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Lippi: "Bravo Mancini, l'Italia può tornare ad alti livelli"

Marcello Lippi, 71 anni (afp)
Il tecnico di Viareggio è tornato sulla decisione di dimettersi da ct della Cina ("Non ero in grado di ripagare la stima nei miei confronti") e ha detto la sua sulla lotta scudetto: "Mi aspettavo un campionato più avvincente, il Napoli è venuto a mancare. Caso Sarri-CR7? Non giudico"
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VIAREGGIO - "Non mi piace guadagnare tanti soldi senza meritarli". Intervistato da Sky Sport, Marcello Lippi torna sulla sua decisione di dimettersi dal ruolo di ct della Cina, dopo la sconfitta contro la Siria nel match di qualificazione al Mondiale 2022. "In Cina sono stato otto anni benissimo - ha proseguito il tecnico campione del mondo con l'Italia nel 2006 -, prima in un club e poi nella nazionale. Poi avevo finito dopo la Coppa d'Asia del 2018, ma il presidente Xi Jinping quando è venuto in Italia mi ha chiesto di tornare. Così mi hanno chiamato e coinvolto di nuovo. Però mi sono reso conto di non essere in grado di ripagare la grande stima nei miei confronti, perché non ci sono gli elementi naturali per far bene, quindi ho preferito venir via", ha aggiunto a margine del premio "Viareggio Sport".

"Bravo Mancini, si può tornare ad alti livelli"

Lippi ha anche commentato il percorso netto della Nazionale di Mancini nel cammino verso l'Europeo 2020: "La Nazionale sta ritrovando autostima, convinzione. Mancini è stato molto bravo con questi giovani. Ha ritrovato i risultati, una mentalità nel fare la partita contro qualsiasi avversario. Stanno crescendo, c'è da aver fiducia di poter tornare ad alti livelli".

"Mi aspettavo una Serie A più avvincente"

Infine, l'ex tecnico tra le altre di Napoli, Juventus e Inter ha detto la sua sulla corsa scudetto, che finora sembra questione riservata solo a Juventus e Inter: "Sembrava che il campionato fosse più avvincente, il Napoli è venuto un po' a mancare. Ma il torneo è lungo e possono rientrare tutti. Caso Sarri-Ronaldo? Ognuno ha il suo modo di gestire le teste importanti, non bisogna giudicare", conclude Lippi.

 
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