Mancini: "Pallone d'oro? Se c'è uno che lo merita è Jorginho"
di Enrico Currò , di Enrico CurròTORINO - Mancini non nasconde l'orgoglio per le cinque nomination di giocatori della Nazionale al Pallone d'oro: "Ma loro sono lì perché sono bravi, non per merito mio". Il premio, ripete, andrebbe assegnato a Jorginho: "Se c'è uno che lo merita, è lui. Ha vinto Europeo, Champions, Fa Cup: mi sembrerebbe strano se lo dessero a qualcun altro". Jorginho è il fulcro di una squadra che ha vinto l'Europeo attraverso il gioco e un nucleo di titolari consolidato. La finalina della Nations League potrebbe offrire qualche occasione di mettersi in mostra ai teorici rincalzi: "Provare qualcosa di nuovo? Vedremo, dobbiamo avere rispetto delle condizioni fisiche dei giocatori: significherebbe dare la possibilità di farsi vedere ad altri giocatori, anche perché qualcuno può mancare e non possiamo fare conto sempre e soltanto sugli stessi".
TORINO - Mancini non nasconde l'orgoglio per le cinque nomination di giocatori della Nazionale al Pallone d'oro: "Ma loro sono lì perché sono bravi, non per merito mio". Il premio, ripete, andrebbe assegnato a Jorginho: "Se c'è uno che lo merita, è lui. Ha vinto Europeo, Champions, Fa Cup: mi sembrerebbe strano se lo dessero a qualcun altro". Jorginho è il fulcro di una squadra che ha vinto l'Europeo attraverso il gioco e un nucleo di titolari consolidato. La finalina della Nations League potrebbe offrire qualche occasione di mettersi in mostra ai teorici rincalzi: "Provare qualcosa di nuovo? Vedremo, dobbiamo avere rispetto delle condizioni fisiche dei giocatori: significherebbe dare la possibilità di farsi vedere ad altri giocatori, anche perché qualcuno può mancare e non possiamo fare conto sempre e soltanto sugli stessi".
"Servono punti per il ranking"
Quanto all'importanza della partita in sé, il ct ne ricorda il valore in prospettiva sorteggio per la fase finale del Mondiale in Qatar, al quale gli azzurri possono qualificarsi direttamente il mese prossimo, nelle partite con Svizzera e Irlanda del Nord: "Il Belgio si è praticamente qualificato ed è primo nel ranking. Noi invece dobbiamo prendere punti, anche perché così possiamo consolidare il ranking per il sorteggio". Promesse per il futuro e in particolare per il Mondiale non ne fa, però è decisamente ottimista: "Abbiamo davvero intrapreso una bellissima strada e dobbiamo ancora migliorarci, qui ci sono tanti ragazzi giovani, che possono andare avanti per 5-6 anni. Io sono orgoglioso di questa squadra, anche della partita che abbiamo appena perso con la Spagna: sia del primo tempo, che è stato equilibratissimo, sia della ripresa, perché in 10 contro 11, contro un'avversaria come la Spagna, anziché subire la goleada, che sarebbe stata possibile, abbiamo segnato un gol e abbiamo sfiorato la rimonta".
"Raspadori avrà un grande futuro"
Sul passaggio eventuale dalla formula del falso nove in assenza di Immobile e Belotti esibita con gli spagnoli al centravanti puro, nello specifico Raspadori o Kean, è possibilista: "Raspadori l'avrei messo già con la Spagna, se non fossimo rimasti in 10. Ma non carichiamolo di troppe responsabilità, avrà un grande futuro".