LONDRA - Leonardo Bonucci, prenderà lei il ruolo di leader di Buffon? E in cosa Donnarumma potrà sostituire Gigi?
"Penso che in questo momento Donnarumma debba pensare a crescere, anziché a ricoprire il ruolo che sarà lasciato vacante da Buffon se finirà la carriera. Lasciamolo tranquillo, ha ampi margini di miglioramento, ha 19 anni, l'esperienza lo porterà a essere uno dei più forti al mondo e un uomo in grado di prendersi le sue responsabilità in futuro. Per quanto riguarda la mia parte di leadership cerco di fare quello che posso per mettermi a disposizione dei ragazzi ed essere d'aiuto".
Pellegrini ha detto: ci siamo stancati di veder vincere gli altri. Cosa dirà lei alla squadra prima del via?
"Lorenzo mi ha fatto sorridere, ha 22 anni, serve quest'entusiasmo. Però poi dobbiamo essere anche attaccati alla realtà, in questo momento l'Italia è in un periodo di profondo cambiamento, tornare a vincere subito è difficile. A Wembley incontriamo una nazionale che ha saputo rifondarsi, con giovani di grande talento che hanno grandissima esperienza internazionale, noi dobbiamo usare queste amichevoli per far crescere appunto a livello internazionale i ragazzi, perché nei loro club non è possibile. E poi, tolte due o tre avversarie, le partite di A non sono paragonabili alla Premier. Però abbiamo la possibilità di mettere in difficoltà gli inglesi".
Qual è la differenza per i difensori nelle richieste di Di Biagio, Allegri e Gattuso?
"Quello che ci viene chiesto dal ct ma anche da tutti gli allenatori che ho avuto è cominciare a giocare dal basso, prendersi qualche rischio e qualche responsabilità in più per poter far male agli avversari. Il ct ci crede tantissimo, una mezza occasione avuta con l'Argentina è nata da una rimessa dal fondo di Buffon: sono delle idee importanti in cui credere, da portare avanti partita dopo partita".
Quanto tempo serve per spalare le macerie?
"Arrivi in un momento in cui il passato va messo da parte, inutile pensare a quello che c'era e a quello che non abbiamo raggiunto. Abbiamo una Nazionale profondamente ringiovanita, priva di esperienza internazionale. Ripeto: queste amichevoli servono ai giovani per crescere nella gestione delle partite e guadagnare l'esperienza che ti fa affrontare e leggere determinati momenti della gara. Secondo me non sarà così veloce questo processo, dobbiamo e dovete mettervi in testa che l'Italia riparte da zero e serve pazienza. Mi auguro che questi giovani possono riportare la Nazionale a splendere come sei anni fa".
Si emozionerà per la prima volta a Wembley o per il ritorno allo Stadium?
"Risposta scontata, dopo sette anni passati alla Juventus dove ho vinto tanto, non è paragonabile a nessun'altra partita che io abbia già giocato o giocherò. I sette anni in bianconero non li dimenticherò, mi hanno permesso di diventare quello che sono oggi, poi le strade si sono divise, ma sono contento di rivedere persone a cui ho voluto bene e che mi hanno voluto bene, con cui ho sofferto e gioito insieme. Sarà una partita molto intensa a livello emotivo".
Su quale stile di gioco deve puntare la Nazionale?
"La nostra tendenza e la nostra storia parla di grandi Nazionali che hanno vinto con una ferrea fase difensiva, quello è un dato di fatto. Detto questo, i tempi cambiano, tutto quello che uno costruisce lo crea in base a cosa ha a disposizione. Adesso abbiamo giovani talentuosi come esterni, è difficile chiedere una fase difensiva attenta e appesantirli in fase offensiva. Questo progetto è cominciato con le direttive di Di Biagio che ha lasciato facoltà agli esterni di giocare nell'uno contro uno applicando però un'idea precisa in fase difensiva. Non c'è una linea tracciata, ci sarà da avere pazienza e attenerci a quello che chiederà l'attuale ct o, se cambierà, il futuro ct".
