Nazionale, Florenzi: ''Essere al Mondiale è troppo importante''. Buffon: "Spero sia come nel '97"
di ENRICO CURRO'Il giocatore della Roma ritrova l'azzurro dopo 13 mesi e lo fa nel momento più delicato, il doppio spareggio con la Svezia per arrivare in Russia: ''Sappiamo cosa fare, l'Italia nei momenti di difficoltà tira fuori il meglio''. Buffon: "Spero che questo spareggio finisca come quello per andare in Francia: il destino è nelle nostre mani"
FIRENZE - "Ci ho pensato tanto, in questi mesi. Pensavo al ritorno a Coverciano. Ma pensavo prima a tornare bene in campo con la Roma e questo, per fortuna, è successo". Florenzi torna dopo 13 mesi in Nazionale, recuperato dal lungo infortunio e addirittura da capitano della Roma, proprio a Firenze domenica. E' il jolly azzurro, il calciatore più eclettico in grado di giocare in più ruoli tra centrocampo, attacco e difesa. Un'arma ritrovata per Ventura a Solna e a Milano, nelle due partite contro la Svezia dello spareggio per andare al Mondiale.
Florenzi, sarà l'Italia più esperta dell'era Ventura per media d'età: è la ricetta giusta?
"Ci vorranno fame, cattiveria e appunto esperienza. Io sono una via di mezzo: sono qui da tanto, anche se non come i senatori della squadra. Esperto lo sono. La cosa principale è che il Mondiale deve essere un punto fisso nella nostra mente".
Si parla di un…
Florenzi, sarà l'Italia più esperta dell'era Ventura per media d'età: è la ricetta giusta?
"Ci vorranno fame, cattiveria e appunto esperienza. Io sono una via di mezzo: sono qui da tanto, anche se non come i senatori della squadra. Esperto lo sono. La cosa principale è che il Mondiale deve essere un punto fisso nella nostra mente".
Si parla di un…
FIRENZE - "Ci ho pensato tanto, in questi mesi. Pensavo al ritorno a Coverciano. Ma pensavo prima a tornare bene in campo con la Roma e questo, per fortuna, è successo". Florenzi torna dopo 13 mesi in Nazionale, recuperato dal lungo infortunio e addirittura da capitano della Roma, proprio a Firenze domenica. E' il jolly azzurro, il calciatore più eclettico in grado di giocare in più ruoli tra centrocampo, attacco e difesa. Un'arma ritrovata per Ventura a Solna e a Milano, nelle due partite contro la Svezia dello spareggio per andare al Mondiale.
Florenzi, sarà l'Italia più esperta dell'era Ventura per media d'età: è la ricetta giusta?
"Ci vorranno fame, cattiveria e appunto esperienza. Io sono una via di mezzo: sono qui da tanto, anche se non come i senatori della squadra. Esperto lo sono. La cosa principale è che il Mondiale deve essere un punto fisso nella nostra mente".
Si parla di un'Italia contiana nel modulo, col ritorno al 3-5-2 dell'Europeo.
"Non lo so, lo vedremo nei prossimi giorni. Ma conta poco il modulo, sarà importante come affronteremo caratterialmente la partita. Non è il sistema, in questo caso, l'aspetto fondamentale".
Avete dedicato molto tempo al video sugli avversari: la Svezia è una squadra molto fisica, vi sentite pronti sotto questo aspetto?
"Non possiamo non esserlo, è troppo importante questa partita e la stiamo studiando. Loro sono una squadra molto corta e fisica, noi dovremo sfruttare le nostre qualità, che sono tante".
Ventura ha detto che la Nazionale andrà al Mondiale, gli svedesi hanno risposto che per loro è benzina sul fuoco.
"Ognuno tira l'acqua al suo mulino. Noi siamo certi di fare una grande gara, abbiamo un grande gruppo e su quello sono basate tante delle nostre vittorie. L'Italia, nei momenti di difficoltà, tira fuori il meglio".
Che cosa si può portare in questa partita, dell'esperienza dell'Europeo in cui batteste la Svezia e lei giocò da esterno sinistro del centrocampo?
"Sì, giocai a sinistra. Facemmo una grande gara sotto tanti punti di vista".
Arrivare qui da capitano è un'ulteriore spinta?
"Sono carico e nella forma giusta. Spero che il mister mi sfrutti: se ne avrà bisogno, io ci sono".
Quando perde la Svezia senza Ibrahimovic?
"Fa meno paura, perché è uno dei migliori al mondo. Noi abbiamo i difensori più forti del mondo e non dobbiamo avere paura di nessuno".
Se per i senatori questa è l'ultima possibilità di giocare un Mondiale, che cosa significa questo play-off per chi il Mondiale non l'ha mai giocato?
"Ognuno di noi sogna di giocare un Mondiale, nella propria vita. Io non ci sono riuscito nel 2014: voglio morire sul campo per riuscirci adesso".
La Svezia è pericolosa soltanto per la fisicità?
"No, ha anche molte qualità tecniche. E' una nazionale con giocatori di livello internazionale, che vogliono andare in Russia e hanno eliminato una squadra di vertice come l'Olanda".
