Nazionale, Jorginho: "L'Italia è tornata al suo posto, ma adesso viene il difficile"
di Enrico Currò , di Enrico CurròFIRENZE - Dopo avere vinto il premio Uefa come miglior calciatore del 2021, il bicampione d’Europa Jorginho è ormai apertamente candidato al Pallone d’oro: si profila il duello con Messi e il regista della Nazionale e del Chelsea (che ha ricevuto anche il placet di Pelè: “non mi aspettavo quel post, sta succedendo qualcosa di surreale, mi ha fatto davvero molto piacere”) non finge di non sapere quello che potrebbe succedere: per questo si rifugia nella diplomazia: “Manca ancora qualche mese per quella decisione e sto cercando di pensare veramente al momento e di godermelo con chi ho attorno. Poi vedremo che cosa succederà”. Intanto succede che l’Italia, fresca di titolo continentale, torna in campo a nemmeno due mesi dalla finale di Wembley: “Sicuramente adesso arriva il difficile perché non siamo più una sorpresa, l'Italia è tornata nel posto dove deve essere: siamo felici, ma dobbiamo…
FIRENZE - Dopo avere vinto il premio Uefa come miglior calciatore del 2021, il bicampione d’Europa Jorginho è ormai apertamente candidato al Pallone d’oro: si profila il duello con Messi e il regista della Nazionale e del Chelsea (che ha ricevuto anche il placet di Pelè: “non mi aspettavo quel post, sta succedendo qualcosa di surreale, mi ha fatto davvero molto piacere”) non finge di non sapere quello che potrebbe succedere: per questo si rifugia nella diplomazia: “Manca ancora qualche mese per quella decisione e sto cercando di pensare veramente al momento e di godermelo con chi ho attorno. Poi vedremo che cosa succederà”. Intanto succede che l’Italia, fresca di titolo continentale, torna in campo a nemmeno due mesi dalla finale di Wembley: “Sicuramente adesso arriva il difficile perché non siamo più una sorpresa, l'Italia è tornata nel posto dove deve essere: siamo felici, ma dobbiamo sempre rimenare umili, perché appena abbassi un po’ la guardia arrivano le cose brutte e noi non le vogliamo”.
La duttilità tattica dei nuovi arrivati
Il 2021 è stato un anno formidabile: gli ha portato tre successi – ai due succitati va aggiunta la Supercoppa inglese – dei quali non vuole fare una graduatoria: “Devo essere sincero, ogni vittoria è sempre speciale: parlare di una sola non è giusto, danno gioia”. La Nazionale ritrova giocatori che hanno dovuto saltare l’Europeo, per gli infortuni o per i tempi di recupero: Pellegrini, Sensi e Zaniolo su tutti: “Non credo proprio che con loro cambi il modo di giocare della squadra o il mio. Credo che tutti loro tornino qui per aggiungere: noi ci adattiamo alle caratteristiche dei compagni che abbiamo, è tutto un di più”. Se la duttilità è diventata una risorsa pressoché ineludibile, per ogni centrocampista moderno, a Jorginho ha giovato di sicuro la specializzazione da regista, voluta da Mauro Bertacchini, tecnico e dirigente del calcio toscano: “Non mi pento certamente di essere uno specialista, anche se a dire la verità il ruolo non l’ho scelto io. A 13 anni c’è stato chi l’ha fatto per me, io ero trequartista e un allenatore italiano, che venne in Brasile, mi disse che il mio futuro sarebbe stato da regista. Da lì ho iniziato a guardare Pirlo e Xavi e mi è piaciuto, ne sono veramente molto felice e adesso dico: grazie Mauro, per avermi messo lì”.
La metamorfosi della scuola italiana
Grazie anche al suo formidabile Europeo, Jorginho ha contribuito alla metamorfosi tattica della scuola italiana, che adesso viene percepita anche all’estero come scuola d’attacco e non più solo come inarrivabile prototipo del calcio difensivo: “Per le caratteristiche di questa squadra il mister ha cambiato un po’ il nostro modo di giocare e il messaggio non è stato mandato solo all’estero, ma anche in Italia, dove la gente si è divertita a guardare le nostre partite. Poi ovviamente gli altri ci studiano, per cercare di batterci, e noi continueremo a lavorare per impedirlo”. La sua dimensione internazionale ormai globalmente riconosciuta è passata attraverso la Premier League: col Chelsea ha salito il gradino decisivo: “Sicuramente mi ha giovato, mi ha fatto crescere, credo di avere aggiunto qualcosa”. Il rientro in Inghilterra dopo le brevi vacanze, da campione d’Europa nel Paese degli sconfitti, non è stato un problema: “L’ho vissuto benissimo, mi hanno accolto bene: meno male che abbiamo vinto noi, così non mi potevano prendere in giro loro. Ma in verità non ho potuto pensarci tanto, c’è stata subito la finale di Supercoppa, è stato tutto molto veloce, comunque il successo me lo sono goduto”.
