Nazionale, Ventura non perdona Pellè: "Comportamento inaccettabile"
dal nostro inviato FRANCESCO SAVERIO INTORCIA
Il ct, alla vigilia del match in Macedonia, torna sull'esclusione dell'attaccante: "Mancanza di rispetto non solo nei miei confronti, ma anche nei confronti del gruppo e della maglia"
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SKOPJE -Gian Piero Ventura, si torna in campo dopo l'esclusione disciplinare di Pellè, cosa può dire ancora sul tema?
"E' stata una mancanza di rispetto, non tanto nei miei confronti, che lascia il tempo che trova, quanto del compagno che entrava, della squadra, della maglia azzurra. Un gesto che ha annacquato l'immagine che il gruppo si è costruito nel tempo, non con le parole ma con il lavoro e il sacrificio. Tutto questo non era accettabile. Niente di personale, come credo che neanche il giocatore avesse qualcosa di personale nei miei confronti, visto che ci conosciamo da pochissimo e aveva sempre giocato. E' un problema di quello che siamo e che vogliamo essere".
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Sacchi sulla Gazzetta ha accusato il suo gioco definendo imbarazzanti i primi 70 minuti contro la Spagna.
"Io stesso prima di lui a fine partita ho detto che tornassi indietro cambierei qualcosa. Sotto l'aspetto del possesso è fuori di dubbio che in quello che dice c'è un fondo di verità, ma è altrettanto vero che Buffon ha avuto una o due situazioni contro in novanta minuti e se l'arbitro avesse tirato fuori due cartellini rossi, inequivocabili, il risultato poteva cambiare. Sull'1-1 se c'è una squadra che poteva vincere è l'Italia. Il commento di Sacchi va rispettato a prescindere, ma va visto il discorso della partita intera. Mi sembra che nel suo articolo ci siano sette e otto premesse, per spiegare le difficoltà che abbiamo avuto". Il centrocampo di domani sarà in mano a Verratti?
"Se non succede niente stanotte sì. Dopo la partita in Israele ho detto che Verratti è un capitale importante, uno dei giovani più importanti in assoluto su cui costruire questa Nazionale. Non ha giocato contro la Spagna per dei problemi e per delle necessità di gestione. Sono contento di aver fatto questa scelta, vuoi perché De Rossi è stato un giocatore importantissimo, vuoi perché ha permesso a Verratti di recuperare dai piccoli problemi che aveva". Verratti e De Rossi sono in antitesi?
"Per caratteristiche ricoprono lo stesso ruolo, in cui si esprimono meglio. Poi De Rossi può stare nel centrocampo a due, come Verratti, nel calcio mai dire mai". Che partita sarà domani?
"Sono contento che si parli della Macedonia, sembra che non dobbiamo giocare... Io non penso alla Spagna e all'anno prossimo, penso a domani, una partita difficile che se non interpretiamo bene rischia di complicarsi. La Macedonia ha perso due partite ma una dopo l'interruzione per la pioggia e l'altra sbagliando un rigore al novantesimo". Domani giocheranno fra gli azzurri molti atleti nati negli anni Novanta.
"È la logica conseguenza di un filo di programmazione. Quando abbiamo iniziato due mesi fa mi chiedevano di lanciare i giovani, poi quando ne metto uno come Romagnoli mi dicono che è un rischio enorme. Le cose vanno fatte gradatamente, c'è un'infinità di giovani interessanti che attraverso il lavoro possono rivelarsi estremamente importanti per l'azzurro. Un gruppo fa già parte della Nazionale e della partita di domani, altri entreranno, ma non è un lavoro che si può fare in tre giorni. Chi fa calcio sa che è impossibile. La priorità è il risultato in questo momento, ma c'è la volontà, la consapevolezza e la sostanza per fare qualcosa di importante". Vedremo un'Italia più coraggiosa?
"L'obiettivo non è di avere una Nazionale più coraggiosa domani, ma una Nazionale che cresca sotto tutti gli aspetti, non solo questo, partita dopo partita. In Israele abbiamo vinto 3-1 in dieci, se non fossimo stati coraggiosi non sarebbe successo. Purtroppo o per fortuna abbiamo negli occhi quell'ora di sofferenza contro la Spagna, è evidente che quella non può essere l'Italia".