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Di Lorenzo: "Fuori dal Mondiale per un calo di attenzione. Un sogno lo scudetto a Napoli da capitano"

Giovanni Di Lorenzo
Giovanni Di Lorenzo (agf)
Azzurri a Coverciano per preparare le amichevoli contro Albania e Austria, mentre in Qatar sta per partire la rassegna iridata. Senza l'Italia. Il difensore: "I dettagli hanno fatto la differenza. Ora ricominciamo con molti stimoli". Sul cammino del Napoli in campionato: "Abbiamo sorpreso tutti con la nostra partenza, ma restano altre venticinque partite da giocare e non possiamo fare calare la nostra concentrazione"
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FIRENZE - Cambia ancora la lista dei convocati di Mancini per le amichevoli con Albania (mercoledì a Tirana) e Austria, (domenica a Vienna) nelle quali il ct raggiungerà e supererà le 56 presenze sulla panchina della Nazionale di Lippi e Prandelli: davanti resteranno solo Pozzo e Bearzot. Mancini è subito alle prese con i contrattempi, purtroppo non una novità. Stavolta le defezioni sono quelle di Scamacca, Frattesi e Cristante, che si aggiungono a Toloi ed Emerson Palmieri. Entrano nel gruppo al loro posto Parisi dell'Empoli, che è arrivato dall'Under 21, e Pinamonti. Tra le assenze la più pesante è probabilmente quella di Scamacca: l'attaccante del West Ham, che in Nazionale non ha ancora segnato, era atteso all'esame del gol. All'inizio del raduno la Figc ha presentato la nuova partnership con Facileristrutturare, azienda da tempo attiva nel mondo dello sport: tra i prossimi passi ci saranno le ristrutturazioni del centro tecnico e del museo del calcio.

Di Lorenzo e il mancato Mondiale

Nella squadra cresce intanto, con l'approssimarsi del Mondiale, il rammarico per non essere in Qatar, che le amichevoli con Albania e Austria non potranno certo attenuare, anzi. L'analisi sincera del momento, con tre anni e mezzo davanti prima dell'auspicabile ritorno al Mondiale nel 2026, è di Giovanni Di Lorenzo, che spiega così la mancata qualificazione, ammettendo di fatto che la causa principale è stata il calo di tensione: "Può succedere, quando uno vince e raggiunge un traguardo grande come l'Europeo, che inconsciamente si tenda ad abbassare il livello dell'attenzione e degli allenamenti". La somma di questi piccoli particolari, secondo Di Lorenzo, ha fatto il triste totale: "Sono stati tanti piccoli episodi, si può parlare di dettagli. Se ci ripenso, mi vengono in mente la doppia sfida con la Svizzera e il dominio con la Macedonia del nord. Lungo il nostro percorso non abbiamo sbagliato praticamente niente, ma alla fine i dettagli hanno fatto la differenza. Ora ricominciamo con molti stimoli, vi assicuro che l'atmosfera dell'Europeo, in questo gruppo, non si è affatto persa". Lui guarderà comunque il torneo in Qatar: "E non farò il tifo per una squadra in particolare, ma per il calcio".

Il sogno scudetto con il Napoli

La sua consolazione personale è certamente il campionato del Napoli di Spalletti ("stiamo portando in Italia e in Europa un bel calcio") e la fascia da capitano, con un sogno non inconfessato: essere il capitano del terzo scudetto, dopo che la fascia, nelle due occasioni in cui il Napoli ha vinto il campionato, la portava un certo Maradona: "Sì, sarebbe  veramente un sogno vincere ed essere il capitano dopo di lui. Lavoro ogni giorno per essere all'altezza del ruolo". Che gli è stato attribuito con una sorta di referendum dello spogliatoio, promosso da Spalletti: "Una scelta del mister, insieme al gruppo: per me un motivo di grande orgoglio". Ora il Napoli, dice Di Lorenzo, non teme un'avversaria in particolare, tra Milan, Juventus, Lazio e Inter: "Sappiamo di avere un buon vantaggio e di doverlo difendere fino in fondo. Abbiamo sorpreso tutti con la nostra partenza, ma restano altre venticinque partite da giocare e non possiamo fare calare la nostra concentrazione".

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