FIRENZE. Moise Kean, attaccante della Nazionale fresco di passaggio dall'Everton al Paris Saint-Germain, si è raccontato a Raisport prima di Polonia-Italia.
"Lo striscione dei tifosi dell'Everton per me? Appena l'ho visto è stato emozionante perché non me l'aspettavo. È stato davvero emozionante. È assolutamente vero che potevo tornare alla Juve, ma la decisione è stata presa con la mia famiglia e ora mi trovo a giocare nel calcio francese. Non è la prima volta per me a Parigi: c'ero già stato ed ho anche dei parenti che sono lì".
"La Nazionale mi piace tanto: è nuova, i compagni sono bravissimi, mi aiutano sempre e siamo un grande gruppo. La cosa che ci rende molto forti è che Mancini ci dà fiducia. Questo vale soprattutto per me che sono così giovane. Dare fiducia ad un giovane non è facile e vorrei ripagarla in campo. Certo qui c'è sempre concorrenza, ma se non ci fosse non sarebbe bello il calcio. Faccio di tutto e mi alleno per farmi trovare pronto, per andare a vincere l'Europeo".
"La maglia azzurra è assolutamente importante per me, bisogna onorarla soprattutto per i bambini e i ragazzi e per tutta l'Italia. È un onore portarla, bisogna sudarci dentro perché non è data a tutti. Il razzismo? In teoria la gente dovrebbe capire da sola, perché siamo nel 2020. Io penso che queste cose non dovrebbero accadere ancora, perché il razzismo è una brutta bestia. Penso che l'Italia sia un paese splendido, pieno di persone aperte. Ma spero che un giorno tutti avremmo la stessa mentalità e che la si pensi, su questo tema del razzismo, tutti allo stesso modo. Sono d'accordo con Hamilton, che ha detto che bisogna agire contro il razzismo, fare qualcosa".
"Denominatori comuni fra Allegri, Ancelotti e Mancini? Non faccio distinzioni, perché mi hanno aiutato tutti e tre tantissimo. Gli allenatori che ha avuto mi hanno fatto crescere molto come uomo, soprattutto mister Allegri alla Juventus, è grazie a lui che sono a questo livello. Con Mancini ho un bellissimo rapporto: mi dà sempre consigli su come mettermi in campo, nonostante io sia il piu'giovane del gruppo. E mi dà fiducia. Lo ripeto: questa fiduciavoglio ripagarla in campo".
Il trasferimento al Psg, dove sarà chiuso da Neymar e Mbappè
"Mi ha dato sicuramente grandissima emozione, mi aspetto di imparare tanto da questa bellissima esperienza e di portare tanti risultati a casa. Sono giovane, posso sempre imparare, mi piace farlo accanto a grandi attaccanti. Imparerò dalla loro esperienza, dal modo in cui giocano. Non mi è dispiaciuto lasciare il calcio inglese, la cosa non mi è toccato tanto, sono andato in Francia per imparare".L'addio alla Premier League e il mancato ritorno alla Juve
"Lo striscione dei tifosi dell'Everton per me? Appena l'ho visto è stato emozionante perché non me l'aspettavo. È stato davvero emozionante. È assolutamente vero che potevo tornare alla Juve, ma la decisione è stata presa con la mia famiglia e ora mi trovo a giocare nel calcio francese. Non è la prima volta per me a Parigi: c'ero già stato ed ho anche dei parenti che sono lì".
La Nazionale e l'obiettivo europeo
"La Nazionale mi piace tanto: è nuova, i compagni sono bravissimi, mi aiutano sempre e siamo un grande gruppo. La cosa che ci rende molto forti è che Mancini ci dà fiducia. Questo vale soprattutto per me che sono così giovane. Dare fiducia ad un giovane non è facile e vorrei ripagarla in campo. Certo qui c'è sempre concorrenza, ma se non ci fosse non sarebbe bello il calcio. Faccio di tutto e mi alleno per farmi trovare pronto, per andare a vincere l'Europeo".
La maglia azzurra e il razzismo
"La maglia azzurra è assolutamente importante per me, bisogna onorarla soprattutto per i bambini e i ragazzi e per tutta l'Italia. È un onore portarla, bisogna sudarci dentro perché non è data a tutti. Il razzismo? In teoria la gente dovrebbe capire da sola, perché siamo nel 2020. Io penso che queste cose non dovrebbero accadere ancora, perché il razzismo è una brutta bestia. Penso che l'Italia sia un paese splendido, pieno di persone aperte. Ma spero che un giorno tutti avremmo la stessa mentalità e che la si pensi, su questo tema del razzismo, tutti allo stesso modo. Sono d'accordo con Hamilton, che ha detto che bisogna agire contro il razzismo, fare qualcosa".
I tre maestri
"Denominatori comuni fra Allegri, Ancelotti e Mancini? Non faccio distinzioni, perché mi hanno aiutato tutti e tre tantissimo. Gli allenatori che ha avuto mi hanno fatto crescere molto come uomo, soprattutto mister Allegri alla Juventus, è grazie a lui che sono a questo livello. Con Mancini ho un bellissimo rapporto: mi dà sempre consigli su come mettermi in campo, nonostante io sia il piu'giovane del gruppo. E mi dà fiducia. Lo ripeto: questa fiduciavoglio ripagarla in campo".