E' l'Italia più anziana da quando Ventura fa il ct: la ritrova diversa o più in difficoltà rispetto a quando l'ha lasciata, per via della batosta in Spagna?
"In difficoltà non credo. Io ho trovato un'Italia affiatata come quella con la Spagna all'andata. Vogliamo dare il 150 per cento per andare al Mondiale".
Pirlo, un simbolo azzurro, ha detto addio al calcio proprio alla vigilia di questo play-off.
"Con Andrea ho giocato poco in Nazionale, ci ho giocato di più contro. Per lui parla il campo, io posso solo accodarmi agli altri e ripetere che ha fatto la storia, qui e nel suo ruolo".
De Rossi lo supererà per numero di presenze: 117 a 116.
"Per Daniele sarà un giorno importante, tutti sanno che persona sia anche fuori dal campo. Ne approfitto per fare gli auguri a un altro grandissimo della Nazionale: Gigi Riva, che compie 73 anni".
Florenzi, l'altro ritorno, oltre al suo, è quello di Zaza, che può cancellare il ricordo del rigore dell'Europeo con la Germania.
"E' stato bello rivedersi, Simone è stato sicuramente importante per la Nazionale all'Europeo. C'è stato troppo accanimento nei suoi confronti. Avreste dovuto vederlo in allenamento: metteva tutti i rigori sotto il sette. E' stata una casualità, quella dell'errore. E' motivato e ci darà una grande mano".
BUFFON: LO SPAREGGIO? SPERO FINISCA COME NEL ’97… - Chi un’esperienza di spareggio la ha già, e pure positiva, è Gigi Buffon che s’affida anche a un pizzico di scaramanzia: “Sicuramente ne avrei fatto a meno perchè lo spareggio è sempre un rischio, è inevitabile, però il caso è simpatico, ho iniziato con uno spareggio (nel ’97 contro la Russia per andare a Francia ’98, ndr)... L'importante è che il risultato finale non cambi rispetto a quello di 20 anni fa”. Il portierone azzurro detiene il record di presenze ed è sempre il pilastro di un'Italia che deve conquistare ancora il pass iridato. “Sicuramente un pò mi manca la spensieratezza e la spavalderia tipica di chi è giovane e di chi deve ancora prendere piccole bacchettate sulle dita - spiega Buffon -. È inevitabile che più vivi e sbagli con quell'esuberanza e più impari, cresci, maturi, capisci che devi contare fino a 10 prima di parlare o di fare una certa cosa, di conseguenza anche il Buffon portiere è cambiato, è un pò più riflessivo rispetto a quell'epoca, mi auguro che possa essere anche un portiere migliore per certi aspetti, perchè il bagaglio di esperienze che ho fatto mio in questo lungo periodo spero possa servire per essere messo a disposizione della squadra”.
IL DESTINO PASSA PER LE NOSTRE MANI - L’Italia, dopo l’1-0 targato Eder a Euro 2016, ha la possibilità di prendersi un'altra rivincita con la Svezia dopo il famoso “biscotto” (il 2-2 con la Danimarca) che nel 2004 eliminò gli azzurri dagli Europei del Portogallo. “Se ti ritieni una squadra o un giocatore forte sai che il destino passa dalle tue mani e non devi aspettare gli altri”, sottolinea Buffon. “Dico sempre che con queste squadre se giochi da 6 probabilmente perdi, da 6.5 pareggi, da 7 in su vinci, quindi per fare tua la gara devi fare una bella partita anche individualmente”, aggiunge il n. 1 della Juve che conclude rivolgendo un pensiero a un compagno di mille battaglie, Andrea Pirlo, che domenica scorsa ha giocato l'ultima gara della sua straordinaria carriera. “Deve essere orgoglioso e felice per quello che ha fatto, ora comincia un altro percorso di vita”.
Florenzi, sarà l'Italia più esperta dell'era Ventura per media d'età: è la ricetta giusta?
"Ci vorranno fame, cattiveria e appunto esperienza. Io sono una via di mezzo: sono qui da tanto, anche se non come i senatori della squadra. Esperto lo sono. La cosa principale è che il Mondiale deve essere un punto fisso nella nostra mente".
Si parla di un'Italia contiana nel modulo, col ritorno al 3-5-2 dell'Europeo.
"Non lo so, lo vedremo nei prossimi giorni. Ma conta poco il modulo, sarà importante come affronteremo caratterialmente la partita. Non è il sistema, in questo caso, l'aspetto fondamentale".
Avete dedicato molto tempo al video sugli avversari: la Svezia è una squadra molto fisica, vi sentite pronti sotto questo aspetto?
"Non possiamo non esserlo, è troppo importante questa partita e la stiamo studiando. Loro sono una squadra molto corta e fisica, noi dovremo sfruttare le nostre qualità, che sono tante".
Ventura ha detto che la Nazionale andrà al Mondiale, gli svedesi hanno risposto che per loro è benzina sul fuoco.
"Ognuno tira l'acqua al suo mulino. Noi siamo certi di fare una grande gara, abbiamo un grande gruppo e su quello sono basate tante delle nostre vittorie. L'Italia, nei momenti di difficoltà, tira fuori il meglio".
