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Nazionale, Kean: "Sono più forte grazie alla fiducia di Mancini. Voglio ripagarlo"

 Moise Kean, 20 anni (agf)
Il giovane azzurro ha appena lasciato l'Everton per il Psg: "Imparerò dai grandi attaccanti con i quali giocherò. Sul razzismo sono con Hamilton: dobbiamo tutti fare di più"
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FIRENZE. Moise Kean, attaccante della Nazionale fresco di passaggio dall'Everton al Paris Saint-Germain, si è  raccontato a Raisport prima di Polonia-Italia.

Il trasferimento al Psg, dove sarà chiuso da Neymar e Mbappè

"Mi ha dato sicuramente grandissima emozione, mi aspetto di imparare tanto da questa bellissima esperienza e di portare tanti risultati a casa. Sono giovane, posso sempre imparare, mi piace farlo accanto a grandi attaccanti. Imparerò dalla loro esperienza, dal modo in cui giocano. Non mi è dispiaciuto lasciare il calcio inglese, la cosa non mi è toccato tanto, sono andato in Francia per imparare".
 

L'addio alla Premier League e il mancato ritorno alla Juve

 
"Lo striscione dei tifosi dell'Everton per me? Appena l'ho visto è stato emozionante perché non me l'aspettavo. È stato davvero emozionante. È assolutamente vero che potevo tornare alla Juve, ma la decisione è stata presa con la mia famiglia e ora mi trovo a giocare nel calcio francese. Non è la prima volta per me a Parigi: c'ero già stato ed ho anche dei parenti che sono lì".
 

La Nazionale e l'obiettivo europeo 

 
"La Nazionale mi piace tanto: è nuova, i compagni sono bravissimi, mi aiutano sempre e siamo un grande gruppo. La cosa che ci rende molto forti è che Mancini ci dà fiducia. Questo vale soprattutto per me che sono così giovane. Dare fiducia ad un giovane non è facile e vorrei ripagarla in campo. Certo qui c'è sempre concorrenza, ma se non ci fosse non sarebbe bello il calcio. Faccio di tutto e mi alleno per farmi trovare pronto, per andare a vincere l'Europeo".
 

La maglia azzurra e il razzismo 

 
"La maglia azzurra è assolutamente importante per me, bisogna onorarla soprattutto per i bambini e i ragazzi e per tutta l'Italia. È un onore portarla, bisogna sudarci dentro perché non è data a tutti. Il razzismo? In teoria la gente dovrebbe capire da sola, perché siamo nel 2020. Io penso che queste cose non dovrebbero accadere ancora, perché il razzismo è una brutta bestia. Penso che l'Italia sia un paese splendido, pieno di persone aperte. Ma spero che un giorno tutti avremmo la stessa mentalità e che la si pensi, su questo tema del razzismo, tutti allo stesso modo. Sono d'accordo con Hamilton, che ha detto che bisogna agire contro il razzismo, fare qualcosa".
 

I tre maestri


"Denominatori comuni fra Allegri, Ancelotti e Mancini? Non faccio distinzioni, perché mi hanno aiutato tutti e tre tantissimo. Gli allenatori che ha avuto mi hanno fatto crescere molto come uomo, soprattutto mister Allegri alla Juventus, è grazie a lui che sono a questo livello. Con Mancini ho un bellissimo rapporto: mi dà sempre consigli su come mettermi in campo, nonostante io sia il piu'giovane del gruppo. E mi dà fiducia. Lo ripeto: questa fiduciavoglio ripagarla in campo".
 
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