ROMA - Un fiume in piena, senza freni. Marcello Lippi, ai microfoni della Domenica Sportiva, tuona contro quella Federazione Italiana Giuoco Calcio che lo aveva sedotto, quasi contrattualizzato e abbandonato a ridosso dell'ufficializzazione di Giampiero Ventura come nuovo commissario tecnico. "Aspettavamo l'assunzione di Ventura per annunciare il mio incarico, avevo già firmato un precontratto per diventare direttore tecnico. Per due mesi ho lavorato in Federazione, avevo parlato anche con Montella e altri papabili ct. Abbiamo scelto Ventura, il giorno prima della presentazione è emersa questa cosa: il Presidente e il Direttore Generale, gli stessi con cui avevo parlato di progetti, mi hanno preso da parte per dirmi che un anno e mezzo prima avevano cambiato lo statuto riguardante i procuratori dei giocatori, categoria alla quale appartiene mio figlio.
Hanno creato un articolo ad hoc per impedire a un procuratore di esercitare se c'è un parente in Federazione. Roba da fuori di testa. Volevano aggiustarlo, gli ho detto che non volevo sentirne parlare. Non avrei accettato delle modifiche tarate sulla mia persona".
Hanno creato un articolo ad hoc per impedire a un procuratore di esercitare se c'è un parente in Federazione. Roba da fuori di testa. Volevano aggiustarlo, gli ho detto che non volevo sentirne parlare. Non avrei accettato delle modifiche tarate sulla mia persona".