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Mancini: "Un fuoriclasse alla Curry per vincere il Mondiale. Punto su Raspadori e Scamacca"

Gli azzurri durante la rifinitura (afp)
Il ct azzurra rivela un retroscena inedito: "La federazione olandese ci mandò un telegramma: mai visto giocare così bene"
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WOLVERHAMPTON - È stato un insolito bagno di folla per la Nazionale l'allenamento di rifinitura prima di Inghilterra-Italia, in mezzo a famiglie e bambini al Dell Stadium di Dadley, vicino al ritiro azzurro. Stride il contrasto con le porte chiuse che la squadra troverà al Molineux Stadium. Mancini è tornato sulla mancata qualificazione al Mondiale e ha rivendicato nell'intervista prepartita a Raisport la rivoluzione offensivista del suo primo quadriennio da ct: "Abbiamo fatto tre anni senza sconfitte e con un gioco ammirato da tutti. Ricordo ancora il telegramma della federazione olandese dopo la vittoria di Amsterdam in Nations League: "Non abbiamo mai visto giocare così bene". In Italia si fa presto a dimenticare, ma io sono convinto che questa nuova squadra giovane, integrata dai giocatori esperti, possa diventare in prospettiva ancora più forte di quella che ha vinto l'Europeo".

WOLVERHAMPTON - È stato un insolito bagno di folla per la Nazionale l'allenamento di rifinitura prima di Inghilterra-Italia, in mezzo a famiglie e bambini al Dell Stadium di Dadley, vicino al ritiro azzurro. Stride il contrasto con le porte chiuse che la squadra troverà al Molineux Stadium. Mancini è tornato sulla mancata qualificazione al Mondiale e ha rivendicato nell'intervista prepartita a Raisport la rivoluzione offensivista del suo primo quadriennio da ct: "Abbiamo fatto tre anni senza sconfitte e con un gioco ammirato da tutti. Ricordo ancora il telegramma della federazione olandese dopo la vittoria di Amsterdam in Nations League: "Non abbiamo mai visto giocare così bene". In Italia si fa presto a dimenticare, ma io sono convinto che questa nuova squadra giovane, integrata dai giocatori esperti, possa diventare in prospettiva ancora più forte di quella che ha vinto l'Europeo".

Cioè, argomenta il ct, vincere il Mondiale 2026, magari con un fuoriclasse alla Stephen Curry, il grande cestista americano dei Golden State Warriors, protagonista delle finali Nba che il commissario tecnico, appassionato di basket, ha usato nel colloquio con Radiorai come efficace metro di paragone: "È come dire troviamo un Baggio, un Del Piero, un Totti. Io spero che succeda presto, perché credo che un giocatore del genere ci possa fare vincere il prossimo Mondiale. Avremo tempo di costruire la squadra e con uno alla Curry, che fa la differenza in ogni partita, tutto diventerebbe possibile". All'orizzonte, per il momento, non si vede un talento di questo livello, però nei 4 anni da qui al torneo di Usa-Canada-Messico potrebbe maturare: "Ci sono oggi giocatori, in questa Nazionale, che hanno già presenze che qualche campione del mondo del 2006 alla loro età non aveva. Anzi, forse qualcuno giocava in serie C. Io credo che nell'arco di un anno ci sia chi può diventare veramente molto molto bravo. Mi riferisco a Gnonto, a Raspadori, a Scamacca, a tutti i centrocampisti ed esterni che abbiamo provato in questi giorni: con l'età che hanno possono diventare molto forti".

Lazzari e Zaccagni, cartellino giallo

Grazie a loro la nostalgia per il lavoro in un club, dichiarata esplicitamente da Mancini all'inizio del raduno ("mi manca allenare tutti i giorni"), è stata attenuata, attraverso le due buone partite con Germania e Ungheria: "Un ct vede i ragazzi solo ogni tanto? Purtroppo sì. In questo periodo abbiamo lavorato tutti i giorni e siamo stati bene. Bisognava rinnovare un po' e vedere come andava, poi sono arrivate buone prestazioni e questo certamente ci ha fatto piacere". Di meno piacevole c'è stato qualche episodio come la partenza anticipata dal ritiro di giocatori che non sembravano avere infortuni particolarmente gravi, però Mancini esclude che questo possa causare a settembre ostracismi o bocciature. Per Zaccagni e Lazzari, ma anche per Zaniolo e Kean sui cui problemi fisici non c'è stata chiarezza, le porte restano aperte: "Io di solito scelgo sempre in base alle prestazioni dei giocatori in campionato".

Il codice etico e la difesa di Gattuso

Tuttavia i paletti si sono fatti più stretti e il comportamento e l'attaccamento alla maglia saranno più che mai criteri fondamentali per restare nel gruppo: "Chiaramente è molto importante cercare di creare un ambiente sano, buono. Qui ci sono ragazzi che hanno dimostrato tutti voglia di venire e di giocare in Nazionale, che poi è sempre stata la nostra forza, da quando abbiamo iniziato 4 anni fa, creando un gruppo coeso: è stato uno dei punti cardine per vincere l'Europeo". Che il codice etico non scritto sia tra i principi base del ct lo testimonia del resto la sua presa di posizione a favore di Rino Gattuso, approdato al Valencia dopo una lunga fase di vergognosi attacchi sui social, basati su fake news e rielaborazioni fantasiose di vecchie dichiarazioni del neoallenatore del club spagnolo, che Mancini difende non soltanto da collega: "Non è che i social vadano seguiti molto, a meno che uno voglia farsi due risate. Sono intervenuto a favore di Gattuso perché dispiaceva quello che gli stava capitando, mi sembrava veramente assurdo. Da mesi, ogni volta che trovava una squadra, venivano fuori le solite cose. Io non lo conosco, se non indirettamente, e non parlo così perché è un mio amico. Ma mi sembra una persona perbene e mi pare che quello che veniva fatto su di lui fosse veramente riprovevole". Gattuso ha ringraziato via WhatsApp il commissario tecnico, che gli ha risposto immediatamente: "Non mi devi ringraziare: l'ho fatto perché lo sentivo".