FIRENZE - I gioielli dell'Atalanta irrompono in azzurro, con vista Mondiale. Nello stage in corso a Coverciano Caldara e Conti, più dei loro compagni Petagna e Gollini, rappresentano l'avamposto della squadra rivelazione del campionato. Spinazzola è pronto a raggiungerli: Ventura lo ha già inserito nella rosa della Nazionale A. I ragazzi di Gasperini, col quarto posto alle spalle dell'inarrivabile trio Juventus-Roma-Napoli, hanno scritto la pagina più sorprendente della serie A. E adesso, con lo stage propedeutico all'amichevole della Sperimentale contro San Marino, cominciano la loro lunga sfida per conquistarsi un posto nella Nazionale maggiore. La loro speranza, nemmeno tanto nascosta, è di essere tra i 23 del Mondiale di Russia. Prima, però, vogliono vincere l'Europeo con l'Under 21 di Di Biagio. L'Atalanta è il trampolino, l'approdo naturale è una grande squadra. Una tra Juve, Inter, Napoli e Milan per Conti, il terzino goleador (8 reti) che scalda il mercato. La Juventus per Caldara, che è uno dei precettati fino al 5 giugno dello stage per la Nazionale maggiore in caso di defezioni dei titolari (con Gagliardini, Ceccherini e Pellegrini, mentre Scuffet e D'Ambrosio, chiamato in anticipo al posto del romanista Emerson Palmieri infortunato al ginocchio, sono già sicuri di restare). Le partite della Nazionale A (con l'Uruguay a Nizza il 7 giugno e con il Liechtenstein a Udine l'11) sono una vetrina possibile, ma non certa. Quella sicura è appunto l'amichevole con San Marino.
Caldara non ha ansie supplementari di mercato: sa già che giocherà anche la prossima stagione nell'Atalanta: "E' già tutto pattuito. Ho già un contratto con la Juve, il mio destino è di fare un altro anno a Bergamo per arrivare più pronto alla Juve. Devo migliorarmi per provare l'avventura, sarà un'occasione imperdibile da sfruttare. La Nazionale maggiore sta a noi meritarla. Il Mondiale è lontano. Viviamo alla giornata ed è importante partecipare allo stage a livello tattico: capiamo che cosa vuole da noi Ventura e non partiamo da zero, in caso di chiamata. L'Atalanta ha fatto qualcosa di unico, ma Gasperini ci ha spinto ogni giorno a dare qualcosa in più. Abbiamo dimostrato che un gruppo di giovani italiani, anche se all'inizio non era quotato, con lo spirito di sacrificio può ottenere grandi risultati. Restare dopo lo stage, ad allenarmi con grandi giocatori, sarà bellissimo: certe cose aumentano la tua autostima".
Conti non nasconde i tormenti di mercato, per piacevoli che siano: "Mi piacerebbe restare all'Atalanta. E' una famiglia, da 15 anni sono cresciuto a Bergamo e lì mi sento a casa. Dall'altro lato il sogno di ogni bambino è misurarsi in una grande squadra. Ma non voglio pensare ad altro, fino a luglio, se non allo stage e all'Europeo con l'Under 21. Fino ad allora il mercato non mi dovrà riguardare. Mi fa piacere che si parli di me, ma ne parleremo quando saranno finiti gli impegni azzurri. I gol che ho segnato sono anche il frutto del modulo dell'Atalanta: valorizza le mie caratteristiche di spinta e di corsa, mi sono trovato spesso nell'area avversaria. In una difesa a 4 non so se riuscirò ancora ad arrivare a 8 gol.
Facciamo un passo alla volta, lo stage è una chiamata che fa piacere, anche in ottica Nazionale maggiore. Ma ora fare bene con l'Under 21 è il mio obiettivo primario. Il prossimo potrebbe essere la Nazionale A. Qui ci conosciamo tutti, siamo più o meno coetanei: se ci penso, non so dire come mi comporterei, di fronte a monumenti come Buffon, De Rossi e Bonucci. Io non so se potrà mai ripetersi per l'Atalanta una stagione straordinaria come questa, però ha una società solida e un grande allenatore: può ambire a restare in alto. Oltre a noi la sorpresa più bella è stata il Crotone: sono convinto che si sarebbe salvato ben prima, se all'inizio non avesse dovuto giocare in campo neutro a Pescara".
Caldara non ha ansie supplementari di mercato: sa già che giocherà anche la prossima stagione nell'Atalanta: "E' già tutto pattuito. Ho già un contratto con la Juve, il mio destino è di fare un altro anno a Bergamo per arrivare più pronto alla Juve. Devo migliorarmi per provare l'avventura, sarà un'occasione imperdibile da sfruttare. La Nazionale maggiore sta a noi meritarla. Il Mondiale è lontano. Viviamo alla giornata ed è importante partecipare allo stage a livello tattico: capiamo che cosa vuole da noi Ventura e non partiamo da zero, in caso di chiamata. L'Atalanta ha fatto qualcosa di unico, ma Gasperini ci ha spinto ogni giorno a dare qualcosa in più. Abbiamo dimostrato che un gruppo di giovani italiani, anche se all'inizio non era quotato, con lo spirito di sacrificio può ottenere grandi risultati. Restare dopo lo stage, ad allenarmi con grandi giocatori, sarà bellissimo: certe cose aumentano la tua autostima".
Conti non nasconde i tormenti di mercato, per piacevoli che siano: "Mi piacerebbe restare all'Atalanta. E' una famiglia, da 15 anni sono cresciuto a Bergamo e lì mi sento a casa. Dall'altro lato il sogno di ogni bambino è misurarsi in una grande squadra. Ma non voglio pensare ad altro, fino a luglio, se non allo stage e all'Europeo con l'Under 21. Fino ad allora il mercato non mi dovrà riguardare. Mi fa piacere che si parli di me, ma ne parleremo quando saranno finiti gli impegni azzurri. I gol che ho segnato sono anche il frutto del modulo dell'Atalanta: valorizza le mie caratteristiche di spinta e di corsa, mi sono trovato spesso nell'area avversaria. In una difesa a 4 non so se riuscirò ancora ad arrivare a 8 gol.
Facciamo un passo alla volta, lo stage è una chiamata che fa piacere, anche in ottica Nazionale maggiore. Ma ora fare bene con l'Under 21 è il mio obiettivo primario. Il prossimo potrebbe essere la Nazionale A. Qui ci conosciamo tutti, siamo più o meno coetanei: se ci penso, non so dire come mi comporterei, di fronte a monumenti come Buffon, De Rossi e Bonucci. Io non so se potrà mai ripetersi per l'Atalanta una stagione straordinaria come questa, però ha una società solida e un grande allenatore: può ambire a restare in alto. Oltre a noi la sorpresa più bella è stata il Crotone: sono convinto che si sarebbe salvato ben prima, se all'inizio non avesse dovuto giocare in campo neutro a Pescara".