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Nazionale, Belotti: "Uniti per superare un senso di precarietà"

(agf)
Il centravanti ancora pensa alla disfatta con la Svezia ("Difficile uscirne") ma guarda avanti: "Adesso penso a martedì contro l'Inghilterra a Wembley.Sappiamo tutti che stadio sia, e sarà emozionante giocare in un impianto così bello, teatro di tante finali"
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LONDRA - Tra passato, presente e futuro. Andrea Belotti analizza il suo momento personale e quello della Nazionale a due giorni dalla gra con l'Inghilterra. "Quella patita contro la Svezia è stata una delusione che abbiamo provato tutti. Ora cerchiamo di superarla rimanendo compatti e lavorando. Solo così si può uscirne. Ventura? Non l'ho più sentito", dichiara ai microfoni della 'Domenica Sportiva'. "Dopo il 13 novembre noi che c'eravamo ci siamo sentiti - dice ancora 'il Gallo' - e cerchiamo appunto di ripartire. Intorno alla nazionale c'è un senso di precarietà, lo sentiamo, e per questo cerchiamo di rimanere uniti per ripartire. Del resto lo sapevamo, perché in questi giorni abbiamo affrontato o stiamo per farlo Argentina e Inghilterra, che sono due delle squadre più forti e lottano per vincere il Mondiale".

"Sicuramente noi, come abbiamo cercato di fare venerdì scorso, vogliamo dimostrare che l'Italia è una grande nazionale. Ma solo con il tempo e con il lavoro possiamo farlo vedere sul campo. Per quanto mi riguarda, in questa stagione ho avuto due infortuni che mi hanno condizionato il mio rendimento però adesso mi sento bene, e ci sono ancora tante partite. Adesso penso a quello di martedì a Wembley: sappiamo tutti che stadio sia, e sarà emozionante giocare in un impianto così bello, teatro di tante finali".

Si può definire Belotti un centravanti 'all'inglese'? "Io sono italiano  comunque me lo dicono. Personalmente, credo che l'attaccante oltre a far gol deve aiutare la squadra perché fare la fase offensiva e difendere tutti assieme. Credo che il mio atteggiamento faccia capire alla gente quanto io ci tengo a giocare questa partite e a vincere. Per me questa è un'occasione d'oro? Può esserlo per me e per altri giocatori: avremo gli occhi di tutti addosso e cercherò di dare il massimo".

Belotti vuole andare in una grande squadra che fa le coppe? "Sono idee che escono sempre fuori - risponde - ma bisogna valutare bene, a 360 gradi, quale sia la cosa giusta per me. Non basta andare in una grande squadra se poi vai in panchina. Quindi la condizione è andare in una grande per fare il titolare? certo". Di nuovo sulla Nazionale. "Stiamo cercando di ripartire - dice - e Di Biagio è una settimana che è con noi. Non conosce tutti i giocatori ed è normale che gli ci voglia tempo. Da parte nostra ci vuole lavoro e e voglia di migliorarsi giorno dopo giorno, in allenamento. Dobbiamo rimanere concentrati su quello che stiamo facendo adesso, e su martedì' e una partita da onorare nel migliore dei modi". Belotti è pronto per essere leader del gruppo azzurro? "Cerchiamo tutti di prendere esempio da Buffon, che è il nostro leader assoluto. Io sono in nazionale da due anni, e sento il dovere di aiutare i ragazzi che arrivano adesso in azzurro. Cosa dico a chi vorrebbe un'Italia vincente? Abbiate fiducia in noi e in ciò che stiamo facendo. Sappiamo tutti quale sia la forza del calcio italiano".
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