Mancini: "Gli Europei? Non si vive di ricordi, per vincere ancora bisogna lottare"
dal nostro inviato Matteo Pinci , dal nostro inviato Matteo PinciBASILEA - No, il pareggio contro la Bulgaria non è andato giù a Roberto Mancini. E non solo perché ha gustato la sua prima da campione d'Europa, ma perché ha trasformato il match di domenica sera al St. Jakob-Park di Basilea, contro la Svizzera, in una gara già pesantissima sulla strada per i Mondiali in Qatar. E con tribune pienissime, visto che qui il distanziamento è un ricordo fastidioso. Ma a 24 ore dalla partita contro la Svizzera, il ct azzurro sembra quasi augurarsi una partita come quella contro la Bulgaria: "Se anche domani tiriamo ventisette volte verso la porta, e loro fanno un tiro, la partita non può finire 1-1", rivendica orgogliosamente. "Facendo la stessa partita di giovedì abbiamo alte possibilità di vincere, ma bisogna tirare cinque centimetri oltre il piede del portiere, non addosso". Quasi un monito: la strada è quella giusta, su questo il ct non ha dubbi.
BASILEA - No, il pareggio contro la Bulgaria non è andato giù a Roberto Mancini. E non solo perché ha gustato la sua prima da campione d'Europa, ma perché ha trasformato il match di domenica sera al St. Jakob-Park di Basilea, contro la Svizzera, in una gara già pesantissima sulla strada per i Mondiali in Qatar. E con tribune pienissime, visto che qui il distanziamento è un ricordo fastidioso. Ma a 24 ore dalla partita contro la Svizzera, il ct azzurro sembra quasi augurarsi una partita come quella contro la Bulgaria: "Se anche domani tiriamo ventisette volte verso la porta, e loro fanno un tiro, la partita non può finire 1-1", rivendica orgogliosamente. "Facendo la stessa partita di giovedì abbiamo alte possibilità di vincere, ma bisogna tirare cinque centimetri oltre il piede del portiere, non addosso". Quasi un monito: la strada è quella giusta, su questo il ct non ha dubbi.
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Mister, come sta la squadra? C'è stato qualche guaio fisico?
"Stanno tutti abbastanza bene, tranne Verratti che ha preso un colpo al ginocchio. Valutiamo tutti in mattinata, abbiamo giocato da neanche 48 ore, ma domenica sera ci sarà da correre e abbiamo bisogno di giocatori che siano pronti".
I ricordi dell'Europeo sono un volano emotivo o rischiano di diventare una trappola?
"Non si può vivere di ricordi, abbiamo fatto qualcosa di bellissimo, resterà nella storia ma per vincere ancora dobbiamo migliorarci e essendo una squadra giovane possiamo crescere tanto. L'11 luglio è lì, è un giorno irripetibile, il futuro è diverso e dobbiamo combattere per vincere".
"Pellegrini è importante perché può fare tutti i ruoli, può giocare nei tre davanti, interno d'attacco, ma anche al posto di Verratti nel corso di partita, come palleggiatore, anche se io lo vedo come un giocatore più offensivo, che ha il gol nei piedi".
Con la Bulgaria il primo vero passo falso della sua gestione?
"Siamo dispiaciuti perché la partita doveva terminare con un altro risultato. Ma se contro la Svizzera facciamo la stessa partita abbiamo alte possibilità di vincere: giovedì abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, dovevamo solo tirare cinque centimetri oltre il piede del portiere o tre centimetri oltre la mano".
Dopo l'Europeo temete che tutte vogliano fare contro di voi la partita della vita?
"Siamo abbastanza tranquilli, sappiamo di dover vincere perché abbiamo perso punti giovedì, abbiamo le qualità per vincere e se giocheremo come sappiamo lo faremo. Ogni volta che la Svizzera ha incontrato l'Italia sono state partite difficili, non è perché siamo campioni d'Europa".
Le partite ormai si vincono in 16: sarà così anche con la Svizzera?
"Sì. Noi tutte le volte che abbiamo fatto dei cambi la partita non ha cambiato il livello e anzi è anche migliorata. I giocatori quando entrano possono cambiare la partita, sarà importante soprattutto domani perché siamo all'inizio della stagione".
All'Europeo segnaste alla Svizzera con un contropiede Locatelli-Berardi-Locatelli: pensa che potrete ancora provare a fare gol così o ormai siete condannati a cercare la porta solo col possesso palla?
"Se anche domani tiriamo ventisette volte verso la porta, e loro fanno un tiro, la partita non può finire 1-1. Il gol Locatelli-Berardi-Locatelli lo avevamo provato in allenamento. Non è stato casuale. A me i gol piacciono tutti, non dico a loro di giocare in un modo solo, se c'è da fare un contropiede bisogna farlo, le partite si vincono anche così".