Che cosa si può portare in questa partita, dell'esperienza dell'Europeo in cui batteste la Svezia e lei giocò da esterno sinistro del centrocampo?
"Sì, giocai a sinistra. Facemmo una grande gara sotto tanti punti di vista".
Arrivare qui da capitano è un'ulteriore spinta?
"Sono carico e nella forma giusta. Spero che il mister mi sfrutti: se ne avrà bisogno, io ci sono".
Quando perde la Svezia senza Ibrahimovic?
"Fa meno paura, perché è uno dei migliori al mondo. Noi abbiamo i difensori più forti del mondo e non dobbiamo avere paura di nessuno".
Se per i senatori questa è l'ultima possibilità di giocare un Mondiale, che cosa significa questo play-off per chi il Mondiale non l'ha mai giocato?
"Ognuno di noi sogna di giocare un Mondiale, nella propria vita. Io non ci sono riuscito nel 2014: voglio morire sul campo per riuscirci adesso".
La Svezia è pericolosa soltanto per la fisicità?
"No, ha anche molte qualità tecniche. E' una nazionale con giocatori di livello internazionale, che vogliono andare in Russia e hanno eliminato una squadra di vertice come l'Olanda".
E' l'Italia più anziana da quando Ventura fa il ct: la ritrova diversa o più in difficoltà rispetto a quando l'ha lasciata, per via della batosta in Spagna?
"In difficoltà non credo. Io ho trovato un'Italia affiatata come quella con la Spagna all'andata. Vogliamo dare il 150 per cento per andare al Mondiale".
Pirlo, un simbolo azzurro, ha detto addio al calcio proprio alla vigilia di questo play-off.
"Con Andrea ho giocato poco in Nazionale, ci ho giocato di più contro. Per lui parla il campo, io posso solo accodarmi agli altri e ripetere che ha fatto la storia, qui e nel suo ruolo".
De Rossi lo supererà per numero di presenze: 117 a 116.
"Per Daniele sarà un giorno importante, tutti sanno che persona sia anche fuori dal campo. Ne approfitto per fare gli auguri a un altro grandissimo della Nazionale: Gigi Riva, che compie 73 anni".
Florenzi, l'altro ritorno, oltre al suo, è quello di Zaza, che può cancellare il ricordo del rigore dell'Europeo con la Germania.
"E' stato bello rivedersi, Simone è stato sicuramente importante per la Nazionale all'Europeo. C'è stato troppo accanimento nei suoi confronti. Avreste dovuto vederlo in allenamento: metteva tutti i rigori sotto il sette. E' stata una casualità, quella dell'errore. E' motivato e ci darà una grande mano".
BUFFON: LO SPAREGGIO? SPERO FINISCA COME NEL ’97… - Chi un’esperienza di spareggio la ha già, e pure positiva, è Gigi Buffon che s’affida anche a un pizzico di scaramanzia: “Sicuramente ne avrei fatto a meno perchè lo spareggio è sempre un rischio, è inevitabile, però il caso è simpatico, ho iniziato con uno spareggio (nel ’97 contro la Russia per andare a Francia ’98, ndr)... L'importante è che il risultato finale non cambi rispetto a quello di 20 anni fa”. Il portierone azzurro detiene il record di presenze ed è sempre il pilastro di un'Italia che deve conquistare ancora il pass iridato. “Sicuramente un pò mi manca la spensieratezza e la spavalderia tipica di chi è giovane e di chi deve ancora prendere piccole bacchettate sulle dita - spiega Buffon -. È inevitabile che più vivi e sbagli con quell'esuberanza e più impari, cresci, maturi, capisci che devi contare fino a 10 prima di parlare o di fare una certa cosa, di conseguenza anche il Buffon portiere è cambiato, è un pò più riflessivo rispetto a quell'epoca, mi auguro che possa essere anche un portiere migliore per certi aspetti, perchè il bagaglio di esperienze che ho fatto mio in questo lungo periodo spero possa servire per essere messo a disposizione della squadra”.
IL DESTINO PASSA PER LE NOSTRE MANI - L’Italia, dopo l’1-0 targato Eder a Euro 2016, ha la possibilità di prendersi un'altra rivincita con la Svezia dopo il famoso “biscotto” (il 2-2 con la Danimarca) che nel 2004 eliminò gli azzurri dagli Europei del Portogallo. “Se ti ritieni una squadra o un giocatore forte sai che il destino passa dalle tue mani e non devi aspettare gli altri”, sottolinea Buffon. “Dico sempre che con queste squadre se giochi da 6 probabilmente perdi, da 6.5 pareggi, da 7 in su vinci, quindi per fare tua la gara devi fare una bella partita anche individualmente”, aggiunge il n. 1 della Juve che conclude rivolgendo un pensiero a un compagno di mille battaglie, Andrea Pirlo, che domenica scorsa ha giocato l'ultima gara della sua straordinaria carriera. “Deve essere orgoglioso e felice per quello che ha fatto, ora comincia un altro percorso di vita”.