FIRENZE - "Il Mondiale lo guarderò, eccome: è sempre bello vedere le grandi partite". Mancini rivela che la delusione per il mancato viaggio in Qatar resta forte, ma la legge dello sport contempla anche la sconfitta e il ct campione d'Europa, sportivamente, accetta l'amarissimo responso del campo. Intanto, però, ci sono due amichevoli da sfruttare, per quanto triste sia il contesto: le trasferte in Albania e in Austria servono per riprendere il filo tecnico e tattico spezzato: "La malinconia ovviamente c'è. Meritavamo di essere in Qatar ma abbiamo mancato le occasioni a disposizione. Una Coppa del Mondo senza l'Italia è diversa, dobbiamo lavorare nel modo giusto per fare in modo che non riaccada. Così come siamo riusciti a ricostruire una squadra e un gruppo che è stata la nostra forza agli Europei, possiamo farlo ancora. Penso che i ragazzi sappiano che ci vuole un senso di appartenenza enorme. Ora abbiamo queste due partite per provare qualcosa di diverso e per conoscere meglio i giovani, bravi, che sono venuti qui".
"Zaniolo non ha mai dato problemi, è un potenziale campione"
Contro l'Albania dell'italiano Reja è verosimile la verifica del 3-4-3 sperimentato in allenamento, anche se restano i dubbi sugli esterni, con Zaniolo in vantaggio su Politano e Grifo su Chiesa, ancora in recupero di condizione dopo il lungo infortunio e tuttavia ben presente per Mancini che, per l'occasione, raggiungerà Lippi e Prandelli per numero di panchine (56, davanti solo Pozzo a 95 e Bearzot a 88): "Federico è tornato con noi dopo un anno, la sua è una presenza davvero importante". L'altro grande ritorno è appunto quello di Zaniolo, che il ct assicura di non avere mai escluso per ragioni disciplinari, cioè per la lite con Zaccagni via social e non solo: "Vorrei chiarire che Zaniolo non ha mai dato problemi e che secondo me può essere un giocatore importante per il futuro della Nazionale, è un potenziale campione. Nicolò è una risorsa importante, può darci tanto e migliorerà sotto tutti i punti di vista. È un ragazzo giovane e quando si è giovani si migliora sempre. Per le qualità che ha la mezzala può essere una buona posizione, ma gioca spesso anche da esterno d'attacco e può fare anche quel ruolo lì".
"Seguo Pafundi da anni, può diventare un grande"
La grande sorpresa di queste convocazioni è stata quella dell'attaccante classe 2006 dell'Udinese, Simone Pafundi, nato pochi mesi prima che l'Italia si laureasse per la quarta volta Campione del Mondo: "Lo seguiamo da diversi anni - spiega Mancini - già nelle Nazionali Under avevamo visto in lui delle qualità importanti. Pensiamo possa essere un grande giocatore in futuro e lo abbiamo chiamato per vederlo e valutarlo. Zaniolo venne da noi che non lo conosceva nessuno e quando tornò dopo tre mesi era diventato un altro giocatore, era un giocatore fatto".
"Kean in futuro? L'importante è metterci impegno"
La parola futuro, anche se ormai il centravanti titolare sembra Raspadori, non è vietata nemmeno per il trentaduenne Immobile, che dopo queste due partite della Nazionale avrà un curriculum recente abbastanza sfortunato: 15 delle ultime 16 partite saltate per infortunio: "Ciro ha avuto molti problemi fisici, ma ha fatto il possibile per esserci sempre e l'ultima volta è rimasto una settimana con noi, pur sapendo che avrebbe rischiato di non partire". Un ruolo a lunga scadenza è possibile per Kean, nonostante non faccia parte di questo giro di convocazioni e sia stato a suo tempo escluso dall'Europeo per scarso impegno: "Per me conta che un giocatore sia bravo e ci metta impegno".
Bonucci: "Kean ha cambiato testa"
Secondo il capitano della Juventus Bonucci, questo requisito è assolutamente in dotazione al giovane talento: "L'ho detto direttamente a Moise: mi ha sorpreso perché è cambiato di testa. Kean ha capito che, per stare ad alto livello, deve dimostrare ogni giorno di essere all'altezza. Il buon periodo che sta vivendo è proprio la conseguenza del fatto che ha cambiato testa". Non ne aveva invece bisogno Scalvini, il giovanissimo dell'Atalanta che potrebbe giocare proprio al fianco di Bonucci (e di Bastoni, se Mancini schiererà a tre la linea difensiva: "Mi ha stupito anche lui, per la sua intelligenza e per la serenità con cui interpreta i ruoli sempre diversi che gli assegnano".