo minuto. Anche il capitano, come tutto il resto della squadra, può andare in panchina. Matteo Bianchetti è per noi un giocatore fondamentale: se sarà in campo o no lo sapremo due ore prima della partita. Gli stimoli per fare bene sono enormi", ha aggiunto Di Biagio. "Federico Bernardeschi non è ancora al top ma sta migliorando tantissimo negli ultimi giorni. Questo è di buon auspicio sia per lui che per noi. Ho sempre spiegato ai ragazzi che in una manifestazione del genere possono esserci delle sorprese. Ognuno di loro dovrà farsi trovare pronto in qualsiasi momento. Ricordo di aver segnato da giocatore, a Euro 2000, contro la Svezia: una squadra che mi porta bene".