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Nazionale, prime spine per Ventura: difesa leggera, centrocampo lento. E ora si fa già sul serio

Il modo nel quale è maturata la sconfitta con la Francia e l'imminente debutto nella qualificazioni mondiali, lunedì in Israele, preoccupano l'ambiente. Anche il centrocampo sembra macchinoso (ad Haifa non ci sarà De Rossi), e l'unica certezza emersa a Bari sembra quella di Pellè

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BARI - Le impressioni di settembre sono più grigie che azzurre. L'Italia si è risvegliata piena di lividi dalla notte di Bari, dove non aveva mai perso prima di ieri sera: stavolta non è bastata neppure l'amorevole protezione di San Nicola per risparmiare a Ventura primi schiaffi della sua gestione, a tre giorni dal via delle qualificazioni mondiali e dalla partita di lunedì in Israele che è già la prima trappola di un cammino durissimo verso Russia 2018. De Rossi è acciaccato e in dubbio, come Barzagli, e Bonucci non rientrerà ad Haifa, contrariamente a quanto annunciato: non si è mai allenato e ha concordato con Ventura che non è il caso di partire. "Non potevo pretendere di più,  sono più che soddisfatto, anche se i primi due gol che abbiamo preso erano evitabili, nel primo tempo non abbiamo concesso un tiro in porta", dice il ct, che alla prima panchina ha lanciato tre esordienti nella ripresa, Donnarumma, Rugani e Belotti, aprendo quel nuovo corso che dovrà portare, nell'arco di due anni, a un naturale ricambio anagrafico nella rosa dell'Italia. Anche per i tre esordienti c'è tanta strada da fare, come conferma l'incertezza del giovane portiere del Milan (un record il suo debutto a 17 anni) in occasione del terzo gol. Se in Francia le fortune di Conte si erano erette sulla Bbc (Barzagli-Bonucci-Chiellini), l'assenza di Bonucci ha sgretolato il settore più affidabile e privato la squadra di una regia alternativa. I primi due gol sono arrivati da errori individuali (il secondo sugli sviluppi di un corner) e hanno evidenziato le crepe di un settore che ha ballato tanto e non ha dato garanzie. Deludente Chiellini, in sofferenza Barzagli, poca sicurezza da Astori che in questi anni ha fatto sempre parte del gruppo ma poi non è stato convocato né agli ultimi due Europei, né al Mondiale. Ma pure il centrocampo, che con Conte si nutriva di corsa, pressing, inserimenti veloci delle mezzali, è risultato macchinoso e inconcludente, una volta salvata la generosità di Parolo e i guizzi saltuari di Candreva. Il ritorno di Verratti, che in Israele sarà titolare, è la notizia più incoraggiante nel futuro immediato. Fa da contraltare il forfait di De Rossi: dopo il forte il trauma contusivo al polpaccio della gamba sinistra, gli esami hanno evidenziato l'impossibilità di recuperare in tempo per la gara di Haifa.
 
Paradossalmente, il gol e la speranza sono arrivati da Pellè, il centravanti arrivato a 8 reti in 18 partite nella sua carriera azzurra, l'uomo contestato a luglio per il cucchiaio solo mimato a Neuer e che Ventura aveva messo in dubbio nella conferenza d'insediamento: "Bisognerà vedere se ha ancora fame, in Cina guadagna tanti soldi", disse allora il ct. La risposta è stata positiva, il gol è nato da un assist di Eder, i due hanno confermato l'affiatamento visto già in Francia. Il ct aggiunge alla serenità della vigilia l'ottimismo del postgara: "Un ottimismo che nasce dal fatto che non sarà difficile adesso fare un piccolo passo in avanti. Cosa significa? Essere più squadra". Novità nel calendario degli azzurri: il test del 15 novembre contro la Germania si giocherà a Milano, stadio San Siro: nello stesso stadio e nello stesso giorno si giocò proprio contro i tedeschi 3 anni fa (1-1). L'ultimo precedente a Milano è un altro 1-1: contro la Croazia il 16 novembre 2014, in un match di qualificazione agli Europei.
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