"Penso che in questo momento Donnarumma debba pensare a crescere, anziché a ricoprire il ruolo che sarà lasciato vacante da Buffon se finirà la carriera. Lasciamolo tranquillo, ha ampi margini di miglioramento, ha 19 anni, l'esperienza lo porterà a essere uno dei più forti al mondo e un uomo in grado di prendersi le sue responsabilità in futuro. Per quanto riguarda la mia parte di leadership cerco di fare quello che posso per mettermi a disposizione dei ragazzi ed essere d'aiuto".
Pellegrini ha detto: ci siamo stancati di veder vincere gli altri. Cosa dirà lei alla squadra prima del via?
"Lorenzo mi ha fatto sorridere, ha 22 anni, serve quest'entusiasmo. Però poi dobbiamo essere anche attaccati alla realtà, in questo momento l'Italia è in un periodo di profondo cambiamento, tornare a vincere subito è difficile. A Wembley incontriamo una nazionale che ha saputo rifondarsi, con giovani di grande talento che hanno grandissima esperienza internazionale, noi dobbiamo usare queste amichevoli per far crescere appunto a livello internazionale i ragazzi, perché nei loro club non è possibile. E poi, tolte due o tre avversarie, le partite di A non sono paragonabili alla Premier. Però abbiamo la possibilità di mettere in difficoltà gli inglesi".
Qual è la differenza per i difensori nelle richieste di Di Biagio, Allegri e Gattuso?
"Quello che ci viene chiesto dal ct ma anche da tutti gli allenatori che ho avuto è cominciare a giocare dal basso, prendersi qualche rischio e qualche responsabilità in più per poter far male agli avversari. Il ct ci crede tantissimo, una mezza occasione avuta con l'Argentina è nata da una rimessa dal fondo di Buffon: sono delle idee importanti in cui credere, da portare avanti partita dopo partita".
Quanto tempo serve per spalare le macerie?
"Arrivi in un momento in cui il passato va messo da parte, inutile pensare a quello che c'era e a quello che non abbiamo raggiunto. Abbiamo una Nazionale profondamente ringiovanita, priva di esperienza internazionale. Ripeto: queste amichevoli servono ai giovani per crescere nella gestione delle partite e guadagnare l'esperienza che ti fa affrontare e leggere determinati momenti della gara. Secondo me non sarà così veloce questo processo, dobbiamo e dovete mettervi in testa che l'Italia riparte da zero e serve pazienza. Mi auguro che questi giovani possono riportare la Nazionale a splendere come sei anni fa".
Si emozionerà per la prima volta a Wembley o per il ritorno allo Stadium?
"Risposta scontata, dopo sette anni passati alla Juventus dove ho vinto tanto, non è paragonabile a nessun'altra partita che io abbia già giocato o giocherò. I sette anni in bianconero non li dimenticherò, mi hanno permesso di diventare quello che sono oggi, poi le strade si sono divise, ma sono contento di rivedere persone a cui ho voluto bene e che mi hanno voluto bene, con cui ho sofferto e gioito insieme. Sarà una partita molto intensa a livello emotivo".
Su quale stile di gioco deve puntare la Nazionale?
"La nostra tendenza e la nostra storia parla di grandi Nazionali che hanno vinto con una ferrea fase difensiva, quello è un dato di fatto. Detto questo, i tempi cambiano, tutto quello che uno costruisce lo crea in base a cosa ha a disposizione. Adesso abbiamo giovani talentuosi come esterni, è difficile chiedere una fase difensiva attenta e appesantirli in fase offensiva. Questo progetto è cominciato con le direttive di Di Biagio che ha lasciato facoltà agli esterni di giocare nell'uno contro uno applicando però un'idea precisa in fase difensiva. Non c'è una linea tracciata, ci sarà da avere pazienza e attenerci a quello che chiederà l'attuale ct o, se cambierà, il futuro ct".