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Nazionale, Bonucci: "Grazie a Mancini ci sentiamo di nuovo forti"

Leonardo Bonucci, 32 anni (reuters)
Il difensore della Juventus, che nella trasferta contro la Bosnia di Dzeko ("Uno dei più grandi a livello internazionale") raggiungerà Facchetti a quota 94 in azzurro, elogia il ct per aver fatto svoltare la squadra dal punto di vista mentale dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2018: "Adesso la migliore difesa è l'attacco". E sul caso CR7: "Ci confronteremo al rientro dalla sosta"
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ZENICA - Le finestre della piccola sala stampa dello stadio Blinio Polje di Zenica affacciano sull'inquinatissimo corso del fiume Bosna. Leonardo Bonucci non si lascia distrarre nemmeno una volta da luci e traffico alla sua sinistra, concentrato com'è nel guardare davanti a sé. Nell'immediato, il traguardo delle 94 gare di Facchetti che raggiungerà contro la Bosnia, che però non sembra bastargli: "Sì, è un traguardo importante per me, ma sono già carico per raggiungere Zambrotta a quota 98. E poi l'importante è dimostrare contro la Bosnia che l'Italia interpreta tutte le partite allo stesso modo. Certo, servirà voglia e sacrificio per dimostrare di voler proseguire sulla strada intrapresa col ct Mancini e che ha riportato l'entusiasmo negli italiani".

"Qui la prima difesa è l'attacco, tutto merito di Mancini"

Soltanto due anni fa l'Italia si apprestava a mancare la qualificazione al Mondiale, oggi è tutto diverso. "Sì, è cambiato tanto - ha ammesso il difensore della Juventus -, il mister ma anche il presidente federale, che hanno portato una ventata di aria nuova. Mancini è stato bravissimo a farci sentire una squadra forte come non ci eravamo più sentiti dopo la mancata qualificazioni al Mondiale. Anche grazie a una nuova filosofia: qui la prima difesa è l'attacco e in Italia e in Nazionale si era visto poco prima dell'arrivo di Mancini". Applausi al ct ma pure per gli avversari: "Dzeko? Un grandissimo a livello internazionale, non solo per la Bosnia. Ha fatto benissimo in tanti campionati diversi in cui ha giocato, ha forza fisica, tecnica, è cattivo sotto porta e a me piace moltissimo. Ma abbiamo studiato la partita d'andata, dove soffrimmo, e ora sappiamo come fare meglio".

"Ronaldo? A Torino parleremo, può far meglio che in passato"

Anche in Nazionale Bonucci viene inseguito da una questione molto juventina: l'uscita dal campo polemica di Ronaldo contro il Milan, quel dolorino al ginocchio di cui si parlava a Torino ma scomparso con la nazionale portoghese. Bonucci sceglie una via diplomatica ma non troppo: "Ci sarà tempo per affrontare la questione, quando torneremo tutti a Torino avremo modo di parlare. Ci sono ancora tante partite da giocare, Cristiano avrà tante possibilità per fare anche meglio che in passato, raggiungere altri traguardi personali e per la Juventus"
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