FIRENZE - Contro il presente, ma soprattutto contro una possibile idea di futuro. L'Italia per Edin Dzeko non è solo il primo avversario della sua Bosnia in questa Nations League: è casa da cinque anni, tutti vissuti a Roma e nella Roma. Il primo gol con la maglia giallorossa lo segnò proprio saltando tra Bonucci e Chiellini, giusto 5 anni fa: a Firenze proverà a replicare quella giocata, ma sfidare la coppia azzurra stavolta avrà un sapore diverso.
Perché Chiellini e Bonucci, entro poche settimane, potrebbero diventare addirittura i suoi capitani alla Juventus. È Edin infatti la prima scelta per l'attacco di Andrea Pirlo: glielo ha comunicato al telefono, giorni fa, spiegandogli anche che lo considera il compendio ideale per modulare la classe di Ronaldo alle intuizioni di Dybala. In più, il problema legato al passaporto comunitario di Luis Suarez potrebbe aver reso ancora più difficile un sorpasso dell'uruguayano (che resta comunque una possibilità concreta). Ma perché l'ipotesi diventi qualcosa di più concreto deve prima risolversi lo scambio che dovrà portare alla Roma Milik, il sostituto scelto da Fienga (al Napoli offerti Under e 10 milioni, De Laurentiis ne vuole 15 e per ora lo stallo perdura).
Per questo Edin gioca a nascondersi: "L'addio alla Roma? Si dice ogni anno, vedremo dopo la nazionale". Fingendo quasi che l'incrocio contro la coppia difensiva più forte d'Italia - inteso almeno dal punto di vista della nazionalità - non gli provochi nemmeno un sussulto: "L'Italia ha tanti giocatori forti, non ci voleva di affrontarla adesso, non siamo al cento per cento, per tanti di noi è la prima partita, ci manca Pjanic, che ho sentito ed è ancora positivo al coronavirus, mentre io ho fatto solo quattro o cinque allenamenti, vedrò domani come mi sento. E poi avrei voluto giocare davanti ai tifosi perché sarebbe stato più bello".
Dovrà accontentarsi di giocare davanti all'amico Florenzi. Un anno fa il terzino offrì a Dzeko la fascia di capitano della Roma purché si convincesse a restare. Lui rimase, senza accettare l'offerta. Poi, però, l'addio del terzino a gennaio gliela ha comunque posto sul braccio i gradi di leader. Oggi che Florenzi è tornato - anche se solo momentaneamente - a Roma, quello che rischia di andarsene è proprio Dzeko. Florenzi ci ha scherzato: "Io il mio futuro me lo costruisco tutti i giorni, dove sono e dove mi trovo. Ora penso all'Italia, al mio futuro penserò dopo queste due partite, ma con serenità, a testa alta e lavorando giorno per giorno. Edin invece lo saluterò prima e dopo la partita, ma nei 90 minuti se servirà dargli qualche scarpata gliela darò, perché so che anche lui farebbe lo stesso". Un messaggio affettuoso a cui Dzeko ha risposto criptico: "Alessandro è un amico e lo rimarrà per sempre", anche dopo l'addio alla Roma, il messaggio tra le righe. Anche se ancora non è chiaro chi sarà il primo dei due a lasciarsi la capitale alle spalle.
Perché Chiellini e Bonucci, entro poche settimane, potrebbero diventare addirittura i suoi capitani alla Juventus. È Edin infatti la prima scelta per l'attacco di Andrea Pirlo: glielo ha comunicato al telefono, giorni fa, spiegandogli anche che lo considera il compendio ideale per modulare la classe di Ronaldo alle intuizioni di Dybala. In più, il problema legato al passaporto comunitario di Luis Suarez potrebbe aver reso ancora più difficile un sorpasso dell'uruguayano (che resta comunque una possibilità concreta). Ma perché l'ipotesi diventi qualcosa di più concreto deve prima risolversi lo scambio che dovrà portare alla Roma Milik, il sostituto scelto da Fienga (al Napoli offerti Under e 10 milioni, De Laurentiis ne vuole 15 e per ora lo stallo perdura).
Per questo Edin gioca a nascondersi: "L'addio alla Roma? Si dice ogni anno, vedremo dopo la nazionale". Fingendo quasi che l'incrocio contro la coppia difensiva più forte d'Italia - inteso almeno dal punto di vista della nazionalità - non gli provochi nemmeno un sussulto: "L'Italia ha tanti giocatori forti, non ci voleva di affrontarla adesso, non siamo al cento per cento, per tanti di noi è la prima partita, ci manca Pjanic, che ho sentito ed è ancora positivo al coronavirus, mentre io ho fatto solo quattro o cinque allenamenti, vedrò domani come mi sento. E poi avrei voluto giocare davanti ai tifosi perché sarebbe stato più bello".
Dovrà accontentarsi di giocare davanti all'amico Florenzi. Un anno fa il terzino offrì a Dzeko la fascia di capitano della Roma purché si convincesse a restare. Lui rimase, senza accettare l'offerta. Poi, però, l'addio del terzino a gennaio gliela ha comunque posto sul braccio i gradi di leader. Oggi che Florenzi è tornato - anche se solo momentaneamente - a Roma, quello che rischia di andarsene è proprio Dzeko. Florenzi ci ha scherzato: "Io il mio futuro me lo costruisco tutti i giorni, dove sono e dove mi trovo. Ora penso all'Italia, al mio futuro penserò dopo queste due partite, ma con serenità, a testa alta e lavorando giorno per giorno. Edin invece lo saluterò prima e dopo la partita, ma nei 90 minuti se servirà dargli qualche scarpata gliela darò, perché so che anche lui farebbe lo stesso". Un messaggio affettuoso a cui Dzeko ha risposto criptico: "Alessandro è un amico e lo rimarrà per sempre", anche dopo l'addio alla Roma, il messaggio tra le righe. Anche se ancora non è chiaro chi sarà il primo dei due a lasciarsi la capitale alle spalle.