FIRENZE - Come hai affrontato il lockdown?
"E' stato abbastanza difficile perché comunque c'è stata questa pandemia che ha coinvolto tutte le famiglie italiane. Abbiamo tutti vissuto attimi un po' anche di paura per questo virus perché sapevamo che prenderlo avrebbe portato comunque dei gravi danni ad ognuno di noi. Quindi c'era tanta paura, e si cercava di utilizzare tutte le precauzioni possibili. Noi calciatori, ma penso anche tanta gente , eravamo molto preoccupati, per il fatto ue anche di non contagiare i nostri familiari e cercare di stare attenti perché le persone anziane, vicine a noi, i vari nonni, erano quelli che rischiavano più di tutti. E' stato un periodo molto difficile per tutti"
Sei riuscito a stare durante il lockdown con la tua famiglia?
"Io sono stato con mia moglie in casa, purtroppo non sono riuscito a vedere i miei genitori perché sono di Bergamo, vivono lì, e quella è stata la città più colpita. Vedevo mio papà che aveva tanta paura perché comunque lavorando aveva sempre un minimo di preoccupazione perché attaccando" il virus "alle persone anziane avrebbe portato gravi conseguenze. Mi ha fatto tanto male non vedere mio papa', e a distanza di tempo quando è potuto venirmi a trovare è stato tutto il giorno si è tenuto tutto il giorno la mascherina e non ci siamo neppure abbracciati perché aveva pure paura di contagiarmi nonostante lui non avesse preso il virus. Però questa preoccupazione del fatto che Bergamo fosse stata" la città "più colpita ha portato anche nei suoi riguardi ad avere tanta paura"
Sei preoccupato dei tanti calciatori contagiati nelle varie squadre?
"Un po' si perché comunque perché dentro una società ed in una squadra di calcio sei sempre a contatto tra giocatori, quindi il rischio di contagiare altri compagni o di prendere il virus, c'è. Io penso che comunque bisogna attenersi a tutte le precauzioni che ci sono state date, anche noi qui in Nazionale stiamo facendo i tamponi ed i vari test perché comunque siamo sempre a contatto fra di noi e basta veramente poco per contagiare un compagno"
Senti di dire di avere prudenza ai tuoi compagni?
"Si, tanta prudenza però vedo anche tanti miei compagni che prima di entrare in una qualsiasi sala o hanno la mascherina o c'è il gel per sanificare le mani, quindi ci sono le precauzioni giuste, basta usarle"
Che Nazionale hai ritrovato?
"Sicuramente mi è mancata tanto perché l'aria che si respira in Nazionale è qualcosa di magico. Il fatto di rappresentare il proprio paese per me è motivo di orgoglio. Tanti compagni di squadra è stato bello vederli perché erano dieci mesi che non ci si ritrovava, quindi il fatto di parlare anche della vita privata, e di tutto quello che era successo, è stato veramente bello. Devo dire che il gruppo si è sempre detto è straordinario ed anche a distanza di dieci mesi lo abbiamo dimostrato ancora una volta"
Sei molto amico di Ciro Immobile. Immaginiamo tu gli abbia fatto subito i complimenti per la 'Scarpa d'oro'.
"Ci siamo sentiti, gli ho fatto i miei complimenti ed è un motivo d'orgoglio per noi italiani perché avere un giocatore che vince la Scarpa d'oro, uno che ha fatto 36 gol eguagliando anche il record di reti nel nostro campionato, è un motivo di orgoglio per sé stesso ma anche per tutti i compagni che giocano con lui nella sua squadra di club ed in Nazionale. Quindi sono molto contento per lui, gliel'ho già detto in privato e gli ho ribadito anche quando ci siamo ritrovati qua"
Continua la staffetta in attacco in Nazionale con Ciro Immobile
"Continua sì pero'ho sempre detto che le scelte spettano sempre al mister. Abbiamo un mister veramente bravo, molto forte, in grado di fare letture importanti. Noi siamo qui, dobbiamo solo farci trovare pronti perché penso che qualsiasi attaccante viene chiamato in Nazionale è perché ha delle qualità veramente importanti"
Immobile ha detto che si sente titolare a tutti gli effetti?
"Gli dico che anche io mi sento titolare così pareggiamo la situazione. Se siamo qui è perché delle qualità ci sono. Poi il mister decide sempre in base all'avversario che si incontra, ed il modo in cui dobbiamo giocare. Abbiamo caratteristiche diverse, quindi anche in base alle situazioni bisogna sapersi adattare"
Questa Nazionale può essere più forte rispetto a dieci mesi fa?
"Secondo me si perché siamo anche una squadra con tanti giovani. Ci è dispiaciuto tanto non poter partecipare all'Europeo a giugno perché venivamo da un girone dove avevamo fatto dieci vittorie, ed il gruppo era proprio convinto di poter fare qualcosa di importante, però allo stesso tempo sappiamo che dobbiamo ancora lavorare, siamo qui, tanti giovani, e c'è ancora un grosso margine di miglioramento. Questa Nazionale col tempo può diventare sempre più forte secondo me"
C'è un giovane più di altri qui in Nazionale che ti ha colpito?
