Per gli azzurri i colpevoli sono stanchezza e calendario
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròBELFAST - Quando uno a uno gli azzurri sono usciti da Windsor Park per salire sul pullman che li portava all’aeroporto, è stata una sfilata di volti cupi. Nella graduatoria della cupezza, a parte l’infortunato Bernardeschi, Donnarumma e Jorginho battevano tutti: proprio loro che, rispettivamente da migliore giocatore dell’Europeo e da aspirante Pallone d’oro, hanno simboleggiato più di chiunque altro, appena quattro mesi fa, la rinascita della Nazionale dopo lo sprofondo del Mondiale saltato nel 2018. Ora quello spettro non riaffiora nel gruppo, a giudicare dai commenti dei protagonisti. Ma la parola d’ordine è comunque di allontanarlo: non pare immotivata la fiducia di Mancini.
Quanto pesa il calendario
Se però il ct - che nella …
BELFAST - Quando uno a uno gli azzurri sono usciti da Windsor Park per salire sul pullman che li portava all’aeroporto, è stata una sfilata di volti cupi. Nella graduatoria della cupezza, a parte l’infortunato Bernardeschi, Donnarumma e Jorginho battevano tutti: proprio loro che, rispettivamente da migliore giocatore dell’Europeo e da aspirante Pallone d’oro, hanno simboleggiato più di chiunque altro, appena quattro mesi fa, la rinascita della Nazionale dopo lo sprofondo del Mondiale saltato nel 2018. Ora quello spettro non riaffiora nel gruppo, a giudicare dai commenti dei protagonisti. Ma la parola d’ordine è comunque di allontanarlo: non pare immotivata la fiducia di Mancini.
Quanto pesa il calendario
Se però il ct - che nella sua veste non può più entrare in campo a battere i rigori, né a tirare in porta con più forza e precisione dei suoi attaccanti - si dice sicuro che i playoff di marzo non finiranno come quelli di quattro anni fa con la Svezia e se si spinge a non escludere affatto l’ipotesi che la squadra oggi criticata possa replicare con la vittoria del Mondiale tra un anno quella dell’Europeo contro pronostico, qualche giocatore non nasconde di avere accusato il colpo. Va tenuta in seria considerazione la ragione – la fatica e il calendario intasato - alla quale parte della squadra attribuisce il calo dopo il titolo europeo, i troppi pareggi e la macchina da gol inceppata.
L’incognita primavera
Non è affatto detto che il problema possa essere risolto a marzo, quando anzi gli impegni dei club saranno più pressanti, perché si entrerà nella fase cruciale di campionati e coppe. L’analisi più lucida della questione è di Belotti a Radiorai: “Ci sono stati parecchi infortuni e assenze, questo ci ha condizionato. La condizione fisica di tanti non è al meglio. Non c’è un problema di gruppo e da qui a marzo ci sarà tempo per tutti di prendere la migliore forma atletica”. Bonucci non nasconde il problema: “Bisogna assolutamente arrivare a marzo nelle migliori condizioni psicofisiche”. Bernardeschi ricorda che il calendario incide sulle prestazioni e sui risultati della Nazionale: “Veniamo da tante partite giocate coi nostri club: non ci siamo fermati un attimo e questo pesa”. Emerson, infine, batte sul tasto dell’importanza del recupero: i quattro mesi da qui ai play-off, in questo senso, potrebbero rivelarsi decisivi: “E’ un tempo lungo, perché vorremmo giocare subito, fra tre giorni, per rimediare alla nostra colpa, che è stata quella di non avere sfruttato le tante occasioni da gol e i due rigori con la Svizzera. Ma è anche un tempo molto utile: servirà per recuperare mentalmente”.
E’ in ogni caso anche il momento di chiedere aiuto ai tifosi, il momento degli appelli. Il più accorato è di Bonucci: “C’è grande delusione e chiediamo ai tifosi di starci vicino, abbiamo bisogno del loro calore per andare al Mondiale”. Il più immaginifico è di Emerson: “Con la Svizzera abbiamo giocato meglio di loro tutte e due le partite di qualificazione. Il popolo italiano stia con noi: dobbiamo credere tutti nella possibilità di andare al Mondiale e uniti sarà più facile”.