Nazionale, Mancini: "Retrocessione non è un dramma, obiettivo Europeo"
dal nostro inviato ENRICO CURRO'
Mancini con Chiellini in conferenza stampa (ansa)
Gli azzurri con la Polonia si giocano la permanenza in Nations League, ma il ct guarda oltre: "Se perdiamo non è che smettiamo di giocare. Continueremo e andremo all'Europeo". Intanto Immobile si sfoga sui social dopo le critiche degli ultimi giorni per lo scarso rendimento in azzurro
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CHORZOW -L'Italia rischia la retrocessione nella serie B della Nations League, se perde domani in casa della Polonia. Mancini, però, invita la critica a ridimensionare l'eventualità e a non drammatizzare: "Se anche succedesse, che cosa cambierebbe? Io penso che alla fine andrà bene. Ma non è che, se arriviamo terzi nel girone, poi non andiamo all'Europeo, che è il nostro vero obiettivo. Questa Nations League è stata fatta per evitare che le amichevoli vengano prese sotto gamba. Non è un dramma, è una partita di calcio. Ci sono grandi nazionali, come Inghilterra e Croazia, nella nostra stessa situazione. Se perdiamo, non è che la Nazionale smetta di giocare. Continuerà e andrà all'Europeo".
NESSUN BILANCIO - Il ct sdrammatizza anche la ricorrenza dei cinque mesi dal suo insediamento, con annesso primo bilancio per lui: sarebbe comunque troppo presto: "A parte il fatto che tre di questi cinque mesi sono stati di vacanza in mezzo, il percorso iniziato a maggio era per mettere insieme una squadra e portarla all'Europeo. Questo è l'obiettivo e il bilancio si potrò tracciare più avanti. Nella Nations League siamo in un gruppo in cui il Portogallo è il migliore e merita di essere in testa. Noi ci giochiamo il secondo posto con la Polonia: probabilmente, perché nel calcio non si sa mai". Questa partita sarà difficile, comunque, per ragioni tecniche e ambientali: "Ribadisco che il Portogallo è la squadra più attrezzata: sono i campioni d'Europa hanno qualcosa in più e giovedì scorso qui hanno meritato di battere la Polonia, che però rimane un'ottima squadra con giocatori di talento. Non sarà semplice, ma possiamo giocarcela bene. Non è vero che all'andata a Bologna meritasse più di noi. Il pareggio è stato giusto".
Nazionale senza goleador, ma Immobile mostra i suoi numeri
Con un post su Instagram senza testo, ma con un'infografica con i suoi numeri da centravanti, Ciro Immobile ha voluto rispondere a chi negli ultimi giorni lo ha messo in discussione imputandogli la scarsa efficacia quando gioca con l'Italia. L'attaccante della Lazio non riesce infatti a prendersi una maglia da titolare con la Nazionale e anche nella delicata sfida di Nations League contro la Polonia Mancini dovrebbe lasciarlo in panchina. Ecco allora spiegato il perché di questo post, uno sfogo social "senza parole" per mettere a tacere le critiche.
IL NUOVO PRESIDENTE - L'idea del primo piccolo bilancio nasce anche dal fatto che tra pochi giorni, il 22 ottobre, la Figc avrà un nuovo presidente, Gabriele Gravina, e che Mancini è stato nominato dalla Figc commissariata: "Queste sono cose normali. Io mi sono trovato bene con la Figc che mi ha nominato e credo che mi troverò bene anche col nuovo presidente. Ripeto, il mio compito di ct è di ricostruire la squadra. Quando riusciremo a trovare il gruppo che può secondo noi fare cose ottime per il futuro, non avremo problemi a mettere insieme una squadra".
IMMOBILE O NO - Mancini scherza sull'incrocio con Szczesny: da calciatore affrontò suo padre, portiere del Legia Varsavia: "Doveva essere un grande per forza: non è da tutti trasmettere al figlio le proprie qualità e il proprio ruolo". Il ct sorride anche quando gli viene riferito del post di Immobile su instagram: una scheda col bilancio dei gol con la maglia della Lazio, alla media di 0,75 a partita: "Se pensavate che fosse una polemica contro di me, vi sbagliate. Era per voi. Gliel'ho chiesto e me l'ha spiegato lui. Io sono con tento che faccia gol con la Lazio e che li faccia con la Nazionale". Immobile rimane tuttavia in bilico nella formazione titolare.
VERRATTI BIS - E' possibile che venga riproposta qui la formula senza centravanti puro, battezzata mercoledì a Genova contro l'Ucraina, e che l'attaccante della Lazio parta ancora in panchina: "Una squadra, per vincere, deve avere un centravanti. A volte si cercano soluzioni: il Napoli di Sarri ne trovò una con Mertens, ma prima aveva Higuain. Noi a Genova siamo andati bene per un'ora, poi siamo stati condizionati dai cambi. La strada è lunga: non è che in 5 partite si ricostruisca subito. Questa è una partita importante, in uno stadio pieno, e cercheremo di vincerla. Nel calcio, per vincere, bisogna fare gol". I cambi, rispetto a Marassi, potrebbero però essere pochissimi, addirittura nessuno: "Un mese fa, tra Polonia e Portogallo, fu diverso, perché i giocatori non erano ancora al massimo della condizione e rischiavano di farsi male. Inoltre avevo bisogno di vedere di più i giovani. Oggi i giocatori sono più avanti con la condizione e arrivano da una partita in cui sono andati bene. Verratti? Per noi è importante e al Psg quest'anno si è anche riposato di più. Penso che possa fare due partite di seguito".
CHIELLINI PRUDENTE - Dopo le critiche di Bonucci ai vertici del calcio italiano, per le mancate riforme in quasi un anno perso dalla mancata qualificazione al Mondiale e all'annesso terremoto istituzionale, il capitano della Nazionale ha scelto il silenzio sul tema: "Non penso che sia il momento, né il luogo per parlarne. Ci sarà tempo dopo, in altre sedi". Quanto all'ipotesi della retrocessione, anche lui sdrammatizza: <<Non è una finale o un passo obbligato verso l'Europeo, ma una partita che ci può dare slancio. Al massimo è uno spareggio per la salvezza, dopo la partita con l'Ucraina, che ci ha dato fiducia: "E' stato piacevole giocare quell'ora, abbiamo giocato a calcio e bene. Il rammarico è di non avere fatto almeno due gol. E' difficile per la squadra fare a meno di me? Io vivo alla giornata con grande entusiasmo. Ci sono bravi ragazzi e giocatori forti in questa squadra, non mi sento indispensabile".