"Ci sono tanti giovani forti. Sicuramente Zaniolo è uno di quelli. E' un giocatore che ha delle qualità uniche, forte fisicamente, veloce, tecnico, che può ricoprire tanti ruoli. Altri due giovani che a me piacciono particolarmente sono sia Pellegrini che Barella, due centrocampisti che hanno qualità importanti"
Cosa ti aspetti da Giampaolo parlando del Torino?
"Giampaolo è un maestro di calcio. Già dai primi giorni è venuto, ha dato subito la sua impronta e si sa che lui vuole che le sue squadre giochino a calcio. Infatti abbiamo cercato subito fin dall'inizio di lavorare sul pallone, sul possesso palla, sul fatto comunque di mantenere questo possesso palla durante tutta la partita e anche solo di dominare la partita. Questo è un grande pregio perché comunque ci si diverte di piu'quando si gioca a calcio. E'un maestro, possiamo imparare veramente tanto, e quindi possiamo avere anche dei grandi risultati"
Ha parlato Giampaolo con te di tutto questo?
"Si ci siamo parlati prima ancora che venisse a Torino ed anche dopo, ed anche solo al telefono mi aveva fatto una bellissima impressione. Poi quando ci siamo incontrati per la prima volta al ritrovo anche lì ci siamo parlati e le sue idee mi hanno molto colpito perché sono idee valide di gioco, idee che ti possono veramente capitare in partita, e quindi lui è in grado di metterti nella condizione migliore per poter fare quello che devi fare"
Cairo ti fa sempre grandi complimenti. Oggi il 2 settembre 2005 diventava presidente del Toro, e dice sempre che tu sei un esempio nel Torino per la tua generosita'. Complimenti che fanno piacere?
"Certo, fanno veramente piacere. Sono ormai più di cinque anni che conosco Cairo, e diciamo che mi ha visto crescere. Sicuramente tutti i suoi complimenti sono frutto anche delle stagioni che ho fatto al Torino. Sono cinque anni che sono lì e penso che in questi cinque anni io sia cresciuto tanto sia come calciatore che come uomo, quindi se il presidente ha deciso di farmi i complimenti penso che ha visto questo miglioramento in tutti questi anni"
Sei una bandiera del Torino?
"Sono il capitano del Toro. Sono cinque anni che sono al Torino e quindi è già un matrimonio che è anche bello lungo. Poi ho anche altri due anni di contratto, quindi..."
"E' stato abbastanza difficile perché comunque c'è stata questa pandemia che ha coinvolto tutte le famiglie italiane. Abbiamo tutti vissuto attimi un po' anche di paura per questo virus perché sapevamo che prenderlo avrebbe portato comunque dei gravi danni ad ognuno di noi. Quindi c'era tanta paura, e si cercava di utilizzare tutte le precauzioni possibili. Noi calciatori, ma penso anche tanta gente , eravamo molto preoccupati, per il fatto ue anche di non contagiare i nostri familiari e cercare di stare attenti perché le persone anziane, vicine a noi, i vari nonni, erano quelli che rischiavano più di tutti. E' stato un periodo molto difficile per tutti"
Sei riuscito a stare durante il lockdown con la tua famiglia?
"Io sono stato con mia moglie in casa, purtroppo non sono riuscito a vedere i miei genitori perché sono di Bergamo, vivono lì, e quella è stata la città più colpita. Vedevo mio papà che aveva tanta paura perché comunque lavorando aveva sempre un minimo di preoccupazione perché attaccando" il virus "alle persone anziane avrebbe portato gravi conseguenze. Mi ha fatto tanto male non vedere mio papa', e a distanza di tempo quando è potuto venirmi a trovare è stato tutto il giorno si è tenuto tutto il giorno la mascherina e non ci siamo neppure abbracciati perché aveva pure paura di contagiarmi nonostante lui non avesse preso il virus. Però questa preoccupazione del fatto che Bergamo fosse stata" la città "più colpita ha portato anche nei suoi riguardi ad avere tanta paura"
Sei preoccupato dei tanti calciatori contagiati nelle varie squadre?
"Un po' si perché comunque perché dentro una società ed in una squadra di calcio sei sempre a contatto tra giocatori, quindi il rischio di contagiare altri compagni o di prendere il virus, c'è. Io penso che comunque bisogna attenersi a tutte le precauzioni che ci sono state date, anche noi qui in Nazionale stiamo facendo i tamponi ed i vari test perché comunque siamo sempre a contatto fra di noi e basta veramente poco per contagiare un compagno"
Senti di dire di avere prudenza ai tuoi compagni?
"Si, tanta prudenza però vedo anche tanti miei compagni che prima di entrare in una qualsiasi sala o hanno la mascherina o c'è il gel per sanificare le mani, quindi ci sono le precauzioni giuste, basta usarle"
Che Nazionale hai ritrovato?
