Nazionale: tra arrivi e partenze non si va da nessuna parte
di Enrico Currò , di Enrico CurròBOLOGNA — Non sono certo emerse in questo ritiro di inizio giugno per preparare una rischiosa e tutto sommato inutile partita di Nations League contro la Germania, le troppe crepe della Nazionale campione d'Europa. Dopo il trionfo di Wembley non è riuscita a qualificarsi al Mondiale perché non è stata capace di battere, oltre alla Svizzera, la Bulgaria e l'Irlanda del Nord e perché poi è caduta di fronte a una squadra di terza fila come la Macedonia del Nord. Nel mezzo c'era stata anche la sconfitta netta con la Spagna, nella semifinale della scorsa edizione della Nations League, e la chiusura del cerchio è stata l'umiliazione di Wembley con l'Argentina di Messi nella Finalissima, trofeo posticcio con colonna sonora purtroppo vera, gli sfottò e la ola dei tifosi sudamericani agli azzurri che subivano il torello dell'Albiceleste.
Non sono emerse tutte di colpo, le crepe, però adesso sono c…
BOLOGNA — Non sono certo emerse in questo ritiro di inizio giugno per preparare una rischiosa e tutto sommato inutile partita di Nations League contro la Germania, le troppe crepe della Nazionale campione d'Europa. Dopo il trionfo di Wembley non è riuscita a qualificarsi al Mondiale perché non è stata capace di battere, oltre alla Svizzera, la Bulgaria e l'Irlanda del Nord e perché poi è caduta di fronte a una squadra di terza fila come la Macedonia del Nord. Nel mezzo c'era stata anche la sconfitta netta con la Spagna, nella semifinale della scorsa edizione della Nations League, e la chiusura del cerchio è stata l'umiliazione di Wembley con l'Argentina di Messi nella Finalissima, trofeo posticcio con colonna sonora purtroppo vera, gli sfottò e la ola dei tifosi sudamericani agli azzurri che subivano il torello dell'Albiceleste.
Non sono emerse tutte di colpo, le crepe, però adesso sono così vistose che è impossibile nasconderle. Zaccagni e Lazzari che lasciano il ritiro adducendo infortuni dai quali lo stesso ct, la mattina dopo, ammette di essere stato sorpreso sono il seguito di una vicenda tutt'altro che recente: è dallo scorso settembre che ogni ritiro della Nazionale si traduce in uno stillicidio di ritorni a casa anticipati, dietro lo scudo della privacy. Repubblica a suo aveva sottolineato, nel silenzio: pareva un sacrilegio disturbare la celebrazione perenne dei campioni.