✕

Nazionale, Gravina sconfessa Mancini: "Niente ripescaggio, dobbiamo essere credibili"

Gabriele Gravina 
Il presidente della Figc sottolinea anche il poco attaccamento alla maglia azzurra dopo il caso Zaccagni-Lazzari: "Nessuno è costretto, bisogna vivere con orgoglio la maglia azzurra"
1 minuti di lettura

BOLOGNA — "L'Italia è stata eliminata dal Mondiale e non può parteciparvi. Dobbiamo essere seri e credibili". Il presidente della Figc Gravina chiude definitivamente la porta all'ipotesi ripescaggio e alle speranze di Mancini per il Qatar: "Tutti insieme dobbiamo essere concentrati per recuperare credibilità. Pensare di ripartire da zero? Non sono d'accordo. Abbiamo lanciato un programma a medio lungo termine, del quale conosciamo le difficoltà".

Ancora una volta Gravina torna sulle voci di dimissioni e cambio di ct: "Per tutti i soggetti la soluzione di legare un risultato istituzionale a un gol o rigore credo sia sbagliata. Un atto di dimissioni che cosa poteva generare a livello nazionale e internazionale? La soluzione non è l'abbandono. Sarebbe stato più comodo lasciare. Io amo affrontare i problemi. Abbiamo sempre detto la verità agli italiani, sapendo che a volte è s…

BOLOGNA — "L'Italia è stata eliminata dal Mondiale e non può parteciparvi. Dobbiamo essere seri e credibili". Il presidente della Figc Gravina chiude definitivamente la porta all'ipotesi ripescaggio e alle speranze di Mancini per il Qatar: "Tutti insieme dobbiamo essere concentrati per recuperare credibilità. Pensare di ripartire da zero? Non sono d'accordo. Abbiamo lanciato un programma a medio lungo termine, del quale conosciamo le difficoltà".

Ancora una volta Gravina torna sulle voci di dimissioni e cambio di ct: "Per tutti i soggetti la soluzione di legare un risultato istituzionale a un gol o rigore credo sia sbagliata. Un atto di dimissioni che cosa poteva generare a livello nazionale e internazionale? La soluzione non è l'abbandono. Sarebbe stato più comodo lasciare. Io amo affrontare i problemi. Abbiamo sempre detto la verità agli italiani, sapendo che a volte è scomoda. Abbiamo vinto l'Europeo con una squadra normale, facendo qualcosa di speciale. Qualcuno è stanco, qualcuno ha accusato il limite dell'età, qualcuno ha rinunciato qualche sera fa". 

Sul tema dell'invasione dei calciatori stranieri la critica ai club è esplicita: "Non possiamo non dare opportunità al talento. Non siamo credibili quando da un lato vogliamo risultato sportivo e dall’altro arrivano richieste ufficiali per dare più spazio agli extracomunitari". Il presidente federale ha infine parlato della scabrosa questione delle facili rinunce alla Nazionale, emersa pubblicamente con il caso Lazzari-Zaccagni: "Scarso attaccamento alla maglia? Percepiamo una sorta di distacco, una contaminazione esterna. L'attaccamento maglia inizia a sfumare. Nessuno è costretto, bisogna vivere con orgoglio la maglia azzurra".

Italia-Germania, la formazione degli azzurri

Intanto, a poche ore dalla partita con la Germania, Mancini ha svelato la sua prima formazione del nuovo corso. Il ct accelera il rinnovamento, lanciando dal primo minuto il centrocampista del Sassuolo Frattesi, che farà coppia con Tonali nel reparto completato da Cristante. Il solo superstite della squadra sconfitta dall'Argentina nella Finalissima di Londra è Donnarumma in porta. Davanti a lui ci sarà il quartetto difensivo Florenzi-Acerbi-Bastoni-Biraghi. Il tridente d'attacco sarà formato da Politano, Scamacca e Pellegrini.

Mancini vicino al record di Pozzo e Bearzot

Mancini ha parlato a Radiorai e Raisport della sua cinquantesima partita da ct, soglia che lo avvicina potenzialmente ai record di Pozzo e Bearzot, visto che il contratto dell'attuale commissario tecnico scade nel 2026, l'anno del Mondiale: "Loro l'hanno vinto? Piacerebbe anche a me". Il ct è poi brevemente tornato sul caso di Lazzari e Zaccagni, tornati a casa per un' imprecisata indisponibilità dovuta a problemi fisici: "Non è un caso, io devo credere a quello che mi dicono".