MOENCHENGLADBACH - Non è una metamorfosi completa, ma l'Italia di Mancini sta cambiando pelle: dall'offensivismo e dal dominio del gioco sfoggiati all'Europeo attraverso il palleggio insistito all'istantanea manovra verticale attraverso il contropiede. Lo certificano i dati ufficiali dell'Uefa sulle prime tre giornate della Nations League (44,67 la percentuale media del possesso palla, nella finale di Wembley con l'Inghilterra era stata del 65,6 secondo Opta), ma a mettere nero su bianco il cambio di tattica è il ct stesso a Radiorai, a poche ore dalla partita in casa della Germania: "In questo torneo non abbiamo avuto finora Jorginho e Verratti, la loro presenza fa mantenere un possesso palla molto alto. Oggi abbiamo più giocatori che verticalizzano, che attaccano rapidamente, perciò qualcosa di leggermente diverso c'è".
Ne è già uscita una Nazionale meno legata a un sistema e capace di variarlo a più riprese anche nella stessa partita. Per questa con la Germania, ad esempio, il dubbio sembra tra la difesa a quattro o a tre, con quattro giocatori al momento in bilico per una maglia: Luiz Felipe, Locatelli, Salvatore Esposito e Frattesi. In attacco si va verso il tridente Politano-Raspadori-Gnonto, anche se Mancini si riserva un supplemento di riflessione. Il cantiere è una necessità, l'Italia è diventata una squadra più pronta alle trasformazioni tattiche, un po' anche per necessità: "Forse sì, dobbiamo provare qualcosa in più, ma c'è stato poco tempo con le partite ogni tre giorni. Però forse sì, cambieremo qualcosa". In ogni caso, comunque finisca Germania-Italia, Mancini ritiene che il risultato non possa influire sulla valutazione complessiva di questo giugno azzurro in Nations League: "Al di là dei risultati, il bilancio resta positivo. Certo, lo sarebbe ancora di più se chiudessimo con una vittoria, il che non sarà semplice, e con un'altra partita giocata bene".
La questione centravanti non è stata ancora risolta: malgrado le prove discrete, Scamacca finora non ha segnato e si è alternato nel ruolo con Raspadori. La ricerca del numero nove del futuro continua: "Dobbiamo cercare di fare in modo che questi ragazzi accumulino esperienza il più possibile. Poi vediamo anche che cosa verrà fuori nei prossimi mesi, qualche ragazzo bravo c'è". Non è affatto escluso, anzi è verosimile, che a settembre torni Immobile, anche se aveva manifestato dubbi sulla prosecuzione del rapporto con la Nazionale: "Io ho parlato con Ciro e non mi ha detto nulla. Deve stare tranquillo, ha sempre fatto molti gol, in Nazionale ha dato tutto sempre ed è campione d'Europa. Questo non si deve mai dimenticare, non è una cosa banale". Intanto il ct ha comunicato all'Uefa la lista dei 23 azzurri, con i numeri di maglia, per l'ultimo impegno stagionale, al quale presenzieranno 44 mila spettatori (tutto esaurito al Borussia Park). Donnarumma 1, Di Lorenzo 2, Spinazzola 3, Luiz Felipe 4, Gianluca Mancini 5, Calabria 6, Caprari 7, Esposito 8, Scamacca 9, Locatelli 10, Gnonto 11, Pessina 12, Dimarco 13, Gollini 14, Acerbi 15, Cristante 16, Politano 17, Barella 18, Scalvini 19, Cragno 20, Frattesi 21, Raspadori 22, Bastoni 23. Stavolta vanno in tribuna l'acciaccato Pellegrini (il migliore di questo torneo della Nazionale), Meret, Gatti, Cancellieri, Zerbin e lo squalificato Tonali.