SOFIA - La protesta di Cristiano Ronaldo per il gol clamorosamente negato al Portogallo non ha lasciato indifferente Roberto Mancini, che a Raisport, a poche ore da Bulgaria-Italia, ha solidarizzato col fuoriclasse della Juventus sul tema dell'anomala differenza tra campionati e coppe, dove ci sono Var e goal line technology, e qualificazioni al Mondiale, dove non vengono utilizzati: "In questo caso sarebbe bastava la goal line, non c'era nemmeno bisogno del Var e forse si vedeva anche a occhio nudo. Io ho visto il gol in tivù e dico che in una partita così importante, con punti che alla fine possono anche pesare, sarebbe giusto che ci fosse tutto".
"Gruppo Europei non semplice"
La Turchia, avversaria degli azzurri nella fase a gironi dell'Europeo, ha vinto la seconda partita su due: Mancini, che in Turchia ha allenato, non è affatto sorpreso: "Conosco il calcio turco e il valore dei calciatori turchi. Quando dissi che il nostro gruppo all'Europeo non era semplice, parlavo a ragion veduta. Turchia e Svizzera, ma anche il Galles, non sono semplici da affrontare, anche se magari non sono Nazionali di prima fascia".
Le scelte di formazione
I dubbi per la partita con la Bulgaria non sono ancora risolti: Sensi o Locatelli in regia, Belotti reduce dal Covid in campo dall'inizio o no, con Immobile in preallarme: "Belotti non è comprensibilmente al top, devo ancora decidere. E' reduce da oltre venti giorni di stop. In generale stanno tutti abbastanza bene, ma la valutazione finale non l'ho ancora fatta". Sembra invece certo il ritorno dal primo minuto di Chiesa, con il compito di scardinare la difesa bulgara: "Spero che faccia una grande partita come sta facendo ultimamente nella Juventus, il campo è grande e lui sa attaccare gli spazi".
La fatica delle grandi
Quasi tutte le grandi stanno facendo fatica: "Significa che soprattutto in questo momento della stagione i giocatori hanno fatto tante partite e hanno viaggiato molto. Noi in questi giorni di fatto non ci siamo mai potuti allenare: è un po' il problema di tutte le squadre e per questo serve la massima concentrazione. La Bulgaria è più tecnica dell'Irlanda del nord, speriamo di avere più spazi". A Radiorai il ct è tornato sul tema dell'intercambiabilità degli azzurri, alcuni dei quali, come Jorginho, sembrano in verità non avere ancora un sostituto naturale: "Il concetto vale sempre, certo poi esistono giocatori specifici di ruolo". Insigne sembra il numero 10 a tutti gli effetti: "Lui lega centrocampo e attacco, conclude l'azione e fa assist: è davvero molto importante per noi".