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Italia-Lituania, scocca l'ora di Raspadori. Mancini: "Deve sfruttare l'occasione"

Raspadori in allenamento, con lui Florenzi (ansa)
Stasera a Reggio Emilia gli azzurri a caccia del rilancio dopo i pari con Bulgaria e Svizzera. I tanti forfait (a casa anche Chiesa e Sensi) regalano una maglia da titolare all'attaccante del Sassuolo
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REGGIO EMILIA - Mancini lo ha confermato a Radiorai: sarà per Raspadori l'esame più importante nella partita con la Lituania. Il centravanti del Sassuolo, dopo tre piccoli spezzoni in maglia azzurra, stavolta partirà titolare al posto di Immobile, che è tornato a casa. Il semidebuttante non dovrà farsi condizionare dalla responsabilità, spiega il ct, anche se l'attesa per lui è parecchia e ci si aspetta che segni subito. Mancini, da ex grande attaccante, sdrammatizza: "Magari segnasse una doppietta. Deve giocare tranquillo. E' un ragazzo giovane, ha qualità e deve sfruttare l'occasione". Che potrebbe esserci dall'inizio anche per Kean, appena rientrato alla Juventus dopo la delusione per la bocciatura prima dell'Europeo: la sua presenza tra gli undici di partenza, nel tridente con Raspadori e Bernardeschi, è legata alle condizioni di Berardi, in forse a sua volta dopo l'impressionante catena di contrattempi nel reparto, che ha colpito in sequenza Belotti, Immobile, Insigne e in extremis anche Chiesa: "Kean dall'inizio è una possibilità, come Bernardeschi, stiano valutando le condizioni di Berardi".

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Anche Sensi a casa

Gli straordinari, data l'emergenza, oltre a Donnarumma potrebbero toccare a Jorginho e Bonucci: il ct deciderà con loro. A centrocampo sono in quattro per tre maglie: Jorginho, Pessina, Locatelli e Cristante. Ha lasciato il ritiro ed è tornato a casa anche Sensi. In difesa il ballottaggio riguarda i centrali Bonucci, Acerbi e l'acciaccato Bastoni, mentre i due terzini potrebbero essere Calabria a destra e Di Lorenzo a sinistra, anche se Biraghi spera. Emerson andrà in tribuna.

Club e Nazionale, un equilibrio sul filo

La questione formazione rimanda al delicato tema delle esigenze dei club, che col calendario stretto tra campionati e coppe vivono con particolare insofferenza il rischio di perdere qualche giocatore durante gli impegni della Nazionale, mai così numerosi nella storia: nel 2021 le partite degli azzurri sono 19. Mancini sa bene che le sue scelte sono inevitabilmente condizionate da questo equilibrio sempre sul filo, perché il rischio infortuni è concreto: "Tanti giocatori hanno avuto dei problemi, purtroppo. A volte, quando facciamo le scelte, è anche per questo. Poi sappiamo che a inizio stagione le partite sono tante e che i giocatori possono avere qualche guaio. I cambi, rispetto alla partita con la Svizzera, saranno almeno 5 o 6". Il calendario compresso è un ostacolo: "Le partite, rispetto a diversi anni fa, sono tante, i giocatori possono avere contrattempi". La tattica sarà la solita: l'Italia d'attacco conta di guarire con i giovani Raspadori e Kean dall'imprecisione, fatale con bulgari e svizzeri. Mancini, però, avverte la squadra del pericolo di un'avversaria chiusa in difesa: "Non dico che sarà quasi come con la Bulgaria, ma ci andremo vicino. Sono partite che devi sbloccare subito, per poi cercare di fare altri gol, se c'è la possibilità".

 

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