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Il Covid visto come una burla: stavolta il ct Mancini ha fatto autogol

Una vignetta ironica postata su Instagram, in cui in malato attribuisce il contaggio ai media. Pochi giorni fa il tecnico e la Nazionale avevano reso omaggio alle vittime di Bergamo
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ROMA - Neanche fosse uno smanettone qualunque, uno di quelli che prima postano e poi pensano (nel caso, poco o niente), Roberto Mancini pubblica su Instagram una vignetta in cui un malato dice al medico di essersi preso il Covid guardando i Tg. Lui, che ha appena portato gli azzurri a Bergamo e ha depositato una corona di fiori al cimitero di quella città ferita, si mette a scherzare su una tragedia mondiale e se la prende con l’informazione: come se ci fosse una relazione anche remotissima tra malattia e telegiornali, tra il Coronavirus e i cronisti, i conduttori, i tecnici, i commentatori che da mesi stanno raccontando la più grave emergenza dai tempi del dopoguerra. Un fatto epocale, e dolorosissimo, messo in burla con quell’allusione sottile ma pericolosa: come le più nefaste fake-news, come il delirio negazionista che non vuol vedere un’umanità che sta ammalandosi e in molti casi, purtroppo, morendo.


Nel giorno delle peggiori cifre dopo l’estate dell’illusione e della sconsideratezza, Mancini non ha di meglio da fare che dar voce a una stupidaggine. Dovrebbe sapere, il cittì azzurro, che il ruolo istituzionale che ricopre lo obbliga quantomeno a una maggiore prudenza. Giuste le sue scuse: «Non volevo mancare di rispetto alle vittime ma solo sdrammatizzare». Chi ha notorietà, ha più voce. Non per nulla il presidente Conte ha chiesto a Chiara Ferragni e Fedez un aiuto per convincere la gente all’uso della mascherina, e ha fatto benissimo. Un uomo di sport è un tamburo, un megafono, un moltiplicatore di messaggi social, ha una potenza d’ascolto enorme e immediata. Ecco perché bisogna starci attenti.


Quando Mancini ha ricordato al ministro della Salute che il calcio ha gli stessi diritti di esistere di altri aspetti della nostra vita sociale, e che la pratica sportiva non vale meno di quella scolastica, lo abbiamo difeso perché aveva ragione (un po’ meno quando ha insistito sulla necessità di riportare la gente allo stadio). Dunque, troviamo incredibile che Mancini si sia messo a postare questa fesseria. Le malattie, purtroppo, non si prendono guardando la tivù. Forse le famiglie dei nostri 36 mila morti di Covid, e i tanti che si sono salvati ma hanno sofferto pene indicibili, potrebbero spiegare a Mancini come vanno le cose quando il corpo si mette a non funzionare più.
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