La Svizzera punta sul fattore paura. Yakin: "Proveremo a risvegliare i fantasmi dell'Italia"
di Matteo Pinci , di Matteo PinciROMA - "Proveremo a risvegliare i fantasmi dell'Italia". Murat Yakin, ct della Svizzera, guarda al passato. E nel match decisivo per la qualificazione ai Mondiali all'Olimpico, punta sul fattore paura. L'Italia deve vincere per non correre il rischio di dover passare nuovamente dagli spareggi che già costarono i Mondiali 4 anni fa. La Svizzera invece pare già soddisfatta di avere la garanzia di partecipare ai playoff: "Siamo certi di arrivare almeno secondi e giocheremo con la testa libera. Già essere qui è un successo. Ce la godremo".
Yakin, punterà davvero sugli spettri italiani della mancata qualificazione del 2017?
"Il calcio è uno sport semp…
ROMA - "Proveremo a risvegliare i fantasmi dell'Italia". Murat Yakin, ct della Svizzera, guarda al passato. E nel match decisivo per la qualificazione ai Mondiali all'Olimpico, punta sul fattore paura. L'Italia deve vincere per non correre il rischio di dover passare nuovamente dagli spareggi che già costarono i Mondiali 4 anni fa. La Svizzera invece pare già soddisfatta di avere la garanzia di partecipare ai playoff: "Siamo certi di arrivare almeno secondi e giocheremo con la testa libera. Già essere qui è un successo. Ce la godremo".
Yakin, punterà davvero sugli spettri italiani della mancata qualificazione del 2017?
"Il calcio è uno sport sempre proiettato al futuro, ma certo ci sono fantasmi del passato che ci perseguitano a volte. Sono certo che con la nostra prestazione possiamo risvegliare le paure dell'Italia. Anche se questa generazione di giocatori guarda avanti e l'Italia lo ha dimostrato diventando campione d'Europa. E molti giocatori quello che è successo quattro anni fa lo hanno già dimenticato".
Chi soffirà di più delle tante assenze, voi o l'Italia?
"Spero che delle assenze non ne soffra nessuno. Siamo pronti al duello, giocheremo con la testa sgombra, visto che siamo già sicuri almeno del secondo posto, ma cercheremo di vincere".
Farete esperimenti, puntando magari su qualcuno dei giovani che sostituiranno il gruppo storico?
"La formazione ce l'ho già in testa, difficile che i giovani dell'Under che abbiamo chiamato siano pronti per una partita così dall'inizio. La freschezza può essere utile, ma bisogna verificare quanto siano pronti. Ma chi è qui sta bene, sono tutti molto motivati. C'è fiducia, è una partita importante non solo per noi, anche per gli azzurri. Loro si aspettano un risultato importante anche perché poi per loro non sarà facile contro l'Irlanda del Nord".
Si potrà puntare dalla tenuta difensiva registrata nella gara di andata a Basilea?
"No, dobbiamo ricominciare da zero. Non avremo la stessa formazione, anche l'Italia avrà delle novità, e non è domani che si decide, ci sono in ballo sei punti. Certo, abbiamo tratto insegnamenti dalle altre due partite con l'Italia, sappiamo la qualità che l'Italia sa mettere in campo, noi dobbiamo cercare di creare occasioni e sfruttarle, se ci chiudiamo non facciamo nulla di buono. Penso ci siano buone occasioni di fare bene, se poi avremo la giusta spinta offensiva, avremo ottime chance di vincere".
Quindi non punterete a difendere lo 0-0?
"Se vogliamo passare da primi, dobbiamo vincere, è evidente. Ma la squadra vuol giocare a calcio divertendosi, sappiamo che la squadra di Mancini è insieme da 3-4 anni, io sono qui da pochi mesi, abbiamo imparato molto a livello difensivo, anche proprio dall'Italia di Mancini. Sarà fondamentale la prestazione difensiva, ma dovremo prenderci dei rischi perché senza rischi non si vince".
Anche il capitano Shaqiri ha parlato del match: "La sconfitta agli Europei? Quella partita non possiamo cancellarla, non è stata buona, ma qui la situazione di partenza è diversa: nuovo anno, nuovo ct, siamo ottimisti e vogliamo mostrare una reazione rispetto a giugno e recuperare l'orgoglio perso in quella partita. Abbiamo tante assenze, ma gli infortuni fanno parte del calcio, vanno accettati. Alcuni degli indisponibili fanno parte della squadra da tempo, in passato ci hanno aiutato con importantissime prestazioni, ma chi giocherà potrà mettersi in mostra. E anche l'Italia ha problemi simili: è una cosa normale nel calcio. Dobbiamo aiutare chi è nuovo a inserirsi. Puntare sui giovani? Perché no, i giocatori giovani giocano con gioia, voglia di scendere in campo, è una grande chance per tutti, la possibilità di vincere c'è. Oggi hanno più voglia di rischiare, ai miei tempi eravamo più timidi, è cresciuta la qualità del settore giovanile. Bryan Okoh gioca nella seconda squadra del Salisburgo, ma è un talento davvero sorprendente. Se supereremo i nostri limiti potremo avere un buon risultato".