I club e la politica degli stranieri
La lezione del trionfo – ci sono giocatori italiani molto forti in serie A – non l’hanno tuttavia imparata i club, che hanno continuato a rastrellare soprattutto stranieri: un paradosso, come quello del ventisettenne Matteo Ricci azzurro in marzo a Coverciano ma svincolato fino al penultimo giorno del mercato, è stato sottolineato anche dal ct. Jorginho si astiene dal prendere posizione: “E’ difficile per me giudicare la politica dei singoli club sul mercato”. In prospettiva c’è forse un giocatore della serie A che Jorginho indica come quello più vicino alle sue caratteristiche: il milanista Tonali, in questo momento con l’Under 21: “Magari lui e magari col tempo ne arriveranno altri. Sta capitando che nelle giovanili il metodo di gioco a due porta i bambini a crescere appunto con certe caratteristiche. Giocando più a due a centrocampo che a tre, non c’è più l’insegnamento di una volta e arrivi a livello professionistico senza”. L’Europeo è stato vinto tra l’iniziale scetticismo della critica straniera e per il Mondiale del 2022 la situazione potrebbe ripetersi, perché Brasile e Argentina vengono giudicate più forti: “Lasciamo pure che dicano che siamo indietro o che abbiamo vinto per fortuna. Certo, è difficile rimanere nell’ombra dopo l’Europeo: dobbiamo rimanere umili, anche se abbiamo fatto una grande cosa”. Il centrocampo è il punto di forza della squadra, ma secondo Jorginho la differenza, rispetto alle avversarie, l’ha fatta davvero il gruppo, senza alcuna retorica: “Ci sono tante Nazionali con centrocampisti di alto livello come noi, ma per come la vedo io la differenza è l’unione che abbiamo nel gruppo: è lì che scaviamo il solco e secondo me continueremo a farlo. Squadre unite come la nostra non sono sicuro che ce ne siano”. All’atto della conquista del premio di miglior giocatore Uefa del 2021, Jorginho disse di dovere ringraziare anche chi non aveva creduto in lui e adesso chiarisce il concetto: “Non c’era una cosa in particolare alla quale mi riferivo, ma tante, perché in tutto il mio percorso, fin dai primi provini in Brasile , c’è stato chi non mi ha voluto e non è che siano stati soltanto uno o due. C’è stato chi mi ha criticato sempre: i sassolini da togliersi ci sono e ci saranno sempre, però io non ho mai abbassato la testa e davvero queste critiche e queste bocciature mi hanno motivato tantissimo, per dimostrare che si sbagliavano su di me”. La partita con la Bulgaria non sarà una passeggiata: “Loro sono tornati in campo prima di noi e anche loro hanno armi che dobbiamo cercare di disinnescare: non dobbiamo lasciarci cogliere di sorpresa, loro hanno potenza e in contropiede ci possono fare male, se non stiamo attenti alle marcature preventive. La nostra nuova asticella è appunto vincere contro la Bulgaria, non bisogna guardare troppo lontano, ma sempre alla prossima partita, poi arriverà la Svizzera e poi la Lituania, bisogna guardare una cosa alla volta”. Il contratto col Chelsea scade nel 2023: l’idea di un contratto a vita gli strappa un sorriso: “Non ho proposte e ora non ci penso nemmeno, sinceramente, ho ancora 290 anni. Certo, se mi fanno un contratto di 10 anni…”. Tuchel, suo allenatore a Londra, ha caratteristiche simili a Mancini: “Sia dentro sia fuori dal campo: tutti e due chiedono una parte tattica molo vicina. La struttura della squadra è simile, forse anche per questo mi trovo bene con tutti e due”. La serie A è ripartita con la Lazio del suo pigmalione Sarri in spolvero: “Non ne sono sorpreso: sapevo che il mister avrebbe fatto bene con la Lazio, sono molto felice per lui. E credo che Ciro Immobile si divertirà molto quest’anno”.