"Sicuramente mi è mancata tanto perché l'aria che si respira in Nazionale è qualcosa di magico. Il fatto di rappresentare il proprio paese per me è motivo di orgoglio. Tanti compagni di squadra è stato bello vederli perché erano dieci mesi che non ci si ritrovava, quindi il fatto di parlare anche della vita privata, e di tutto quello che era successo, è stato veramente bello. Devo dire che il gruppo si è sempre detto è straordinario ed anche a distanza di dieci mesi lo abbiamo dimostrato ancora una volta"
Sei molto amico di Ciro Immobile. Immaginiamo tu gli abbia fatto subito i complimenti per la 'Scarpa d'oro'.
"Ci siamo sentiti, gli ho fatto i miei complimenti ed è un motivo d'orgoglio per noi italiani perché avere un giocatore che vince la Scarpa d'oro, uno che ha fatto 36 gol eguagliando anche il record di reti nel nostro campionato, è un motivo di orgoglio per sé stesso ma anche per tutti i compagni che giocano con lui nella sua squadra di club ed in Nazionale. Quindi sono molto contento per lui, gliel'ho già detto in privato e gli ho ribadito anche quando ci siamo ritrovati qua"
Continua la staffetta in attacco in Nazionale con Ciro Immobile
"Continua sì pero'ho sempre detto che le scelte spettano sempre al mister. Abbiamo un mister veramente bravo, molto forte, in grado di fare letture importanti. Noi siamo qui, dobbiamo solo farci trovare pronti perché penso che qualsiasi attaccante viene chiamato in Nazionale è perché ha delle qualità veramente importanti"
Immobile ha detto che si sente titolare a tutti gli effetti?
"Gli dico che anche io mi sento titolare così pareggiamo la situazione. Se siamo qui è perché delle qualità ci sono. Poi il mister decide sempre in base all'avversario che si incontra, ed il modo in cui dobbiamo giocare. Abbiamo caratteristiche diverse, quindi anche in base alle situazioni bisogna sapersi adattare"
Questa Nazionale può essere più forte rispetto a dieci mesi fa?
"Secondo me si perché siamo anche una squadra con tanti giovani. Ci è dispiaciuto tanto non poter partecipare all'Europeo a giugno perché venivamo da un girone dove avevamo fatto dieci vittorie, ed il gruppo era proprio convinto di poter fare qualcosa di importante, però allo stesso tempo sappiamo che dobbiamo ancora lavorare, siamo qui, tanti giovani, e c'è ancora un grosso margine di miglioramento. Questa Nazionale col tempo può diventare sempre più forte secondo me"
C'è un giovane più di altri qui in Nazionale che ti ha colpito?
"Ci sono tanti giovani forti. Sicuramente Zaniolo è uno di quelli. E' un giocatore che ha delle qualità uniche, forte fisicamente, veloce, tecnico, che può ricoprire tanti ruoli. Altri due giovani che a me piacciono particolarmente sono sia Pellegrini che Barella, due centrocampisti che hanno qualità importanti"
Cosa ti aspetti da Giampaolo parlando del Torino?
"Giampaolo è un maestro di calcio. Già dai primi giorni è venuto, ha dato subito la sua impronta e si sa che lui vuole che le sue squadre giochino a calcio. Infatti abbiamo cercato subito fin dall'inizio di lavorare sul pallone, sul possesso palla, sul fatto comunque di mantenere questo possesso palla durante tutta la partita e anche solo di dominare la partita. Questo è un grande pregio perché comunque ci si diverte di piu'quando si gioca a calcio. E'un maestro, possiamo imparare veramente tanto, e quindi possiamo avere anche dei grandi risultati"
Ha parlato Giampaolo con te di tutto questo?
"Si ci siamo parlati prima ancora che venisse a Torino ed anche dopo, ed anche solo al telefono mi aveva fatto una bellissima impressione. Poi quando ci siamo incontrati per la prima volta al ritrovo anche lì ci siamo parlati e le sue idee mi hanno molto colpito perché sono idee valide di gioco, idee che ti possono veramente capitare in partita, e quindi lui è in grado di metterti nella condizione migliore per poter fare quello che devi fare"
Cairo ti fa sempre grandi complimenti. Oggi il 2 settembre 2005 diventava presidente del Toro, e dice sempre che tu sei un esempio nel Torino per la tua generosita'. Complimenti che fanno piacere?
"Certo, fanno veramente piacere. Sono ormai più di cinque anni che conosco Cairo, e diciamo che mi ha visto crescere. Sicuramente tutti i suoi complimenti sono frutto anche delle stagioni che ho fatto al Torino. Sono cinque anni che sono lì e penso che in questi cinque anni io sia cresciuto tanto sia come calciatore che come uomo, quindi se il presidente ha deciso di farmi i complimenti penso che ha visto questo miglioramento in tutti questi anni"
Sei una bandiera del Torino?
"Sono il capitano del Toro. Sono cinque anni che sono al Torino e quindi è già un matrimonio che è anche bello lungo. Poi ho anche altri due anni di contratto, quindi..."