ROMA - "Tavecchio ha poca memoria. Ventura lo ha scelto lui, non io". Lo ha detto Marcello Lippi, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, replicando alle parole dell'ex presidente della Figc Carlo Tavecchio sulla scelta di Gian Piero Ventura come commissario tecnico. "E' tutto vero quello che ha detto Malagò, eccetto una cosa, che io ho scelto Ventura"
"Bastava che Tavecchio si ricordasse che lui un anno prima aveva firmato il nuovo statuto dei procuratori che prevedeva che il parente di un procuratore non potesse lavorare con la Federazione. Bastava che dicesse questo e tutto sarebbe finito. Non disse niente, sono stato dt in pectore, ho anche firmato un pre-contratto e poi un giorno prima mi dissero che non si poteva fare più nulla".
"Se Malagò mi chiedesse un aiuto? Io ho un contratto con la Federazione cinese fino al 2019 e in questi giorni mi hanno proposto un prolungamento fino al 2022 che probabilmente farò. Se mi chiamasse Ancelotti per un consiglio? Mi sembra abbastanza scontato, credo che adesso quello del ct sia ultimo dei problemi, c'è da riorganizzare una federazione che si occupi di calcio. Ancelotti ha tanta esperienza mondiale che ha meno bisogno di consigli di altri ma in federazione c'è bisogno di gente di calcio", ha proseguito Lippi che sulla mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale ha aggiunto: "ho seguito la partita e sono rimasto molto dispiaciuto come tutti gli italiani nel vedere grandi campioni come Buffon, Chiellini, De Rossi, Barzagli uscire in maniera così brutta".
MONTELLA - "Prima di accettare la panchina del Milan, Vincenzo Montella fu tra gli allenatori presi in considerazione per il posto di ct della Nazionale, come ha confermato lo stesso allenatore rossonero. "Avevo parlato con Marcello Lippi, c'era stato uno scambio di pensieri a fine campionato 2015/16, nulla di più", ha raccontato a Milan Tv Montella.
DE LAURENTIIS: "SIAMO TUTTI COMMISSARIATI" - "Avevo chiesto le dimissioni di tutti perché mi sembrava problematico non tanto il fatto che l'Italia non si fosse qualificata ai Mondiali, cosa che mi dispiace moltissimo, quanto che c'è da capire che se la serie A è la Confindustria del calcio, forse la Figc va bene per la serie B, la serie C, ma non va bene per la massima serie. Secondo me dovrebbe essere relazionabile direttamente con Eca e Uefa, altrimenti facciamo un passaggio in più". Lo ha dichiarato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ai microfoni di Sky. "Commissariamento Figc? Siamo tutti commissariati, vuol dire che non funziona nulla in Italia. Carraro commissario? E' già stato presidente Figc, uomo di grande esperienza, ma non spetta a me dare giudizi, tuttavia penso potrebbe fare bene".
CAIRO: "DIMISSIONI OPPORTUNE" - "Tavecchio? Credo che queste dimissioni siano opportune, perché, quando accade qualcosa di grave, di epocale, perché l'Italia è sempre andata ai Mondiali per 60 anni, credo sia giusto sia cambiato il ct ma anche il presidente della Federazione. Perché in questo momento il movimento calcio ha bisogno di una riflessione, di ripensamento, di rinnovamento radicali". Lo ha detto il presidente del Torino, Urbano Cairo, a margine della presentazione a Milano del numero speciale di 'Bell'Italia', mensile di Cairo Editore, dal titolo 'L'Italia del gusto'. "Sono stati fatti - ha aggiunto - errori in passato. Bisogna pensare se l'Italia sia organizzata nel modo giusto oppure no ed è quindi giusto che ci siano una riflessione generale e un cambiamento generale di chi era la guida della Federcalcio, pur avendo fatto Tavecchio negli anni passati buone cose. Questo però non significa che, quando accade qualcosa di grave, non vi debba essere un ripensamento generale e una riflessione generale su quello che deve essere il calcio italiano", ha concluso Cairo.
"Bastava che Tavecchio si ricordasse che lui un anno prima aveva firmato il nuovo statuto dei procuratori che prevedeva che il parente di un procuratore non potesse lavorare con la Federazione. Bastava che dicesse questo e tutto sarebbe finito. Non disse niente, sono stato dt in pectore, ho anche firmato un pre-contratto e poi un giorno prima mi dissero che non si poteva fare più nulla".
"Se Malagò mi chiedesse un aiuto? Io ho un contratto con la Federazione cinese fino al 2019 e in questi giorni mi hanno proposto un prolungamento fino al 2022 che probabilmente farò. Se mi chiamasse Ancelotti per un consiglio? Mi sembra abbastanza scontato, credo che adesso quello del ct sia ultimo dei problemi, c'è da riorganizzare una federazione che si occupi di calcio. Ancelotti ha tanta esperienza mondiale che ha meno bisogno di consigli di altri ma in federazione c'è bisogno di gente di calcio", ha proseguito Lippi che sulla mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale ha aggiunto: "ho seguito la partita e sono rimasto molto dispiaciuto come tutti gli italiani nel vedere grandi campioni come Buffon, Chiellini, De Rossi, Barzagli uscire in maniera così brutta".
MONTELLA - "Prima di accettare la panchina del Milan, Vincenzo Montella fu tra gli allenatori presi in considerazione per il posto di ct della Nazionale, come ha confermato lo stesso allenatore rossonero. "Avevo parlato con Marcello Lippi, c'era stato uno scambio di pensieri a fine campionato 2015/16, nulla di più", ha raccontato a Milan Tv Montella.
DE LAURENTIIS: "SIAMO TUTTI COMMISSARIATI" - "Avevo chiesto le dimissioni di tutti perché mi sembrava problematico non tanto il fatto che l'Italia non si fosse qualificata ai Mondiali, cosa che mi dispiace moltissimo, quanto che c'è da capire che se la serie A è la Confindustria del calcio, forse la Figc va bene per la serie B, la serie C, ma non va bene per la massima serie. Secondo me dovrebbe essere relazionabile direttamente con Eca e Uefa, altrimenti facciamo un passaggio in più". Lo ha dichiarato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ai microfoni di Sky. "Commissariamento Figc? Siamo tutti commissariati, vuol dire che non funziona nulla in Italia. Carraro commissario? E' già stato presidente Figc, uomo di grande esperienza, ma non spetta a me dare giudizi, tuttavia penso potrebbe fare bene".
CAIRO: "DIMISSIONI OPPORTUNE" - "Tavecchio? Credo che queste dimissioni siano opportune, perché, quando accade qualcosa di grave, di epocale, perché l'Italia è sempre andata ai Mondiali per 60 anni, credo sia giusto sia cambiato il ct ma anche il presidente della Federazione. Perché in questo momento il movimento calcio ha bisogno di una riflessione, di ripensamento, di rinnovamento radicali". Lo ha detto il presidente del Torino, Urbano Cairo, a margine della presentazione a Milano del numero speciale di 'Bell'Italia', mensile di Cairo Editore, dal titolo 'L'Italia del gusto'. "Sono stati fatti - ha aggiunto - errori in passato. Bisogna pensare se l'Italia sia organizzata nel modo giusto oppure no ed è quindi giusto che ci siano una riflessione generale e un cambiamento generale di chi era la guida della Federcalcio, pur avendo fatto Tavecchio negli anni passati buone cose. Questo però non significa che, quando accade qualcosa di grave, non vi debba essere un ripensamento generale e una riflessione generale su quello che deve essere il calcio italiano", ha concluso Cairo.